151/237
Non vi è nulla che il lungo tempo non attenui o vinca.
152/237
Nil non aut lenit aut domat diuturnitas.
153/237
Il caso non è solito danneggiare la costanza.
154/237
Nocere casus non solet constantiae.
155/237
Non si vince mai il pericolo senza pericolo.
156/237
Numquam periclum sine periclo vincitur.
157/237
Essere vilipesi nella calamità è più doloroso della calamità stessa.
158/237
Obiurgari in calamitate gravius est quam calamitas.
159/237
L'occasione è difficile che si offra ed è facile che si perda.
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Occasio aegre offertur, facile amittitur.
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Gli occhi danno inizio di nascosto all'amore, la consuetudine lo completa.
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Oculi occulte amorem incipiunt, consuetudo perficit.
163/237
Oh, vita, lunga per lo sventurato, breve per il fortunato!
164/237
O vita misero longa, felici brevis!
165/237
La disonestà di pochi è di danno a molti.
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Paucorum improbitas est multorum calamitas.
167/237
L'unico governo di tutte le cose è quello del denaro.
168/237
Pecuniae unum regimen est rerum omnium.
169/237
Il pavido vede anche i pericoli che non ci sono.
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Pericla timidus etiam quae non sunt videt.
171/237
Vince sempre chi usa clemenza.
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Perpetuo vincit qui utitur clementia.
173/237
Raduna più amici la tua mensa del tuo pensiero.
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Plures amicos mensa quam mens concipit.
175/237
Chi fa del bene a una persona onesta in parte lo riceve.
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Probo beneficium qui dat, ex parte accipit.
177/237
Bisogna provvedere in pace a ciò che può servire in guerra.
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Prospicere in pace oportet quod bellum iuvet.
179/237
Chi si loda trova presto un derisore.
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Qui se ipse laudat cito derisorem invenit.
181/237
Qualunque cosa tu tenga nascosta, abbi paura di te stesso.
182/237
Quodcumque celes, ipse tibi fias timor.
183/237
Ciò che dice il vecchio tutti lo ritengono un giusto consiglio.
184/237
Quod senior loquitur omnes consilium putant.
185/237
Far arrossire un amico significa perderlo.
186/237
Ruborem amico excutere, amicum est perdere.
187/237
È tardi chiedere consiglio quando ci si trova in pericolo.
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Sero in periclis est consilium quaerere.
189/237
Un solo momento restituisce, di solito, ciò che molti anni hanno tolto.
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Solet hora, quod multi anni abstulerunt, reddere.
191/237
La fortuna rende sciocco colui che vuole rovinare.
192/237
Stultum facit fortuna quem vult perdere.
193/237
Il tacere è la saggezza dello sciocco.
194/237
Taciturnitas stulto homini pro sapientia est.
195/237
All'avido manca tanto ciò che ha, quanto ciò che non ha.
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Tam deest avaro quod habet quamquod non habet.
197/237
Pone le ricchezze in una tomba chi fa proprio erede un vecchio.
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Thesaurum in sepulchro ponit qui senem heredem facit.
199/237
A noi piacciono di più le cose altrui, agli altri le nostre.
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Aliena nobis , nostra plus aliis placent.