151/238
Non vi è nulla che il lungo tempo non attenui o vinca.
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Nil non aut lenit aut domat diuturnitas.
153/238
Il caso non è solito danneggiare la costanza.
154/238
Nocere casus non solet constantiae.
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Non si vince mai il pericolo senza pericolo.
156/238
Numquam periclum sine periclo vincitur.
157/238
Essere vilipesi nella calamità è più doloroso della calamità stessa.
158/238
Obiurgari in calamitate gravius est quam calamitas.
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L'occasione è difficile che si offra ed è facile che si perda.
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Occasio aegre offertur, facile amittitur.
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Gli occhi danno inizio di nascosto all'amore, la consuetudine lo completa.
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Oculi occulte amorem incipiunt, consuetudo perficit.
163/238
Oh, vita, lunga per lo sventurato, breve per il fortunato!
164/238
O vita misero longa, felici brevis!
165/238
La disonestà di pochi è di danno a molti.
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Paucorum improbitas est multorum calamitas.
167/238
L'unico governo di tutte le cose è quello del denaro.
168/238
Pecuniae unum regimen est rerum omnium.
169/238
Il pavido vede anche i pericoli che non ci sono.
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Pericla timidus etiam quae non sunt videt.
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Vince sempre chi usa clemenza.
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Perpetuo vincit qui utitur clementia.
173/238
Raduna più amici la tua mensa del tuo pensiero.
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Plures amicos mensa quam mens concipit.
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Chi fa del bene a una persona onesta in parte lo riceve.
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Probo beneficium qui dat, ex parte accipit.
177/238
Bisogna provvedere in pace a ciò che può servire in guerra.
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Prospicere in pace oportet quod bellum iuvet.
179/238
Chi si loda trova presto un derisore.
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Qui se ipse laudat cito derisorem invenit.
181/238
Qualunque cosa tu tenga nascosta, abbi paura di te stesso.
182/238
Quodcumque celes, ipse tibi fias timor.
183/238
Ciò che dice il vecchio tutti lo ritengono un giusto consiglio.
184/238
Quod senior loquitur omnes consilium putant.
185/238
Far arrossire un amico significa perderlo.
186/238
Ruborem amico excutere, amicum est perdere.
187/238
È tardi chiedere consiglio quando ci si trova in pericolo.
188/238
Sero in periclis est consilium quaerere.
189/238
Un solo momento restituisce, di solito, ciò che molti anni hanno tolto.
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Solet hora, quod multi anni abstulerunt, reddere.
191/238
La fortuna rende sciocco colui che vuole rovinare.
192/238
Stultum facit fortuna quem vult perdere.
193/238
Il tacere è la saggezza dello sciocco.
194/238
Taciturnitas stulto homini pro sapientia est.
195/238
All'avido manca tanto ciò che ha, quanto ciò che non ha.
196/238
Tam deest avaro quod habet quamquod non habet.
197/238
Pone le ricchezze in una tomba chi fa proprio erede un vecchio.
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Thesaurum in sepulchro ponit qui senem heredem facit.
199/238
A noi piacciono di più le cose altrui, agli altri le nostre.
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Aliena nobis , nostra plus aliis placent.