Frasi di Publilio Siro

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Non vi è nulla che il lungo tempo non attenui o vinca.

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Nil non aut lenit aut domat diuturnitas.

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Il caso non è solito danneggiare la costanza.

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Nocere casus non solet constantiae.

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Non si vince mai il pericolo senza pericolo.

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Numquam periclum sine periclo vincitur.

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Essere vilipesi nella calamità è più doloroso della calamità stessa.

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Obiurgari in calamitate gravius est quam calamitas.

159/237

L'occasione è difficile che si offra ed è facile che si perda.

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Occasio aegre offertur, facile amittitur.

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Gli occhi danno inizio di nascosto all'amore, la consuetudine lo completa.

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Oculi occulte amorem incipiunt, consuetudo perficit.

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Oh, vita, lunga per lo sventurato, breve per il fortunato!

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O vita misero longa, felici brevis!

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La disonestà di pochi è di danno a molti.

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Paucorum improbitas est multorum calamitas.

167/237

L'unico governo di tutte le cose è quello del denaro.

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Pecuniae unum regimen est rerum omnium.

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Il pavido vede anche i pericoli che non ci sono.

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Pericla timidus etiam quae non sunt videt.

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Vince sempre chi usa clemenza.

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Perpetuo vincit qui utitur clementia.

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Raduna più amici la tua mensa del tuo pensiero.

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Plures amicos mensa quam mens concipit.

175/237

Chi fa del bene a una persona onesta in parte lo riceve.

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Probo beneficium qui dat, ex parte accipit.

177/237

Bisogna provvedere in pace a ciò che può servire in guerra.

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Prospicere in pace oportet quod bellum iuvet.

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Chi si loda trova presto un derisore.

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Qui se ipse laudat cito derisorem invenit.

181/237

Qualunque cosa tu tenga nascosta, abbi paura di te stesso.

182/237

Quodcumque celes, ipse tibi fias timor.

183/237

Ciò che dice il vecchio tutti lo ritengono un giusto consiglio.

184/237

Quod senior loquitur omnes consilium putant.

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Far arrossire un amico significa perderlo.

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Ruborem amico excutere, amicum est perdere.

187/237

È tardi chiedere consiglio quando ci si trova in pericolo.

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Sero in periclis est consilium quaerere.

189/237

Un solo momento restituisce, di solito, ciò che molti anni hanno tolto.

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Solet hora, quod multi anni abstulerunt, reddere.

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La fortuna rende sciocco colui che vuole rovinare.

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Stultum facit fortuna quem vult perdere.

193/237

Il tacere è la saggezza dello sciocco.

194/237

Taciturnitas stulto homini pro sapientia est.

195/237

All'avido manca tanto ciò che ha, quanto ciò che non ha.

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Tam deest avaro quod habet quamquod non habet.

197/237

Pone le ricchezze in una tomba chi fa proprio erede un vecchio.

198/237

Thesaurum in sepulchro ponit qui senem heredem facit.

199/237

A noi piacciono di più le cose altrui, agli altri le nostre.

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Aliena nobis , nostra plus aliis placent.


Biografia di Publilio Siro