Frasi di Publilio Siro

101/238

Un ingrato reca danno a tutti gli infelici.

102/238

Ingratus unus omnibus miseris nocet.

103/238

È proprio del saggio temere il nemico, anche se è dappoco.

104/238

Inimicum quamvis humilem docti est metuere.

105/238

Rimedio alle offese è il dimenticarle.

106/238

Iniuriarum remedium est oblivio.

107/238

L'avaro non è buono con nessuno, pessimo con se stesso.

108/238

In nullum avarus bonus est, in se pessimus.

109/238

La fama di integrità è un secondo patrimonio.

110/238

Integritatis fama est alterum patrimonium.

111/238

Chi vince l'ira vince il più grande dei nemici.

112/238

Iracundiam qui vincit hostem superat maximum.

113/238

Quando l'adirato è ritornato in sè allora si adira con sè medesimo.

114/238

Iratus cum ad se rediit sibi tum irascitur.

115/238

Quando il colpevole è assolto è condannato il giudice.

116/238

Iudex damnatur ubi nocens absolvitur.

117/238

Dopo essere scivolato una volta è colpa tua se cadi di nuovo.

118/238

Lapsus semel fit culpa si iterum cecideris.

119/238

La fortuna è leggera: presto chiede indietro ciò che ha dato.

120/238

Levis est fortuna: cito reposcit quod dedit.

121/238

È una legge universale quella che ordina di nascere e di morire.

122/238

Lex universa est quae iubet nasci et mori.

123/238

La lingua maldicente è indizio di una mente malvagia.

124/238

Lingua est maliloquax mentis indicium malae.

125/238

Non può esservi guadagno che non danneggi il prossimo.

126/238

Lucrum sine damno alterius fieri non potest.

127/238

A chi vuol fare del male non manca mai il pretesto.

128/238

Malefacere qui vult numquam non causam invenit.

129/238

Comandando male si perde tutta l'autorità del comando.

130/238

Male imperando summum imperium admittitur.

131/238

Le cose evidenti non hanno bisogno di alcuna prova.

132/238

Manifesta haud indigent probatione.

133/238

Le lacrime della donna sono il condimento della malizia.

134/238

Muliebris lacrima condimentum est malitiae.

135/238

Quando la donna pensa da sola, pensa male.

136/238

Mulier cum sola cogitat, male cogitat.

137/238

Deve temere molti colui che molti temono.

138/238

Multus timere debet quem multi timent.

139/238

Sopporta ciò che non puoi cambiare come è dalla nascita.

140/238

Mutare quod non possis, ut natum est, feras.

141/238

Sopporta e non prendertela con ciò che non si può cambiare.

142/238

Feras non culpes quod mutari non potest.

143/238

La necessità ottiene dall'uomo ciò che vuole.

144/238

Necessitas ab homine quae vult impetrat.

145/238

La necessità impone la legge, non la riceve.

146/238

Necessitas dat legem, non ipsa accipit.

147/238

All'avaro non mancano mai i pretesti per negare.

148/238

Negandi causa avarum numquam deficit.

149/238

Al desiderio niente piace di più di ciò che non è lecito.

150/238

Nil magis amat cupiditas quam quod non licet.


Biografia di Publilio Siro