101/237
Un ingrato reca danno a tutti gli infelici.
102/237
Ingratus unus omnibus miseris nocet.
103/237
È proprio del saggio temere il nemico, anche se è dappoco.
104/237
Inimicum quamvis humilem docti est metuere.
105/237
Rimedio alle offese è il dimenticarle.
106/237
Iniuriarum remedium est oblivio.
107/237
L'avaro non è buono con nessuno, pessimo con se stesso.
108/237
In nullum avarus bonus est, in se pessimus.
109/237
La fama di integrità è un secondo patrimonio.
110/237
Integritatis fama est alterum patrimonium.
111/237
Chi vince l'ira vince il più grande dei nemici.
112/237
Iracundiam qui vincit hostem superat maximum.
113/237
Quando l'adirato è ritornato in sè allora si adira con sè medesimo.
114/237
Iratus cum ad se rediit sibi tum irascitur.
115/237
Quando il colpevole è assolto è condannato il giudice.
116/237
Iudex damnatur ubi nocens absolvitur.
117/237
Dopo essere scivolato una volta è colpa tua se cadi di nuovo.
118/237
Lapsus semel fit culpa si iterum cecideris.
119/237
La fortuna è leggera: presto chiede indietro ciò che ha dato.
120/237
Levis est fortuna: cito reposcit quod dedit.
121/237
È una legge universale quella che ordina di nascere e di morire.
122/237
Lex universa est quae iubet nasci et mori.
123/237
La lingua maldicente è indizio di una mente malvagia.
124/237
Lingua est maliloquax mentis indicium malae.
125/237
Non può esservi guadagno che non danneggi il prossimo.
126/237
Lucrum sine damno alterius fieri non potest.
127/237
A chi vuol fare del male non manca mai il pretesto.
128/237
Malefacere qui vult numquam non causam invenit.
129/237
Comandando male si perde tutta l'autorità del comando.
130/237
Male imperando summum imperium admittitur.
131/237
Le cose evidenti non hanno bisogno di alcuna prova.
132/237
Manifesta haud indigent probatione.
133/237
Le lacrime della donna sono il condimento della malizia.
134/237
Muliebris lacrima condimentum est malitiae.
135/237
Quando la donna pensa da sola, pensa male.
136/237
Mulier cum sola cogitat, male cogitat.
137/237
Deve temere molti colui che molti temono.
138/237
Multus timere debet quem multi timent.
139/237
Sopporta ciò che non puoi cambiare come è dalla nascita.
140/237
Mutare quod non possis, ut natum est, feras.
141/237
Sopporta e non prendertela con ciò che non si può cambiare.
142/237
Feras non culpes quod mutari non potest.
143/237
La necessità ottiene dall'uomo ciò che vuole.
144/237
Necessitas ab homine quae vult impetrat.
145/237
La necessità impone la legge, non la riceve.
146/237
Necessitas dat legem, non ipsa accipit.
147/237
All'avaro non mancano mai i pretesti per negare.
148/237
Negandi causa avarum numquam deficit.
149/237
Al desiderio niente piace di più di ciò che non è lecito.
150/237
Nil magis amat cupiditas quam quod non licet.