Biografia di Cesare Pascarella

Cesare Pascarella
Nazione: Italia    
Cesare Pascarella nacque a Roma il 28 aprile 1858 e morì sempre a Roma il giorno 8 maggio 1940. Fu poeta e pittore.

Nacque da Pasquale, di origini ciociare e reduce garibaldino nella legione romana durante le guerre d'indipendenza, e da una madre che lo destinò fin da ragazzo al seminario di Frascati per la carriera ecclesiastica. Ma il suo spirito ribelle emerse presto e, nel 1870, alla notizia della breccia di Porta Pia e della fine dello Stato Pontificio, fuggì dal collegio a piedi verso Roma per unirsi ai festeggiamenti repubblicani, venendo schiaffeggiato lungo la strada da un anticlericale per la sua tunica seminaristica.

Abbandonati gli studi religiosi, si dedicò alla pittura e al disegno, collaborando come illustratore e giornalista per giornali romani come Capitan Fracassa e Fanfulla della domenica, frequentando i circoli bohémien della Capitale dove strinse amicizia con Gabriele D'Annunzio e altri letterati.

Compose i suoi primi sonetti in dialetto romanesco a partire dal 1881, tra cui il ciclo narrativo Er morto de campagna, che ritrae con realismo crudo la miseria contadina, e La serenata del 1882.

Nel 1886 pubblicò a sue spese Villa Gloria, venticinque sonetti epici sul tragico tentativo dei fratelli Cairoli di liberare Roma, lodati da Giosuè Carducci come un capolavoro che elevava la poesia dialettale a livello epico, mentre continuava a viaggiare in India, Giappone e Americhe, assaporando un'esistenza avventurosa e anticonformista.​

Negli anni '90 affinò il suo stile ironico e popolare con La scoperta de l'America, del 1894, raccolta di cinquanta sonetti in cui popolani di un'osteria discutono goffamente e con umorismo infantile la storia di Cristoforo Colombo tra bicchieri di vino, un'opera che lo rese celebre per le sue letture pubbliche affollate e che Carducci definì eccelsa.

A cavallo tra Ottocento e Novecento compose I sonetti, fondando nel 1904 con Giuseppe Ferrari il gruppo pittorico XXV della campagna romana per ritrarre paesaggi agresti, mentre lavorava all'imponente Storia nostra, poema incompiuto di 277 sonetti su Roma dalle origini al pontificato, pubblicato postumo nel 1961 dall'Accademia dei Lincei, la quale rifiuta ogni pubblicazione in vita per la sua ambizione storiografica.

Negli ultimi decenni, nominato membro dell'Accademia d'Italia nel 1930, continuò passeggiate nella campagna romana e ritratti pittorici, mantenendo contatti con intellettuali dialettali come Trilussa, fino alla morte avvenuta l'8 maggio 1940 nella sua Roma, lasciando sonetti, taccuini e dipinti acquisiti dai Lincei che testimoniano un genio dialettale mai sottomesso alle mode letterarie.​


Frasi di Cesare Pascarella

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Si ar monno nun ce fosse er matrimonio,
ma sai si quanta gente sposerebbe!


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