Biografia di Alexandre Poussin
Nazione: Francia
Alexandre Poussin è nato il 28 aprile 1970 Uccle, Belgio da genitori francesi. È scrittore-viaggiatore e regista.
Fin dalla giovinezza, cresciuto in un ambiente borghese ma animato da una passione per l'esplorazione, Poussin si appassionò al ciclismo e alle imprese fisiche. Incontrò Sylvain Tesson all'ultimo anno di liceo, poi studiò legge e giornalismo all'Università di Lione.
Con Tesson condivise una visione romantica del viaggio come ricerca di libertà e scoperta. Nel 1994 i due partono per un'epica circumnavigazione del mondo in bicicletta, percorrendo 25.000 km attraverso 35 paesi in poco più di un anno, un'avventura documentata nel libro Il velaccino rosso (pubblicato nel 2000), che mescola resoconto di viaggio, filosofia e umorismo esistenziale, diventando un classico della letteratura di viaggio francese.
Tra il 2001 e il 2004, Poussin e Tesson si lanciarono in un'altra sfida monumentale: attraversare a piedi l'intera Africa da est a ovest, coprendo 14.000 km in 20 mesi attraverso 13 paesi, dal Cairo fino a Dakar, affrontando pericoli come guerre civili, malaria e animali selvatici.
Questa impresa, narrata nel bestseller La marcia nell'ombra (2005), vinse il Prix Clairfontaine e vendette centinaia di migliaia di copie, consolidando la loro fama di "duo folle" dell'avventura moderna. Questa traversata non è solo fisica ma anche spirituale, con i due che riflettono su temi come la fratellanza, la natura selvaggia e i limiti umani, influenzati da autori come Jack London e Joseph Conrad.
Successivamente, Poussin realizza da solo, nel 2011-2012, un viaggio in solitaria lungo il fiume Congo, da Kisangani a Kinshasa, documentato in Congo, le fleuve qui m'a traversé ("Congo, il fiume che mi ha attraversato", 2014), un'opera intima che esplora la storia coloniale e le contraddizioni dell'Africa contemporanea.
Negli anni ha collaborato con testate come Le Figaro e Paris Match come inviato speciale, producendo reportage su conflitti e culture remote, mentre Tesson, più incline alla letteratura pura, ha proseguito su una strada parallela; il loro legame rimane forte, celebrato in adattamenti cinematografici come La grande strada (2010), documentario sul giro in bici diretto da Poussin stesso.
Oggi, più vicino ai 60 anni che ai 50, Poussin continua a scrivere e a tenere conferenze motivazionali, incarnando lo spirito dell'esploratore contemporaneo che sfida i confini geografici e personali, con opere tradotte in numerose lingue e un'eredità di viaggi che ispirano generazioni a spingersi oltre il conosciuto.
Fin dalla giovinezza, cresciuto in un ambiente borghese ma animato da una passione per l'esplorazione, Poussin si appassionò al ciclismo e alle imprese fisiche. Incontrò Sylvain Tesson all'ultimo anno di liceo, poi studiò legge e giornalismo all'Università di Lione.
Con Tesson condivise una visione romantica del viaggio come ricerca di libertà e scoperta. Nel 1994 i due partono per un'epica circumnavigazione del mondo in bicicletta, percorrendo 25.000 km attraverso 35 paesi in poco più di un anno, un'avventura documentata nel libro Il velaccino rosso (pubblicato nel 2000), che mescola resoconto di viaggio, filosofia e umorismo esistenziale, diventando un classico della letteratura di viaggio francese.
Tra il 2001 e il 2004, Poussin e Tesson si lanciarono in un'altra sfida monumentale: attraversare a piedi l'intera Africa da est a ovest, coprendo 14.000 km in 20 mesi attraverso 13 paesi, dal Cairo fino a Dakar, affrontando pericoli come guerre civili, malaria e animali selvatici.
Questa impresa, narrata nel bestseller La marcia nell'ombra (2005), vinse il Prix Clairfontaine e vendette centinaia di migliaia di copie, consolidando la loro fama di "duo folle" dell'avventura moderna. Questa traversata non è solo fisica ma anche spirituale, con i due che riflettono su temi come la fratellanza, la natura selvaggia e i limiti umani, influenzati da autori come Jack London e Joseph Conrad.
Successivamente, Poussin realizza da solo, nel 2011-2012, un viaggio in solitaria lungo il fiume Congo, da Kisangani a Kinshasa, documentato in Congo, le fleuve qui m'a traversé ("Congo, il fiume che mi ha attraversato", 2014), un'opera intima che esplora la storia coloniale e le contraddizioni dell'Africa contemporanea.
Negli anni ha collaborato con testate come Le Figaro e Paris Match come inviato speciale, producendo reportage su conflitti e culture remote, mentre Tesson, più incline alla letteratura pura, ha proseguito su una strada parallela; il loro legame rimane forte, celebrato in adattamenti cinematografici come La grande strada (2010), documentario sul giro in bici diretto da Poussin stesso.
Oggi, più vicino ai 60 anni che ai 50, Poussin continua a scrivere e a tenere conferenze motivazionali, incarnando lo spirito dell'esploratore contemporaneo che sfida i confini geografici e personali, con opere tradotte in numerose lingue e un'eredità di viaggi che ispirano generazioni a spingersi oltre il conosciuto.
Frasi di Alexandre Poussin
Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Viaggiare è dare un senso alla propria vita, viaggiare è donare la vita ai propri sensi.
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