201/276
Irreprensibile e immune da crimini.
202/276
Integer vitae scelerisque purus.
203/276
L'ira è una breve follia.
205/276
Ritorneranno in auge vocaboli ormai caduti in disuso e cadranno in disuso vocaboli oggi in uso.
206/276
Multa renascentur quae iam cecidere, cadentque quae nunc sunt in honore vocabula.
207/276
Nessuno nasce senza vizi.
208/276
Nam vitiis nemo sine nascitur.
209/276
Non a tutti è dato di andare a Corinto.
210/276
Non cuivis homini contingit adire Corinthum.
211/276
Non mi sento obbligato a giurare sulle parole di alcun maestro.
212/276
Nullius addictus iurare in verba magistri.
213/276
Fuggi dal chiedere ciò che sarà domani.
214/276
Quid sit futurum cras, fuge quaerere.
215/276
Cosa proibisce di dire la verità scherzando?
216/276
Ridentem dicere verum qui vetat?
217/276
Toccherò le stelle con il capo.
218/276
Sublimi feriam sidera vertice.
221/276
Il pane col sale placherà bene lo stomaco ululante per la fame.
222/276
Cum sale panis latrantem stomachum bene leniet.
225/276
Ahimè! Fuggendo, o Postumo, se ne vanno gli anni.
226/276
Ehu fugaces, postume, postume, labuntur anni.
229/276
Cammini sui carboni accesi nascosti dalla cenere ingannatrice.
230/276
Incedis per ignes suppositos cineri doloso.
231/276
Ognuno deve regolarsi secondo la sua misura e il suo piede.
232/276
Metiri se quemque suo modulo ac pede verum est.
233/276
Puoi cacciare la natura con un forcone, ma tornerà di nuovo.
234/276
Naturam expellas furca, tamen usque recurret.
235/276
Odio il volgo dei profani e lo tengo lontano.
236/276
Odi profanus vulgus et arceo.
237/276
Una volta che un'anfora sia impregnata di un odore, lo conserverà a lungo.
238/276
Quo semel est imbuta recens servabit odorem, testa diu.
239/276
Correggere la sorte avversa con un artificio.
240/276
Arte emendaturus fortunam.
241/276
Senti a che riduco la cosa.
242/276
Crescentem sequitur cura pecuniam.
243/276
Debemur morti nos nostraque.
244/276
Gli affanni aumentano all'aumentare delle ricchezze.
245/276
Pictoribus atque poetis
quidlibet audendi semper fuit aequa potestas.
246/276
Pittori e poeti hanno sempre goduto di un'eguale libertà di tutto osare.
247/276
Aut prodesse volunt aut delectare poetae.
248/276
Omne tulit punctum, qui miscuit utile dulci,
lectorem delectando pariterque monendo.
249/276
Mediocribus esse poetis
non homines, non di, non concessere columnae.