Frasi di Orazio

201/267

Irreprensibile e immune da crimini.

202/267

Integer vitae scelerisque purus.

203/267

L'ira è una breve follia.

204/267

Ira furor brevis est.

205/267

Ritorneranno in auge vocaboli ormai caduti in disuso e cadranno in disuso vocaboli oggi in uso.

206/267

Multa renascentur quae iam cecidere, cadentque quae nunc sunt in honore vocabula.

207/267

Nessuno nasce senza vizi.

208/267

Nam vitiis nemo sine nascitur.

209/267

Non a tutti è dato di andare a Corinto.

210/267

Non cuivis homini contingit adire Corinthum.

211/267

Non mi sento obbligato a giurare sulle parole di alcun maestro.

212/267

Nullius addictus iurare in verba magistri.

213/267

Fuggi dal chiedere ciò che sarà domani.

214/267

Quid sit futurum cras, fuge quaerere.

215/267

Cosa proibisce di dire la verità scherzando?

216/267

Ridentem dicere verum qui vetat?

217/267

Toccherò le stelle con il capo.

218/267

Sublimi feriam sidera vertice.

219/267

Metà dell'anima mia.

220/267

Animae dimidium meae.

221/267

Il pane col sale placherà bene lo stomaco ululante per la fame.

222/267

Cum sale panis latrantem stomachum bene leniet.

223/267

Finisce in pesce.

224/267

Desinit in piscem.

225/267

Ahimè! Fuggendo, o Postumo, se ne vanno gli anni.

226/267

Ehu fugaces, postume, postume, labuntur anni.

227/267

Nati per mangiare biada.

228/267

Fruges consumere nati.

229/267

Cammini sui carboni accesi nascosti dalla cenere ingannatrice.

230/267

Incedis per ignes suppositos cineri doloso.

231/267

Ognuno deve regolarsi secondo la sua misura e il suo piede.

232/267

Metiri se quemque suo modulo ac pede verum est.

233/267

Puoi cacciare la natura con un forcone, ma tornerà di nuovo.

234/267

Naturam expellas furca, tamen usque recurret.

235/267

Odio il volgo dei profani e lo tengo lontano.

236/267

Odi profanus vulgus et arceo.

237/267

Una volta che un'anfora sia impregnata di un odore, lo conserverà a lungo.

238/267

Quo semel est imbuta recens servabit odorem, testa diu.

239/267

Correggere la sorte avversa con un artificio.

240/267

Arte emendaturus fortunam.

241/267

Senti a che riduco la cosa.

242/267

Crescentem sequitur cura pecuniam.

243/267

Debemur morti nos nostraque.

244/267

Gli affanni aumentano all'aumentare delle ricchezze.

245/267

Pictoribus atque poetis
quidlibet audendi semper fuit aequa potestas.

246/267

Pittori e poeti hanno sempre goduto di un'eguale libertà di tutto osare.

247/267

Aut prodesse volunt aut delectare poetae.

248/267

Omne tulit punctum, qui miscuit utile dulci,
lectorem delectando pariterque monendo.

249/267

Mediocribus esse poetis
non homines, non di, non concessere columnae.

250/267

Genus irritabile vatum.


Biografia di Orazio