252/283
Ai poeti non è concesso di essere mediocri: non lo premettono né gli uomini, né gli dei, né le colonne.
253/283
I poeti, gente irritabile.
254/283
Noi e le nostre cose siamo dovuti alla morte.
255/283
La virtù dei genitori è una grande dote.
256/283
Quest'uomo è pazzo o compone versi.
257/283
Cogli felice i doni di questo momento.
258/283
Piacerà anche dieci volte.
259/283
A terra con le ali tarpate.
260/283
Dopo aver gettato malamente lo scudo.
261/283
Mancherà al povero un asse, il costo di una corda.
262/283
Potreste trattenere il riso, amici?
263/283
Volta spesso lo stilo per poter scrivere cose degne di essere lette.
264/283
Non stupirsi di nulla, Numicio, è quasi l'unica cosa che possa farci e mantenerci beati.
265/283
A me basta essere applaudito da un cavaliere.
266/283
È piacevole essere stupidi al momento opportuno.
267/283
Le membra sparse del poeta.
268/283
Se il vaso non è pulito, qualsiasi cosa ci metti dentro inacetisce.
269/283
Senza l'amore e l'allegria, nulla è giocondo.
270/283
Il dolce oblio della vita indaffarata.
271/283
È duro ma diventa più leggero grazie alla pazienza tutto ciò che non si può cambiare.
272/283
Porco del gregge di Epicuro.
273/283
Mi presto perchè un cavallo mi porti e un re mi nutra.
274/283
Bello dalla testa fin sotto i tacchi.
275/283
C'è una misura nelle cose: così hanno cantato i poeti e parimenti hanno lodato la misura santi e profeti.
276/283
Ha molta importanza conoscere bene la duplice natura del diritto.
277/283
La crudele necessità sempre ti precede.
278/283
I fabbri trattano di cose da fabbri.
279/283
Nulla potrai dire né fare a dispetto di Minerva.
280/283
Ho eretto un monumento più duraturo del bronzo.
281/283
Hai giocato abbastanza, abbastanza hai mangiato e bevuto: è tempo che te ne vai.
282/283
Può cambiare il basso con l'alto.
283/283
Sopportare parimenti il giogo.