Biografia di Aldo Moro

Aldo Moro
Nazione: Italia    
Aldo Moro nacque a Maglie (LE) il 23 settembre 1916 e morì a Roma il 9 maggio 1978. Fu politico e giurista.

Nacque da una famiglia della piccola borghesia cattolica, con il padre Fernando ispettore scolastico e la madre insegnante delle elementari che lo crebbero in un ambiente segnato da valori religiosi e impegno civile.

Trascorse l'infanzia tra la Puglia e l'Italia settentrionale a causa del lavoro paterno, periodo in cui manifestò una precoce intelligenza e sensibilità politica influenzata dal fascismo imperante ma temprata da una solida educazione cristiana.

Studiò giurisprudenza all'Università di Bari, laureandosi nel 1939 con una tesi sulla filosofia del diritto e proseguendo una carriera accademica come assistente di diritto penale, fondando nel 1943 il periodico La Rassegna con amici antifascisti. Nel 1945 sposò Eleonora Chiavarelli, da cui ebbe quattro figli, e aderì alla Fuci, l'associazione degli universitari cattolici, stringendo contatti con figure come Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI.

Entrato in politica con la Democrazia Cristiana subito dopo la Liberazione, fu eletto deputato nel 1948 e divenne uno dei protagonisti della Costituente, aderendo inizialmente alla corrente dorotea ma evolvendo più tardi verso una leadership autonoma con la corrente morotea negli anni Sessanta, mentre nel 1959 salì alla segreteria del partito spingendo per l'apertura al centrosinistra.

Tra le sue opere principali spiccano studi giuridici come la prolusione del 1941 sul fondamento filosofico dell'azione penale e saggi politici come quelli raccolti in volumi postumi su democrazia e compromesso storico, ma il suo lascito più vivo è nei discorsi parlamentari, tra cui quello al Congresso DC di Napoli nel 1962 che aprì alla collaborazione con i socialisti di Pietro Nenni, e le lettere dalla prigionia nel 1978 indirizzate a Benigno Zaccagnini, Giulio Andreotti e Francesco Cossiga, testi intimi e profetici che rivelano la sua visione di un'Italia pluralista.

Fu ministro di Grazia e Giustizia nel 1948, dell'Istruzione nel 1954 e degli Esteri dal 1969 al 1974, prima di diventare presidente del Consiglio per quattro governi tra il 1963 e il 1976, i più longevi della Repubblica, realizzando riforme come la nazionalizzazione dell'elettricità, l'Autostrada A1 e il Trattato di Osimo.

Negli anni Settanta promosse il compromesso storico con il PCI di Enrico Berlinguer, e venne eletto presidente della DC nel 1976, ma il 16 marzo 1978 fu rapito dalle Brigate Rosse a Roma durante la sua ultima legislatura, tenuto prigioniero per 55 giorni nella "prigione del popolo" e assassinato il 9 maggio in via Caetani.

La sua capacità di negoziato e il suo realismo politico influenzarono leader come Bettino Craxi. La sua morte segnò la fine di un'epoca conciliatoria, ricordata per la capacità di mediare tra cattolicesimo democratico e forze laiche in un'Italia divisa.


Frasi di Aldo Moro

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