Biografia di Vasilij Kandinskij
Nazione: Russia
Vasilij Vasil'evič Kandinskij nacque a Mosca il 16 dicembre 1866 e morì a Neuilly-sur-Seine, Francia il 13 dicembre 1944. Fu un pittore.
Proveniente da una famiglia agiata e colta, figlio di un commerciante di tè originario della Siberia orientale, trascorse parte della propria infanzia a Odessa, dove la famiglia si trasferì quando era ancora bambino dopo la separazione dei genitori. Fu proprio in quella città che ricevette le prime lezioni di disegno e musica, coltivando fin da piccolo un'attenzione particolare per il colore, che secondo i suoi stessi ricordi lo affascinava già in tenerissima età con un'intensità quasi sinestetica.
Seguendo le aspettative familiari, Kandinskij si dedicò dapprima a studi di tipo giuridico ed economico, laureandosi in diritto e in economia politica all'Università di Mosca, dove in seguito gli fu offerta una cattedra universitaria che tuttavia decise di rifiutare.
Proprio nel 1896, all'età di trent'anni, in seguito a un momento di illuminazione provocato dalla visione di un dipinto di Claude Monet raffigurante un pagliaio, oltre che dall'ascolto dell'opera wagneriana Lohengrin, maturò la decisione di abbandonare la carriera accademica per trasferirsi a Monaco di Baviera e dedicarsi interamente alla pittura.
A Monaco frequentò dapprima la scuola privata di Anton Ažbe e successivamente l'Accademia di Belle Arti, dove ebbe come insegnante il celebre pittore Franz von Stuck, e in questo ambiente entrò presto in contatto con altri artisti d'avanguardia, contribuendo nel 1901 alla fondazione del gruppo "Phalanx", un'associazione di artisti e una scuola d'arte attraverso la quale conobbe la pittrice Gabriele Münter, che divenne sua compagna di vita e di lavoro per oltre un decennio.
Condivise con lui frequenti soggiorni e viaggi, tra cui un lungo periodo trascorso nel villaggio bavarese di Murnau, dove i due elaborarono insieme importanti sviluppi del proprio linguaggio pittorico verso forme sempre più semplificate e cariche di colore.
Nel 1911, insieme al pittore Franz Marc, fondò a Monaco il gruppo "Der Blaue Reiter" (il Cavaliere Azzurro), una delle esperienze più significative dell'espressionismo tedesco, alla quale parteciparono anche altri artisti come August Macke e Alexej von Jawlensky.
Proprio in quell'anno Kandinskij diede alle stampe il suo scritto teorico più influente, Lo spirituale nell'arte, nel quale espose la propria concezione di una pittura capace di liberarsi dalla rappresentazione del mondo visibile per esprimere direttamente stati d'animo e risonanze interiori attraverso il valore autonomo del colore e della forma, ponendo così le basi teoriche per il passaggio verso l'astrazione.
Fu proprio negli anni tra il 1910 e il 1913 che Kandinsky realizzò le sue prime opere considerate pienamente astratte, tra cui il celebre Primo acquerello astratto, aprendo così una delle strade fondamentali dell'arte del Novecento insieme, sia pure con percorsi autonomi e paralleli, ad altri pionieri dell'astrazione come Piet Mondrian e Kazimir Malevič.
Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, essendo cittadino russo, Kandinskij fu costretto a lasciare la Germania e a fare ritorno in Russia, dove visse gli anni della rivoluzione bolscevica partecipando attivamente all'organizzazione culturale del nuovo regime sovietico, contribuendo alla fondazione di musei e istituzioni artistiche e incontrando altri protagonisti dell'avanguardia russa come Kazimir Malevič e Alexander Rodchenko, sebbene le crescenti divergenze estetiche e ideologiche con le tendenze più rigidamente costruttiviste dell'arte sovietica lo convinsero, nel 1921, a lasciare nuovamente la Russia per fare ritorno in Germania.
Fu qui che, nel 1922, venne chiamato a insegnare presso il Bauhaus, la celebre scuola di arte e design fondata da Walter Gropius, prima a Weimar e poi, dal 1925, a Dessau, dove Kandinskij insegnò per oltre un decennio elaborando ulteriormente la propria ricerca teorica, pubblicata nel 1926 nel volume Punto, linea, superficie, e stringendo in questo periodo una profonda amicizia con il collega Paul Klee, con il quale condivise non solo l'ambiente di lavoro ma anche affinità artistiche e umane, oltre a mantenere contatti con altri importanti maestri della scuola come Josef Albers e László Moholy-Nagy.
Nel 1933, con la chiusura forzata del Bauhaus decretata dal regime nazionalsocialista, che bollò l'arte di Kandinskij come "arte degenerata", l'artista fu costretto a lasciare nuovamente la Germania, questa volta per stabilirsi definitivamente a Parigi, dove trascorse l'ultima fase della propria esistenza in un relativo isolamento rispetto agli ambienti artistici francesi, sviluppando tuttavia uno stile personale più morbido e biomorfico rispetto al rigore geometrico del periodo tedesco, influenzato anche dai contatti, sia pure distanti, con il movimento surrealista parigino.
Sul piano personale, dopo la fine della relazione con Gabriele Münter, Kandinsky aveva sposato nel 1917 Nina Andreevskaja, che gli fu accanto per il resto della vita e che dopo la sua morte si adoperò a lungo per preservarne e promuoverne l'eredità artistica. Kandinskij morì nel 1944, appena tre giorni prima del suo compleanno, a Neuilly-sur-Seine, alle porte di Parigi, lasciando un segno profondo e duraturo nella storia dell'arte come uno dei padri fondatori dell'astrazione pittorica del Novecento.
Proveniente da una famiglia agiata e colta, figlio di un commerciante di tè originario della Siberia orientale, trascorse parte della propria infanzia a Odessa, dove la famiglia si trasferì quando era ancora bambino dopo la separazione dei genitori. Fu proprio in quella città che ricevette le prime lezioni di disegno e musica, coltivando fin da piccolo un'attenzione particolare per il colore, che secondo i suoi stessi ricordi lo affascinava già in tenerissima età con un'intensità quasi sinestetica.
Seguendo le aspettative familiari, Kandinskij si dedicò dapprima a studi di tipo giuridico ed economico, laureandosi in diritto e in economia politica all'Università di Mosca, dove in seguito gli fu offerta una cattedra universitaria che tuttavia decise di rifiutare.
Proprio nel 1896, all'età di trent'anni, in seguito a un momento di illuminazione provocato dalla visione di un dipinto di Claude Monet raffigurante un pagliaio, oltre che dall'ascolto dell'opera wagneriana Lohengrin, maturò la decisione di abbandonare la carriera accademica per trasferirsi a Monaco di Baviera e dedicarsi interamente alla pittura.
A Monaco frequentò dapprima la scuola privata di Anton Ažbe e successivamente l'Accademia di Belle Arti, dove ebbe come insegnante il celebre pittore Franz von Stuck, e in questo ambiente entrò presto in contatto con altri artisti d'avanguardia, contribuendo nel 1901 alla fondazione del gruppo "Phalanx", un'associazione di artisti e una scuola d'arte attraverso la quale conobbe la pittrice Gabriele Münter, che divenne sua compagna di vita e di lavoro per oltre un decennio.
Condivise con lui frequenti soggiorni e viaggi, tra cui un lungo periodo trascorso nel villaggio bavarese di Murnau, dove i due elaborarono insieme importanti sviluppi del proprio linguaggio pittorico verso forme sempre più semplificate e cariche di colore.
Nel 1911, insieme al pittore Franz Marc, fondò a Monaco il gruppo "Der Blaue Reiter" (il Cavaliere Azzurro), una delle esperienze più significative dell'espressionismo tedesco, alla quale parteciparono anche altri artisti come August Macke e Alexej von Jawlensky.
Proprio in quell'anno Kandinskij diede alle stampe il suo scritto teorico più influente, Lo spirituale nell'arte, nel quale espose la propria concezione di una pittura capace di liberarsi dalla rappresentazione del mondo visibile per esprimere direttamente stati d'animo e risonanze interiori attraverso il valore autonomo del colore e della forma, ponendo così le basi teoriche per il passaggio verso l'astrazione.
Fu proprio negli anni tra il 1910 e il 1913 che Kandinsky realizzò le sue prime opere considerate pienamente astratte, tra cui il celebre Primo acquerello astratto, aprendo così una delle strade fondamentali dell'arte del Novecento insieme, sia pure con percorsi autonomi e paralleli, ad altri pionieri dell'astrazione come Piet Mondrian e Kazimir Malevič.
Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, essendo cittadino russo, Kandinskij fu costretto a lasciare la Germania e a fare ritorno in Russia, dove visse gli anni della rivoluzione bolscevica partecipando attivamente all'organizzazione culturale del nuovo regime sovietico, contribuendo alla fondazione di musei e istituzioni artistiche e incontrando altri protagonisti dell'avanguardia russa come Kazimir Malevič e Alexander Rodchenko, sebbene le crescenti divergenze estetiche e ideologiche con le tendenze più rigidamente costruttiviste dell'arte sovietica lo convinsero, nel 1921, a lasciare nuovamente la Russia per fare ritorno in Germania.
Fu qui che, nel 1922, venne chiamato a insegnare presso il Bauhaus, la celebre scuola di arte e design fondata da Walter Gropius, prima a Weimar e poi, dal 1925, a Dessau, dove Kandinskij insegnò per oltre un decennio elaborando ulteriormente la propria ricerca teorica, pubblicata nel 1926 nel volume Punto, linea, superficie, e stringendo in questo periodo una profonda amicizia con il collega Paul Klee, con il quale condivise non solo l'ambiente di lavoro ma anche affinità artistiche e umane, oltre a mantenere contatti con altri importanti maestri della scuola come Josef Albers e László Moholy-Nagy.
Nel 1933, con la chiusura forzata del Bauhaus decretata dal regime nazionalsocialista, che bollò l'arte di Kandinskij come "arte degenerata", l'artista fu costretto a lasciare nuovamente la Germania, questa volta per stabilirsi definitivamente a Parigi, dove trascorse l'ultima fase della propria esistenza in un relativo isolamento rispetto agli ambienti artistici francesi, sviluppando tuttavia uno stile personale più morbido e biomorfico rispetto al rigore geometrico del periodo tedesco, influenzato anche dai contatti, sia pure distanti, con il movimento surrealista parigino.
Sul piano personale, dopo la fine della relazione con Gabriele Münter, Kandinsky aveva sposato nel 1917 Nina Andreevskaja, che gli fu accanto per il resto della vita e che dopo la sua morte si adoperò a lungo per preservarne e promuoverne l'eredità artistica. Kandinskij morì nel 1944, appena tre giorni prima del suo compleanno, a Neuilly-sur-Seine, alle porte di Parigi, lasciando un segno profondo e duraturo nella storia dell'arte come uno dei padri fondatori dell'astrazione pittorica del Novecento.
Frasi di Vasilij Kandinskij
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Più il mondo diventa spaventoso... più l'arte diventa astratta.
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