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I libri seri non istruiscono, interrogano.
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Civiltà è tutto quello che l'università non può insegnare.
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La stampa non si propone di informare il lettore, bensì di persuaderlo del fatto di essere informato.
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Al volgo non interessa essere libero, ma credersi tale.
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Chi scrive per convincere mente sempre.
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L'idea del "libero sviluppo della personalità" sembra degna di ammirazione finché non incappa in individui la cui personalità si è sviluppata liberamente.
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La forma sublime del disprezzo è il perdono.
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Chi vede diffondersi le proprie idee deve sospettare che siano traditrici.
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Immaginare è percepire ciò che sfugge alla percezione ordinaria.
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L'intelligenza si inventa coerenze per dormire sonni tranquilli. Fin quando non irrompe l'assurdo.
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Lascia stare le tue dimostrazioni. Non ascolto la tua predica, ma la tua voce.
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Ogni soddisfazione è una forma di oblio.
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Lo stile è un ordine cui l'uomo sottomette il caos.
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Il nome con cui siamo conosciuti è solo il più noto dei nostri pseudonimi.
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Le vere opere d'arte stanno alle spalle del proprio tempo, come proiettili dimenticati in un campo di battaglia.
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Vorremmo che certi dipinti ci invitassero dentro il quadro per partecipare al loro modo di essere.
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Rifiutare di stupirsi è il contrassegno della bestia.
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Le celebrità del nostro tempo sono impregnate dell'odore dei laboratori pubblicitari che le fabbricano.
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Il mito emenda la precisione del concetto.
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Non vorremmo limitarci ad accarezzare il corpo amato, ma essere la carezza stessa.
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Il mondo non è un argomento del poeta, ma il dizionario delle sue metafore.
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Autentico scrittore non è chi, in un incontro casuale, ci tiene una concione con voce esotica da commensale stravagante, ma chi ci interpella con la stessa voce con cui parliamo a noi stessi nella nostra solitudine.
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Il pensiero è indefinito in entrambe le direzioni: non conosce conclusioni ultime, né princìpi primi.
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Tutti si sentono superiori a quello che fanno perché si credono superiori a quello che sono. Nessuno crede di essere quel poco che è in realtà.
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Nell'intimità della lettura il grande scrittore non sembra limitarci, ma completarci.
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"Riconciliazione dell'uomo con sé stesso": la più sicura definizione della stupidità.
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Il politico, in una democrazia, si muta in buffone del popolo sovrano.
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Arte classica è quella in cui il sostantivo si leva con l'autorità di una statua.
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Un libro che non abbia Dio, o l'assenza di Dio, come protagonista clandestino, è privo d'interesse.
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L'amore per la povertà è da cristiani, ma l'adulazione del povero è mera tecnica di reclutamento elettorale.
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Ciò che è reale non è razionale e ciò che è razionale non è reale.
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Nietzsche sarebbe l'unico abitante nobile di un mondo derelitto. Solo la sua scelta potrebbe esporsi senza vergogna alla resurrezione di Dio.
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Nessuno sa esattamente cosa vuole finché il suo avversario non glielo spiega.
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Non appena le norme che ci rendono civili si allentano, il popolo servile, che grugnisce in ciascuno di noi, scatena i suoi torvi appetiti.
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Non c'è cosa più deprimente dell'appartenere a una moltitudine nello spazio. Né più esaltante dell'appartenere a una moltitudine nel tempo.
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Non c'è fraternità politica che valga un odio condiviso.
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Non c'è retorica che prolunghi l'amore tra le anime oltre l'istante in cui la carne si placa.
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Non c'è vittoria spirituale che non sia necessario ogni giorno vincere di nuovo.
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Non è la sensualità che allontana da Dio ma l'astrazione.
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Non è stato un Dio ventriloquo a ispirare la Bibbia. La voce divina attraversa il testo sacro come un vento tempestoso il folto di un bosco.
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Non la sintesi, ma la tensione dei contrari appaga l'intelligenza.
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Non l'originalità della dottrina ma la divinità di Cristo determina l'importanza del cristianesimo.
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Non parlo di Dio, per convertire qualcuno, ma perché è l'unico tema di cui valga la pena parlare.
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Non potendo parlare sempre della morte, tutti i nostri discorsi sono banali.