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Anche il progresso, diventato vecchio e saggio, votò contro.
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Noi viviamo, grazie a Dio, in un'epoca senza fede.
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La stupidità ha fatto progressi enormi. È un Sole che non si può più guardare fissamente. Grazie ai mezzi di comunicazione, non è nemmeno più la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé.
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Il mito del tempo libero, che è il padre adottivo della stupidità.
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L'arte è un investimento di capitali, la cultura un alibi.
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Niente di più triste di un artista che dice: "Noi pittori", oppure: "Noi scrittori"; e sente la sua mediocrità protetta e confortata da tutte le altre mediocrità, che fanno numero, società, sindacato.
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L'intelligenza è il mito, la fierezza, una delle fonti di soddisfazione dei popoli decaduti.
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I versi del poeta innamorato non contano.
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La civiltà del benessere porta con sé proprio l'infelicità.