51/62
Anche il progresso, diventato vecchio e saggio, votò contro.
52/62
Noi viviamo, grazie a Dio, in un'epoca senza fede.
53/62
La stupidità ha fatto progressi enormi. È un Sole che non si può più guardare fissamente. Grazie ai mezzi di comunicazione, non è nemmeno più la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé.
54/62
Il mito del tempo libero, che è il padre adottivo della stupidità.
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L'arte è un investimento di capitali, la cultura un alibi.
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Niente di più triste di un artista che dice: "Noi pittori", oppure: "Noi scrittori"; e sente la sua mediocrità protetta e confortata da tutte le altre mediocrità, che fanno numero, società, sindacato.
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L'intelligenza è il mito, la fierezza, una delle fonti di soddisfazione dei popoli decaduti.
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I versi del poeta innamorato non contano.
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La civiltà del benessere porta con sé proprio l'infelicità.
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Stanco dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande, lo scienziato si dedicò all'infinitamente medio.
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Un loro proverbio dice: "Lasciati un nemico per la vecchiaia."
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La serietà è apprezzabile soltanto nei fanciulli. Negli uomini saggi è il riflesso della rinuncia.