Biografia di Dwight Eisenhower

Dwight Eisenhower
Nazione: Stati Uniti d'America    
Dwight David Eisenhower nacque a Denison, Texas il 14 ottobre 1890 e morì a Washington, D.C. il 28 marzo 1969. Fu generale e uomo politico.

Era il terzo di sette figli di David Jacob Eisenhower e Ida Elizabeth Stover, una famiglia di origini tedesche e di fede mennonita che si trasferì poco dopo la sua nascita a Abilene, nel Kansas, dove il futuro generale trascorse un'infanzia modesta e laboriosa. Fin da ragazzo Dwight mostrò una spiccata passione per lo sport, in particolare il football e il baseball, e questa passione lo accompagnò per tutta la vita insieme a un carattere competitivo ma affabile che gli sarebbe stato utile negli anni successivi.

Nel 1911, spinto anche dal desiderio di ottenere un'istruzione superiore senza gravare economicamente sulla famiglia, entrò all'Accademia Militare di West Point, dove si distinse più per le doti atletiche che per il rendimento accademico, laureandosi nel 1915 in una classe che sarebbe poi passata alla storia come "la classe in cui le stelle cadevano", per l'elevato numero di futuri generali che ne fecero parte.

Dopo il diploma sposò, nel 1916, Mamie Geneva Doud, conosciuta poco prima a San Antonio, e la coppia ebbe due figli, Doud Dwight, morto in tenera età nel 1921, e John Sheldon Doud Eisenhower, che seguì poi le orme paterne intraprendendo la carriera militare.

Durante la Prima guerra mondiale Eisenhower non fu inviato in Europa, con suo grande disappunto, ma rimase negli Stati Uniti a occuparsi dell'addestramento delle truppe corazzate, un'esperienza che gli permise comunque di mettere in luce le sue capacità organizzative e gli valse il riconoscimento dei superiori.

Negli anni Venti e Trenta la sua carriera proseguì tra vari incarichi di stato maggiore, e fu proprio in quel periodo che entrò in contatto con figure destinate a segnare la storia militare americana, in particolare il generale Fox Conner, che lo prese sotto la propria ala e ne influenzò profondamente la formazione strategica, e successivamente il generale Douglas MacArthur, del quale fu assistente nelle Filippine tra il 1935 e il 1939, un'esperienza complessa e non priva di attriti che comunque arricchì il suo bagaglio di competenze.

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale la carriera di Eisenhower conobbe un'accelerazione straordinaria: notato dal capo di stato maggiore George Marshall per le sue qualità di pianificatore e mediatore, fu inviato a Washington e poi, nel 1942, nominato comandante delle forze alleate nel teatro nordafricano.

Da quel momento la sua ascesa fu rapida e nel dicembre 1943 venne designato comandante supremo delle forze alleate in Europa, incarico dal quale pianificò e diresse lo sbarco in Normandia del 6 giugno 1944, l'operazione Overlord, che segnò una svolta decisiva nel conflitto. In questo ruolo ebbe modo di collaborare e talvolta scontrarsi con personalità di primo piano come Winston Churchill, Charles de Gaulle, il field marshall britannico Bernard Montgomery e il generale George Patton, dimostrando doti diplomatiche non comuni nel tenere unita una coalizione composta da eserciti e caratteri molto diversi tra loro.

Al termine della guerra fu accolto come un eroe nazionale e ricoprì per un breve periodo la carica di capo di stato maggiore dell'esercito, per poi diventare presidente della Columbia University tra il 1948 e il 1950, un'esperienza nel mondo accademico che gli permise di allontanarsi temporaneamente dalla vita militare pur mantenendo contatti con l'ambiente politico e diplomatico.

Nel 1950 tornò in servizio come primo comandante supremo delle forze della NATO in Europa, incarico che ricoprì fino al 1952, anno in cui decise di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti per il Partito Repubblicano, sconfiggendo alle elezioni il democratico Adlai Stevenson.

Divenne così il trentaquattresimo presidente degli Stati Uniti, in carica dal 1953 al 1961, un periodo durante il quale portò a termine l'armistizio della guerra di Corea, promosse la costruzione del sistema autostradale interstatale, affrontò le tensioni della Guerra Fredda con l'Unione Sovietica guidata in quegli anni da Nikita Chruščёv, e dovette gestire momenti delicati come la crisi di Suez del 1956 e le prime fasi del movimento per i diritti civili, intervenendo nel 1957 a Little Rock per far rispettare l'integrazione scolastica.

Nel suo celebre discorso di commiato del gennaio 1961 mise in guardia la nazione dai rischi legati a quello che definì il "complesso militare-industriale", un'espressione che sarebbe rimasta scolpita nella memoria collettiva americana.

Ritiratosi a vita privata nella sua fattoria di Gettysburg, in Pennsylvania, insieme alla moglie Mamie, si dedicò alla scrittura di alcune opere memorialistiche: dopo Crusade in Europe, già pubblicata nel 1948 e dedicata alle sue esperienze belliche, videro la luce i due volumi delle sue memorie presidenziali, Mandate for change e Waging peace, pubblicati rispettivamente nel 1963 e nel 1965. Morì il 28 marzo 1969 a Washington, all'ospedale militare Walter Reed, a causa di un'insufficienza cardiaca dopo anni di problemi di salute, lasciando il ricordo di uno statista capace di unire l'esperienza militare a una visione moderata e pragmatica della politica interna e internazionale.


Frasi di Dwight Eisenhower

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Per essere atei non è necessario possedere un cervello.


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