Biografia di Marcel Duchamp

Marcel Duchamp
Nazione: Francia    
Henri-Robert-Marcel Duchamp nacque a Blainville-Crevon, Francia il 28 luglio 1887 e morì a Neuilly-sur-Seine, Francia il 2 ottobre 1968. Fu pittore, scultore e scacchista.

Era il quarto di sette figli in una famiglia agiata e colta, figlio di un notaio, Eugène Duchamp, e di Lucie Nicolle, figlia a sua volta di un pittore e incisore, Émile Nicolle, dal quale probabilmente i figli ereditarono la vocazione artistica, tanto che ben tre fratelli di Marcel, oltre a lui stesso, si dedicarono all'arte.

Gaston, assunse lo pseudonimo di Jacques Villon e divenne pittore e incisore, Raymond, divenne scultore noto come Raymond Duchamp-Villon, e la sorella Suzanne fu anch'essa pittrice.

Dopo aver frequentato il liceo a Rouen, dove si distinse più per l'interesse verso il disegno e la matematica che per un rendimento scolastico brillante, Marcel si trasferì a Parigi nel 1904 per raggiungere il fratello Gaston e intraprendere la formazione artistica, frequentando l'Académie Julian, sebbene si dedicasse allo studio in modo piuttosto discontinuo, preferendo spesso il biliardo alla pittura accademica.

Le sue prime opere, realizzate negli anni immediatamente precedenti alla Prima guerra mondiale, risentirono dell'influenza dell'impressionismo e in seguito del fauvismo e del cubismo, correnti che conobbe da vicino anche grazie ai contatti con gli ambienti artistici d'avanguardia parigini frequentati insieme ai fratelli.

Il momento di svolta nella sua carriera artistica coincise con la realizzazione, nel 1912, del celebre dipinto Nudo che scende le scale n. 2, un'opera che scompone il movimento del corpo umano in una sequenza quasi cinematografica di piani sovrapposti, ispirata in parte alla cronofotografia di Étienne-Jules Marey.

L'opera fu inizialmente respinta dagli stessi organizzatori cubisti del Salon des Indépendants di Parigi, salvo poi ottenere un clamoroso successo di scandalo quando fu esposta nel 1913 all'Armory Show di New York, evento che consacrò Duchamp, quasi suo malgrado, come una delle figure più discusse dell'arte contemporanea agli occhi del pubblico americano.

Proprio in quel periodo iniziò a elaborare il concetto che lo avrebbe reso celebre nella storia dell'arte, quello del "ready-made", ossia l'idea rivoluzionaria di presentare come opera d'arte un oggetto di uso comune scelto dall'artista, sottraendolo alla propria funzione originaria attraverso il semplice gesto della selezione e della decontestualizzazione.

Tra i primi esempi vanno ricordati Ruota di bicicletta del 1913, montata su uno sgabello da cucina, e Scolabottiglie del 1914, mentre l'opera che più di tutte suscitò clamore e polemiche fu Fontana del 1917, un semplice orinatoio in ceramica firmato con lo pseudonimo "R. Mutt" e presentato, senza successo, alla mostra della Society of Independent Artists di New York.

Trasferitosi definitivamente negli Stati Uniti allo scoppio della guerra, Duchamp strinse in questi anni newyorkesi importanti amicizie e collaborazioni, in particolare con il collezionista e mecenate Walter Arensberg, che lo ospitò e sostenne economicamente, con il pittore Francis Picabia, compagno di lunga data nelle sperimentazioni più radicali e provocatorie, e con l'artista e fotografo Man Ray, insieme al quale condivise l'adesione, sia pure sempre defilata e critica, al movimento Dada.
Fu proprio in coppia con Man Ray e con la collezionista Katherine Dreier che nel 1920 fondò a New York la Société Anonyme, una delle prime istituzioni dedicate alla promozione dell'arte moderna negli Stati Uniti.

Negli anni Venti Duchamp si dedicò con crescente impegno anche al gioco degli scacchi, al punto da abbandonare quasi del tutto la produzione artistica tradizionale per lunghi periodi e da partecipare a tornei internazionali, arrivando persino a scrivere insieme a Vitaly Halberstadt un trattato tecnico sul finale di partita intitolato L'opposition et les cases conjuguées sont réconciliées.

La sua opera più ambiziosa e complessa rimane senza dubbio La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche, conosciuta anche come Il grande vetro, un'opera monumentale realizzata su due grandi lastre di vetro tra il 1915 e il 1923, quando Duchamp la dichiarò "definitivamente incompiuta", un lavoro carico di riferimenti simbolici, meccanici ed erotici, oggetto ancora oggi di interpretazioni critiche divergenti.

Negli anni Trenta e Quaranta, pur mantenendo un profilo pubblico defilato, Duchamp continuò a esercitare un'influenza carsica ma profonda sull'ambiente artistico internazionale, curando tra l'altro l'allestimento di importanti mostre surrealiste a Parigi e a New York insieme ad André Breton, con cui condivise una lunga amicizia intellettuale, pur non aderendo mai formalmente al movimento surrealista in senso stretto.

L'ultima grande opera a cui si dedicò in gran segreto per circa vent'anni, lavorandovi clandestinamente nel proprio studio newyorkese senza che quasi nessuno ne fosse a conoscenza, fu l'installazione Étant donnés: 1 la chute d'eau, 2 le gaz d'éclairage, un diorama enigmatico visibile solo attraverso due piccoli fori praticati in una porta di legno, che fu rivelata al pubblico solo dopo la sua morte, secondo le sue stesse volontà, ed è oggi conservata al Philadelphia Museum of Art insieme a gran parte della sua produzione.

Nel 1954 sposò in seconde nozze Alexina "Teeny" Sattler, dopo un primo breve matrimonio con Lydie Sarazin-Levassor negli anni Venti conclusosi con un divorzio. Marcel Duchamp morì nel 1968 a Neuilly-sur-Seine, vicino Parigi, lasciando un segno profondo destinato a influenzare l'arte concettuale, il minimalismo e gran parte delle avanguardie artistiche della seconda metà del Novecento, tanto da essere considerato ancora oggi uno degli artisti più radicalmente innovativi e influenti dell'intera storia dell'arte contemporanea.


Frasi di Marcel Duchamp

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Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Il grande nemico dell'arte è il buon gusto.


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