Frasi di Dante

101/132

Chi guarderà già mai senza paura
ne li occhi d'esta bella pargoletta?

102/132

Poscia rivolsi li occhi alli occhi belli.

103/132

De li occhi suoi, come ch'ella li mova,
escono spirti d'amore infiammati,
che feron li occhi a qual che allor la guati,
e passan sì che 'l cor ciascun retrova.

104/132

Quel signor dell'altissimo canto
che sovra gli altri com'aquila vola.

105/132

In somma sappi che tutti fur cherci
e litterati grandi e di gran fama,
d'un peccato medesmo al mondo lerci.

106/132

Rade volte risurge per li rami
l'umana probitate.

107/132

Vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare.

108/132

Onorate l'altissimo pocta.

109/132

O voi ch'avete l'intelletti sani,
mirate la dottrina che s'asconde
sotto 'l velame de li versi strani.

110/132

Molte fiate già pianser li figli
per la colpa del padre.

111/132

Parole mie che per lo mondo siete.

112/132

Ché non è impresa da pigliare a gabbo
discriver fondo a tutto l'universo,
né da lingua che chiami mamma e babbo.

113/132

Una veritade ascosa sotto bella menzogna.

114/132

Or ti fa lieta, ché tu hai ben onde.

115/132

L'amico mio, e non della ventura.

116/132

Amor che ne la mente mi ragiona
de la mia donna disiosamente.

117/132

Amore, a cui io grido
merzè chiamando, e umilmente il priego:
ed el d'ogni merzè par messo al niego.

118/132

Amor mi mosse, che mi fa parlare.

119/132

Amore e 'l cor gentil sono una cosa.

120/132

L'angelica farfalla.

121/132

Esce di mano a lui che la vagheggia
prima che sia, a guisa di fanciulla
che piangendo e ridendo pargoleggia,
l'anima semplicetta che sa nulla.

122/132

L'artista
c'ha l'abito dell'arte e man che trema.

123/132

Vero è che come forma non s'accorda
molte fiate all'intenzion dell'arte,
perché a risponder la materia è sorda.

124/132

Maladetta sie tu, antica lupa,
che più di tutte l'altre bestie hai preda
per la tua fame sanza fine cupa!

125/132

E ha natura sì malvagia e ria,
che mai non empie la bramosa voglia,
e dopo 'l pasto ha più fame che pria.

126/132

Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.

127/132

Imagini di ben seguendo false,
che nulla promission rendono intera.

128/132

Biondo era e bello e di gentile aspetto.

129/132

Orribil furon li peccati miei;
ma la bontà infinita ha sì gran braccia,
che prende ciò che si rivolge a lei.

130/132

E caddi come corpo morto cade.

131/132

Di retro a loro era la selva piena
di nere cagne, bramose e correnti
come veltri ch'uscisser di catena.

132/132

Con quel furore e con quella tempesta
ch'escono i cani a dosso al poverello
che di subito chiede ove s'arresta.


Biografia di Dante