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Chi guarderà già mai senza paura
ne li occhi d'esta bella pargoletta?
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Poscia rivolsi li occhi alli occhi belli.
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De li occhi suoi, come ch'ella li mova,
escono spirti d'amore infiammati,
che feron li occhi a qual che allor la guati,
e passan sì che 'l cor ciascun retrova.
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Quel signor dell'altissimo canto
che sovra gli altri com'aquila vola.
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In somma sappi che tutti fur cherci
e litterati grandi e di gran fama,
d'un peccato medesmo al mondo lerci.
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Rade volte risurge per li rami
l'umana probitate.
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Vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare.
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Onorate l'altissimo pocta.
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O voi ch'avete l'intelletti sani,
mirate la dottrina che s'asconde
sotto 'l velame de li versi strani.
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Molte fiate già pianser li figli
per la colpa del padre.
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Parole mie che per lo mondo siete.
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Ché non è impresa da pigliare a gabbo
discriver fondo a tutto l'universo,
né da lingua che chiami mamma e babbo.
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Una veritade ascosa sotto bella menzogna.
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Or ti fa lieta, ché tu hai ben onde.
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L'amico mio, e non della ventura.
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Amor che ne la mente mi ragiona
de la mia donna disiosamente.
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Amore, a cui io grido
merzè chiamando, e umilmente il priego:
ed el d'ogni merzè par messo al niego.
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Amor mi mosse, che mi fa parlare.
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Amore e 'l cor gentil sono una cosa.
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Esce di mano a lui che la vagheggia
prima che sia, a guisa di fanciulla
che piangendo e ridendo pargoleggia,
l'anima semplicetta che sa nulla.
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L'artista
c'ha l'abito dell'arte e man che trema.
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Vero è che come forma non s'accorda
molte fiate all'intenzion dell'arte,
perché a risponder la materia è sorda.
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Maladetta sie tu, antica lupa,
che più di tutte l'altre bestie hai preda
per la tua fame sanza fine cupa!
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E ha natura sì malvagia e ria,
che mai non empie la bramosa voglia,
e dopo 'l pasto ha più fame che pria.
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Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
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Imagini di ben seguendo false,
che nulla promission rendono intera.
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Biondo era e bello e di gentile aspetto.
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Orribil furon li peccati miei;
ma la bontà infinita ha sì gran braccia,
che prende ciò che si rivolge a lei.
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E caddi come corpo morto cade.
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Di retro a loro era la selva piena
di nere cagne, bramose e correnti
come veltri ch'uscisser di catena.
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Con quel furore e con quella tempesta
ch'escono i cani a dosso al poverello
che di subito chiede ove s'arresta.