Biografia di Casimir Delavigne
Nazione: Francia
Casimir Jean François Delavigne nacque a Le Havre, Francia il 5 aprile 1793 e morì a Lione il giorno 11 dicembre 1843. Fu uno scrittore.
Nacque in una famiglia borghese, con il fratello maggiore Germain già avviato verso una carriera letteraria come librettista, e fu mandato presto a Parigi per studiare al Lycée Napoléon, dove lesse avidamente classici e poeti romantici, sviluppando un ingegno vivace ma tormentato da una salute fragile sin dall'adolescenza.
Nel 1811 celebrò la nascita del re di Roma, figlio di Napoleone e Maria Luisa, con un ditirambo che gli valse un impiego tranquillo nell'ufficio delle entrate, ma la sconfitta di Waterloo nel 1815 lo ispirò a comporre poesie patriottiche come Waterloo e Dévastation du musée, seguite da Sur le besoin de s'unir après le départ des étrangers, raccolte nelle Messéniennes che esplosero in popolarità vendendo venticinquemila copie e rendendolo celebre per il loro fervore liberale e anti-invasione.
Nel 1819 debuttò al teatro con Les Vêpres siciliennes ("I vespri siciliani") all'Odéon, dramma storico che salvò il teatro dalla rovina e lo consacrò come fondatore di un nuovo teatro francese. Quest'opera fu poi seguita da Les comédiens (1820), Le paria (1821) con cori potenti che riflettevano tensioni politiche, e L'École des vieillards (1823), la sua miglior commedia che gli aprì le porte dell'Académie française nel 1825, mentre Luigi Filippo lo nominò bibliotecario al Palais-Royal dopo averlo reintegrato per il suo anticonformismo regio.
Negli anni '20 e '30 produsse La Princesse Aurélie (1828), Marino Faliero (1829) in stile romantico, e durante la rivoluzione del 1830 compose La Parisienne, inno nazionale monarchico musicato da Daniel Auber che rivaleggiò con la Marsigliese e fu adottato dai francesi, accanto a La Varsovienne per i polacchi in lotta, oltre a tragedie come Les enfants d'Édouard (1833) e raccolte poetiche che lo legarono a Victor Hugo e al romanticismo civile.
Nacque in una famiglia borghese, con il fratello maggiore Germain già avviato verso una carriera letteraria come librettista, e fu mandato presto a Parigi per studiare al Lycée Napoléon, dove lesse avidamente classici e poeti romantici, sviluppando un ingegno vivace ma tormentato da una salute fragile sin dall'adolescenza.
Nel 1811 celebrò la nascita del re di Roma, figlio di Napoleone e Maria Luisa, con un ditirambo che gli valse un impiego tranquillo nell'ufficio delle entrate, ma la sconfitta di Waterloo nel 1815 lo ispirò a comporre poesie patriottiche come Waterloo e Dévastation du musée, seguite da Sur le besoin de s'unir après le départ des étrangers, raccolte nelle Messéniennes che esplosero in popolarità vendendo venticinquemila copie e rendendolo celebre per il loro fervore liberale e anti-invasione.
Nel 1819 debuttò al teatro con Les Vêpres siciliennes ("I vespri siciliani") all'Odéon, dramma storico che salvò il teatro dalla rovina e lo consacrò come fondatore di un nuovo teatro francese. Quest'opera fu poi seguita da Les comédiens (1820), Le paria (1821) con cori potenti che riflettevano tensioni politiche, e L'École des vieillards (1823), la sua miglior commedia che gli aprì le porte dell'Académie française nel 1825, mentre Luigi Filippo lo nominò bibliotecario al Palais-Royal dopo averlo reintegrato per il suo anticonformismo regio.
Negli anni '20 e '30 produsse La Princesse Aurélie (1828), Marino Faliero (1829) in stile romantico, e durante la rivoluzione del 1830 compose La Parisienne, inno nazionale monarchico musicato da Daniel Auber che rivaleggiò con la Marsigliese e fu adottato dai francesi, accanto a La Varsovienne per i polacchi in lotta, oltre a tragedie come Les enfants d'Édouard (1833) e raccolte poetiche che lo legarono a Victor Hugo e al romanticismo civile.
Frasi di Casimir Delavigne
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I pazzi sono straordinari nei loro momenti di lucidità.
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