Biografia di Marina Cvetaeva

Marina Cvetaeva
Nazione: Russia    
Marina Ivanovna Cvetaeva nacque a mosca il giorno 8 ottobre 1892 e morì a Elabuga, sul Volga, il 31 agosto del 1941. Fu poetessa e scrittrice. Vale la pena di sottolineare che all'epoca della sua nascita, in Russia era in uso il calendario giuliano, secondo il quale la data di nascita si pone al 26 settembre.
Il padre era professore di Belle Arti all'Università di Mosca, mentre la madre era pianista e allieva Rubinštejn. Marina fu sempre incantanta dalle passioni letterarie della madre, da Puskin ai classici tedeschi e francesi. Scrisse le prime composizioni all'età di 6 anni. Dopo di lei nacque sua sorella Anastasija.
Quando la madre si ammalò di tubercolosi, la famiglia si spostò in giro per l'Europa, anche in Italia, e le due sorelle studiarono in collegi Svizzeri e tedeschi, perfezionando il loro francese e tedesco. A 16 anni Marina seguì corsi di letteratura francese antica alla Sorbona di Parigi. A 19 anni conobbe Sergej Efron e in breve tempo i due si sposarono. Dopo la rivoluzione d'Ottobre Efron si unì all'Armata Bianca, un esercito controrivoluzionario di sostenitori dello zar e Marina scrisse opere che ne esaltavano le gesta. Per questi motivi i due coniugi non erano ben visti dal regime stalinista e decisero di emigrare. Marina si trasferì a Parigi con i figli, pensando che il marito fosse scappato in Spagna. In realtà lui era stato arrestato e fucilato, ma lei non lo sapeva e quindi tornò a Mosca nel 1939 vivendo in una condizione di estrema povertà. Pur essendo stata l'esponente di maggior spicco del locale movimento simbolista, in contrapposizione con quello acmeista fondato dal marito di Anna Achmatova, che conobbe nel 1941, si ritrovò isolata dalla comunità letteraria e dopo breve tempo si impiccò in una casa di campagna. Le sue opere vennero riabilitate e pubblicate solo vent'anni dopo la sua morte.


Frasi di Marina Cvetaeva

Abbiamo un totale di 6 frasi.
Le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Io ti racconterò del grande inganno:
io ti racconterò come cala la nebbia sui giovani alberi.


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