51/82
Mai nessuno sforzo amministrativo o scolastico sostituirà i miracoli del caso cui si debbono i grandi uomini.
52/82
L'uomo di buon gusto dev'essere semplice nei suoi bisogni.
53/82
Un sentimento non è il mondo in un pensiero?
54/82
Tutti i sentimenti sono così: il nostro cuore è un tesoro, spendetelo in un sol colpo e sarete rovinati. Non perdoniamo a un sentimento di essersi mostrato tutt'intero, più di quanto perdoniamo a un uomo di non possedere più un soldo.
55/82
Forse che la società non fa dell'uomo, a seconda dell'ambiente dove si svolge la sua attività, uomini diversi, tanti quante sono le varietà zoologiche? Sono dunque sempre esistite e sempre esisteranno specie sociali, così ci sono specie zoologiche.
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Non sai che ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri?
57/82
"Il giornale", disse Lousteau, "dà per vero tutto ciò che è probabile. Questo è il nostro punto di partenza."
58/82
La malattia del nostro tempo è la superiorità. Ci sono più santi che nicchie.
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I fatti non sono mai assoluti, i loro effetti dipendono interamente dagli individui: la sventura è un marciapiede per il genio, una piscina per il cristiano, un tesoro per l'uomo abile, per i deboli un abisso.
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Uno strappo è una disgrazia, una macchia è un vizio.
61/82
Otto giorni di febbre! Avrei avuto il tempo di scrivere ancora un libro.
62/82
La gioventù non osa guardarsi nello specchio della coscienza, quando inclina dalla parte dell'ingiustizia, mentre l'età matura vi si è vista: qui sta tutta la differenza fra queste due età della vita.
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Quei vasti sentimenti concentrati che gli ingenui chiamano vizi.
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Le vocazioni mancate stingono su tutta l'esistenza.
65/82
La volontà può e deve essere motivo d'orgoglio più dell'ingegno.
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Tutte le cose vere somigliano a favole, tanto più che al nostro tempo le favole fanno l'impossibile per somigliare alla verità.
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Gli uomini riuniti in gregge sono ancora più ipocriti di quanto non siano quando il loro interesse li spinge a recitare la commedia.
68/82
Le donne che si ravvedono delle loro follie si pentono del loro amore.
69/82
Questa grande, nobile, deliziosa passione, l'unico simbolo autentico dell'amore, se non addirittura il suo alter ego.
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Il giornalismo è un inferno, un abisso d'iniquità, di menzogne, di tradimenti, che non si può traversare e dal quale non si può uscire puri a meno di essere protetti, come Dante, dal divino alloro di Virgilio.
71/82
Ah! La gloria, pessima merce. Si paga cara e non si conserva. Non sarebbe l'egoismo dei grandi uomini, come la felicità è quello degli sciocchi?
72/82
La gloria è il sole dei morti.
73/82
Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.
74/82
Tutti moriamo incompresi: è il destino delle donne e degli scrittori.
75/82
L'interesse e il talento sono i soli consiglieri coscienziosi e utili.
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Il dispotismo fa illegalmente grandi cose, la libertà non si dà neppure la briga di farne legalmente di piccolissime.
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La stampa, come la donna, è ammirevole e sublime quando sostiene una bugia, non vi molla finché non vi ha costretti a crederci e mette in opera le più grandi qualità in questa lotta in cui il pubblico, stupido come il marito, soccombe sempre.
78/82
Una mania, è il piacere passato allo stato di idea.
79/82
È un'immensa prova d'inferiorità in un uomo non sapere fare della moglie la propria amante.
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Il matrimonio deve continuamente combattere contro un mostro che tutto divora: l'abitudine.
81/82
La misantropia, specie di vanità nascosta sotto una pelle di porcospino, non è una virtù cattolica.
82/82
Una moglie è uno schiavo che bisogna saper mettere su un trono.