Biografia di Giovanni Boine

Giovanni Boine
Nazione: Italia    
Giovanni Bòine nacque a Finale Marina (SV) il 2 settembre 1887 e morì a Porto Maurizio (IM) il 16 maggio 1917. Fu poeta e scrittore.

Nacque in una famiglia di modeste condizioni da Giovanni Battista Boine e Irene Benza. Trascorse l'infanzia a Dolcedo, dove venne educato in un ambiente religioso e moralmente rigido, segnato da un profondo senso del peccato e di una tensione interiore che avrebbe permeato tutta la sua opera.

Frequentò il liceo a Genova, dove iniziò a coltivare una forte passione per la letteratura e per la filosofia, e poi si trasferì a Milano, dove si iscrisse alla Regia Accademia scientifico‑letteraria nel 1906‑1907, incontrando compagni di studi come Clemente Rebora e Antonio Banfi e avvicinandosi fin da subito al clima culturale dei circoli modernisti lombardi.

Fin dagli anni universitari Boine entrò in contatto con il mondo dei cattolici modernisti, collaborando dal gennaio 1907 alla rivista Il Rinnovamento, organo dei cattolici progressisti, e stringendo un'amicizia importante con Agostino Casati, figura centrale di quel movimento, che lo spinse a riflettere intensamente sul problema religioso e sulle eresie medievali, alimentando in lui una sensibilità mistica e insieme critica verso la Chiesa istituzionale.

Nel 1908 iniziò a collaborare a La Voce di Giuseppe Prezzolini e Giuseppe De Robertis, entrando così nel gruppo dei cosiddetti "vociani", ma già in quegli anni cominciò a prendere le distanze dalle posizioni più radicali di Papini e Prezzolini, sviluppando una riflessione religiosa personale, tormentata e contraddittoria, che oscillava tra fede, dubbio e ribellione.

Nel 1910 si trasferì a Firenze, dove continuò a scrivere per La Voce e per altri periodici, pubblicando articoli in cui condannava il modernismo come tendenza troppo accomodante verso la cultura laica, pur restando profondamente segnato dal problema religioso e dalla crisi dei valori positivisti, e in quegli anni cominciò a elaborare le prime prose liriche e narrative che sarebbero confluite nel volume Il peccato e altre cose (1914).

Questo libro, che contiene racconti come La città, L'agonia e Il peccato, è considerato il suo capolavoro narrativo: in esso Boine racconta, con tono scopertamente autobiografico, la storia di un giovane intellettuale che si innamora di una novizia, intrecciando religione, desiderio, colpa e morte in una prosa lirica, ritmica e sperimentale, che lo colloca ai margini del decadentismo e del primo modernismo italiano.

Negli anni successivi, mentre la malattia (probabilmente una forma di tubercolosi) lo costringeva a ritorni sempre più frequenti a Porto Maurizio, Boine continuò a scrivere con grande intensità, producendo saggi, prose liriche e poesie, e nel 1914 uscì anche Discorsi militari, un volume in cui, pur lontano dal fronte, rifletteva sulla guerra in corso e sul destino dell'Italia, denunciando errori e deficienze dell'organizzazione militare e mostrando una profonda solidarietà verso "i nostri soldati‑contadini".

In questo periodo si allontanò definitivamente dal gruppo vociano, criticando apertamente Papini e Prezzolini e cercando di dare vita a un nuovo foglio culturale che superasse La Critica di Croce in quanto ideale ma che la negasse in quanto religiosa, progetto che però non andò a buon fine.

Negli ultimi anni della sua vita, stremato dalla malattia ma ancora attivo sul piano culturale, Boine si dedicò soprattutto alla scrittura di prose lirico‑filosofiche e di poesie, raccogliendo in volumi postumi come Frantumi seguiti da plausi e botte (1918) e La ferita non chiusa (1921) una parte significativa della sua produzione, in cui emerge con forza il contrasto tra una tensione anarchica e libertaria e un'esigenza di ordine e organicità, tra crisi dei valori e ricerca di una nuova spiritualità.

Morì all'età di ventinove anni, lasciando un'eredità di scrittore atipico e profondamente tormentato, che anticipa molti temi della letteratura religiosa e decadente del Novecento italiano e che continua a essere riletto come voce originale e precoce della crisi di un'epoca.


Frasi di Giovanni Boine

Per ora abbiamo un totale di 3 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Perdute tutte le illusioni, le cerco.


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