Biografia di Sri Aurobindo

Sri Aurobindo
Nazione: India    
Sri Aurobindo nacque a Calcutta il 15 agosto 1872 e morì a Pondicherry, India il 5 dicembre 1950. Fu filosofo e mistico.

Nacque terzogenito di sei figli, in una famiglia bengalese di solide tradizioni e di orientamento fortemente anglofilo, tanto che il padre, un medico che aveva studiato in Gran Bretagna, decise di allontanare i figli dall'influenza culturale indiana per farli crescere ed educare interamente secondo il modello occidentale.

Fu così che, ancora bambino, Aurobindo venne mandato in Inghilterra insieme ai fratelli, dove visse e terminò gli studi, pubblicando i primi versi tra il 1879 e il 1893, anno in cui fece ritorno in India ormai poco più che ventenne.

Durante il soggiorno inglese si distinse per la brillantezza negli studi classici e completò la propria formazione all'Università di Cambridge, acquisendo una solidissima cultura letteraria e linguistica che gli avrebbe permesso, in seguito, di padroneggiare con rara maestria la lingua inglese sia in prosa sia in poesia, oltre ad altre lingue come l'italiano, francese, spagnolo e tedesco, tanto da poter leggere Dante, Goethe e Cervantes in lingua originale.

Tornato in India, ricoprì per alcuni anni la carica di professore di inglese e di francese presso il collegio di Baroda, e fu proprio in questo periodo che si accostò con crescente passione allo studio della cultura, della lingua sanscrita e della tradizione spirituale indiana, un interesse che si sviluppò parallelamente al maturare in lui di una sempre più intensa vocazione politica e nazionalista.

Divenne infatti, insieme a Bal Gangadhar Tilak, una delle figure più autorevoli e influenti del movimento per l'indipendenza indiana dal dominio britannico, ben prima che sulla scena pubblica emergesse la figura di Gandhi, e si fece promotore, tra l'altro, della politica di resistenza passiva e del boicottaggio dei prodotti britannici.

Il suo impegno politico gli costò l'incarcerazione nel 1908, quando fu accusato di essere l'ispiratore di un attentato dinamitardo compiuto in realtà a sua insaputa dal gruppo guidato dal fratello minore Barindra Kumar Ghose, e durante l'anno trascorso in carcere in attesa del processo, dal quale sarebbe poi uscito assolto, visse un'esperienza spirituale di straordinaria intensità che segnò una svolta decisiva nella sua vita, orientandolo in modo sempre più definitivo verso la ricerca filosofica e mistica.

Nel 1910 si trasferì a Pondichéry, allora colonia francese in India, dove trascorse il resto della propria esistenza dedicandosi quasi interamente alla pratica dello yoga e all'elaborazione del proprio pensiero filosofico e spirituale, inizialmente in ritiro insieme a pochi compagni.

Un momento fondamentale di quel periodo fu l'incontro, avvenuto nel 1914, con Mirra Alfassa, la futura Mère, giunta a Pondichéry insieme al marito, il filosofo francese Paul Richard; fu proprio quest'ultimo a convincere Aurobindo a mettere per iscritto in modo sistematico la propria visione, e nacque così, sempre nel 1914, la rivista filosofica bilingue Arya, nella quale pubblicò in pochi anni buona parte delle sue opere, diciannove libri in sette anni, cominciando proprio in quegli anni a firmarsi con lo pseudonimo di Sri Aurobindo.

Fu su quelle pagine che presero forma le sue opere filosofiche più importanti, tra cui La vita divina ("The life divine"), considerata la sua opera più esaustiva e conclusiva, La sintesi dello yoga, Il ciclo umano, L'ideale dell'unità umana e Il segreto dei Veda, nelle quali espose la propria concezione di un'evoluzione della coscienza umana verso una dimensione superiore, quella che egli definì "sopramente", una Gnosi sopramentale la cui discesa sulla terra avrebbe dovuto portare a una trasformazione radicale della vita e della materia.

Con lo scoppio della Prima guerra mondiale i coniugi Richard furono costretti a lasciare Pondichéry, ma Mirra Alfassa vi fece ritorno definitivamente nell'aprile del 1920, diventando da quel momento la più stretta collaboratrice spirituale di Aurobindo nella guida della comunità che si andava formando attorno a lui.

Il crescente numero di discepoli portò infatti, nel 1926, alla nascita spontanea dello Sri Aurobindo Ashram, oggi conosciuto in tutto il mondo, mentre più tardi, dopo la morte di Aurobindo, la Mère avrebbe fondato non lontano da lì anche la città sperimentale di Auroville.

Oltre all'imponente produzione filosofica, Sri Aurobindo considerò sempre la poesia come il proprio mezzo espressivo privilegiato, e nella seconda parte della sua vita si dedicò a una vastissima produzione in versi caratterizzata da un notevole virtuosismo tecnico, tanto da essere probabilmente l'unico poeta di lingua inglese ad aver composto con successo un intero poema epico in esametri quantitativi, intitolato Ilion; ma il suo vero capolavoro poetico, a cui lavorò per circa trentasei anni fino agli ultimi giorni della propria vita, fu Savitri, un vasto poema epico in versi sciolti che rappresenta la sintesi definitiva della sua visione spirituale e filosofica.

Sri Aurobindo morì a Pondichéry (divenuta poi Pondicherry) il 5 dicembre 1950, lasciando un'eredità di pensiero, la cosiddetta filosofia dello yoga integrale, che avrebbe continuato a essere approfondita e diffusa negli anni successivi grazie soprattutto all'opera della Mère e dei numerosi discepoli che ne avevano raccolto l'insegnamento.


Frasi di Sri Aurobindo

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

L'egoismo uccide l'anima; distruggilo. Abbi cura però che il tuo altruismo non uccida l'anima altrui.


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