Frasi di Ludovico Ariosto



1/25

Come trovasti o scolorata e brutta
invenzion, mai loco in uman core?
Per te la militar gloria è distrutta,
per te il mestier de l'arme è senza onore; per te è il valore e la virtù ridutta,
che spesso par del buon il rio migliore:
non più l'ardire
per te può in campo al paragon venire.

2/25

S'un medesimo ardor, s'un desir pare
inchina e sforza l'uno e l'altro sesso
a quel suave fin d'amore, che pare
all'ignorante vulgo un grave eccesso;
perché si de' punir donna o biasimare,
che con uno o più d'uno abbia commesso
quel che l'uom fa con quante n'ha appetito,
e lodato ne va, non che impunito?

3/25

Ah sfortunata plebe,
che dove del tiranno utile appare,
sempre è in conto di pecore e di zebe!

4/25

Che non pur per cittadi e per castella,
ma per tuguri ancora e per fenili
spesso si trovan gli uomini gentili.

5/25

Natura il fece e poi ruppe la stampa.

6/25

Chi fa sua vendetta, oltra che offende chi offeso l'ha, da molti si difende.

7/25

Come raccende il gusto il mutar esca,
così mi par che la mia istoria, quanto
or qua ora là più variata sia,
mano a chi l'udirà noiosa fia.

8/25

E più mi piace di posar le poltre
membra, che di vantarle che a gli Sciti
sien state, a gli Indi, a gli Etiopi, et oltre.

9/25

Fu il vincer sempre mai laudabil cosa,
vincasi o per fortuna o per ingegno.

10/25

Mai donne pudiche
non si trovaro, o povere o di conto;
e s'una casta più de l'altre parse,
venìa, perché più accorta era a celarse.

11/25

Che tosto o buona o ria che la fama esce
fuor d'una bocca, in infinito cresce.

12/25

Non fu sì santo né benigno Augusto,
come la tuba di Virgilio suona.
L'aver avuto in poesia buon gusto
la proscrizion iniqua gli perdona.

13/25

Cristo ha lasciato nei precetti suoi:
"non far altrui quel che patir non vuoi."

14/25

Ma fortuna anco più bisogna assai;
che senza, val virtù raro o non mai.

15/25

Quanto più su l'instabil ruota vedi
di Fortuna ire in alto il miser uomo,
tanto più tosto hai da vedergli i piedi
ove ora ha il capo. e far cadendo il tomo.
Così all'incontro, quanto più depresso,
quanto è più l'uom di questa ruota al fondo,
tanto a quel punto più si trova appresso,
c'ha da salir, se de' girarsi in tondo.

16/25

Oh sommo Dio, come i giudicii umani
spesso offuscati son da un nembo oscuro!

17/25

Degli uomini son vari gli appetiti:
a chi piace la chierca, a chi la spada,
a chi la patria, a chi gli strani liti.

18/25

Fa che la povertà meno me incresca,
e fa che la ricchezza sì non ami
che di mia libertà per suo amor esca.

19/25

In casa mia mi sa meglio una rapa,
ch'io cuoca, e cotta su 'n stecco me inforco,
e mondo, e spargo poi di aceto e sapa, che a l'altrui mensa tordo, starna o porco
selvaggio; e così sotto una vil coltre,
come di seta o d'oro, ben mi corco.

20/25

Non si adatta una sella o un basto solo
ad ogni dosso: ad un non par che l'abbia,
a l'altro preme e stringe e gli dà duolo.

21/25

Molti consigli de le donne sono
meglio improviso, ch'a pensarvi, usciti;
che questo è speziale e proprio dono
fra tanti e tanti lor dal ciel largiti.

22/25

Quantunque il simular sia le più volte
ripreso, e dia di mala mente indici,
si truova pur in molte cose e molte
aver fatti evidenti benefici,
e danni e biasmi e morti aver già tolte;
che non conversiam sempre con gli amici
in questa assai più oscura che serena
vita mortal, tutta d'invidia piena.

23/25

Ma saria forse, mentre che diletta
il mio cantar, consiglio utile e sano
di finirlo più tosto che seguire
tanto, che v'annoiasse il troppo dire.

24/25

Fingon costor, che parlan de la morte,
un'effigie ad udirla troppo ria;
ed io che so che di summa bellezza,
per mia felice sorte,
a poco a poco nascerà la mia,
colma d'ogni dolcezza,
sì bella me la formo nel desio
che 'l pregio d'ogni vita è 'l morir mio.

25/25

Ma 'l populo facea come i più fanno,
ch'ubbidiscon più a quel che più in odio hanno.




Biografia di Ludovico Ariosto