Biografia di Louis Althusser

Louis Althusser
Nazione: Francia    
Louis Althusser nacque a Bir Mourad Raïs, Algeria il 16 ottobre 1918 e morì a La Verrière, Francia il 22 ottobre 1990. Fu un filosofo.

Nacque in un sobborgo di Algeri, in una famiglia francese della colonia, di origine alsaziana. Il padre, Charles, era impiegato di banca, la madre, Lucienne Berger, era una donna molto religiosa e dominante. Il nome gli era stato dato in onore di uno zio, Louis, morto a Verdun durante la prima guerra mondiale, che era stato il fidanzato di sua madre prima che lei sposasse il fratello, cioè il padre di Louis. Più tardi Althusser avrebbe scritto di aver vissuto tutta l'infanzia con la sensazione di essere il sostituto di un morto, e questa idea di una vita segnata da un'identità non sua tornò più volte nel suo percorso.

Nel 1930 la famiglia si trasferì a Marsiglia, dove il padre divenne direttore di banca. Louis frequentò il liceo e poi, a Lione, il Lycée du Parc, dove si preparò per l'esame di ammissione all'École normale supérieure (ENS). Era un giovane cattolico, fortemente impegnato nella Jeunesse étudiante chrétienne, e per alcuni anni pensò di dedicarsi a una vita religiosa.

Fu ammesso all'ENS nel 1939, ma lo scoppio della guerra gli impedì di cominciare gli studi: mobilitato, nel giugno del 1940 fu catturato dai tedeschi e trascorse cinque anni in un campo di prigionia nel Nord della Germania. Fu un'esperienza che lo segnò profondamente e a cui si fa risalire la comparsa dei primi disturbi depressivi.

Tornato in Francia nel 1945, riprese gli studi all'ENS, dove nel 1948 ottenne l'agrégation in filosofia. La sua tesi, preparata sotto la guida di Gaston Bachelard, trattava il contenuto del pensiero di Hegel, autore che conosceva in profondità e che influì in modo duraturo sulla sua formazione.

Nel 1946 aveva conosciuto Hélène Rytmann, una filosofa di origine ebraica e già militante nella Resistenza, più grande di lui di otto anni. Fu una relazione intensa e difficile, destinata a durare tutta la vita. Nel 1948 si iscrisse al Partito comunista francese, dopo aver abbandonato la fede cattolica, e quello stesso anno fu nominato "caïman", cioè tutor di filosofia all'ENS, incarico che mantenne fino al 1980.

La vita di Althusser fu segnata fin da quegli anni da gravi crisi psichiche, con episodi depressivi e maniacali che lo portarono a numerosi ricoveri psichiatrici e a trattamenti con elettroshock. Pur dovendo convivere con la malattia, riuscì a costruirsi una posizione di grande prestigio.

All'ENS ebbe come allievi molti dei futuri protagonisti del pensiero francese, tra cui Michel Foucault, Jacques Derrida, Étienne Balibar, Jacques Rancière, Pierre Macherey e Alain Badiou, e il suo magistero fu notevole anche per la sua influenza personale. Pubblicò nel 1959 un libro su Montesquieu dal titolo Montesquieu, la politique et l'histoire e curò testi di Feuerbach, ma il successo arrivò con la proposta di una nuova lettura di Marx.

Nel 1965 uscirono infatti due opere che lo resero celebre in tutto il mondo: Pour Marx ("Per Marx"), raccolta di saggi scritti nei primi anni Sessanta, e Lire le Capital ("Leggere il Capitale"), un'opera collettiva realizzata con Balibar, Macherey, Rancière e Roger Establet.

Contro le interpretazioni umanistiche ed hegeliane del marxismo, Althusser sostenne che nell'opera di Marx esiste una "rottura epistemologica", cioè un passaggio, intorno al 1845, dalle opere giovanili, ancora impregnate di ideologia filosofica, a una vera e propria scienza della storia. Introdusse concetti come la "sovradeterminazione" e la "lettura sintomale", e propose un marxismo antiumanista, ispirato in parte dal pensiero di Bachelard, di Spinoza e del nascente strutturalismo, tanto che la sua posizione è stata spesso definita marxismo strutturalista.

Nel 1968, mentre la Francia viveva la rivolta del maggio, Althusser era assente per ragioni di salute e di fatto non ebbe un ruolo diretto, e questo gli procurò critiche da parte di studenti e giovani intellettuali. Pubblicò comunque Lénine et la philosophie (1968) e, nel 1970, il saggio Idéologie et appareils idéologiques d'État ("Ideologia e apparati ideologici di Stato"), che ebbe una vastissima diffusione. In questo testo sostenne che lo Stato non si regge solo sulla coercizione, ma anche su apparati, come la scuola, la Chiesa, la famiglia e i mezzi di comunicazione, che riproducono l'ideologia dominante "interpellando" gli individui come soggetti.

Negli anni successivi pubblicò la Réponse à John Lewis (1973), gli Éléments d'autocritique (1974), con cui rivide parte della sua impostazione, e Positions (1976). In quegli anni prese posizioni sempre più critiche verso la direzione del Partito comunista francese e nel 1978 pubblicò su Le Monde una serie di articoli dal titolo Ce qui ne peut plus durer dans le parti communiste.

Il 16 novembre 1980, nel loro appartamento all'interno dell'ENS, in uno stato di grave crisi mentale, Althusser strangolò Hélène, che era diventata la sua moglie nel 1976. Non fu processato, perché i giudici lo dichiararono incapace di intendere e di volere al momento del fatto, e fu internato in ospedale psichiatrico.

L'episodio mise fine alla sua carriera pubblica e fece di lui un caso discusso non solo sul piano giudiziario, ma anche per le questioni che sollevava sul rapporto tra malattia mentale e responsabilità. Fu dimesso nel 1983 e visse gli ultimi anni in modo appartato a Parigi, in condizioni di salute precarie e con pochi contatti.

In quel periodo scrisse tre libri, pubblicati in gran parte dopo la sua morte, che offrono una lettura di sé e del proprio pensiero. L'avenir dure longtemps ("L'avvenire dura a lungo"), autobiografia scritta nel 1985 e uscita nel 1992 insieme a Les faits, ricostruisce l'infanzia, il rapporto con Hélène e le crisi psichiche, ed è un testo molto discusso.

Accanto a questi scritti, i testi sul cosiddetto "materialismo aleatorio" o "dell'incontro", rimasti in gran parte postumi, mostrano un ultimo Althusser che si allontana dalla tradizione marxista classica per esplorare le idee del caso, dell'evento e della contingenza, rifacendosi a Epicuro, Machiavelli e Spinoza.

Louis Althusser morì nel 1990 a La Verrière, nella regione parigina, a settantadue anni, per un attacco cardiaco. Il suo pensiero ha lasciato un segno profondo nella filosofia e nelle scienze sociali del secondo Novecento, soprattutto per la sua teoria dell'ideologia e per il modo in cui ha rinnovato la lettura di Marx, anche se è stato criticato da più parti.

Alcuni gli hanno rimproverato un eccessivo teoricismo e una scarsa attenzione ai soggetti storici, altri hanno contestato la sua teoria della "rottura" in Marx. Le sue idee sono state riprese e discusse in ambiti molto diversi, dagli studi culturali alla critica letteraria, dalla sociologia alla teoria politica.


Frasi di Louis Althusser

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Dal punto di vista teorico, il marxismo non è uno storicismo più di quanto sía un umanesimo.


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