Frasi di Aristotele

101/150

Primo: vivere. Dopo: filosofare.

102/150

Quale vantaggio hanno i bugiardi? Che quando dicono la verità non sono creduti.

103/150

Sbagliare è possibile in molti modi, ma riuscire è possibile in un modo solo.

104/150

Se c'è una soluzione perché ti preoccupi? Se non c'è una soluzione perché ti preoccupi?

105/150

Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere, anche se avesse tutti gli altri beni.

106/150

Senza causa o principio è impossibile che alcuna cosa esista o sia fatta.

107/150

Si dovrebbero sperimentare le cose prima di impararle, infatti si impara dall'esperienza.

108/150

Tra corpo e anima vige un rapporto materia-forma, come se l'anima fosse la vera forma del corpo. Chiedersi se corpo e anima siano la stessa cosa è una domanda priva di senso: è come domandarsi se sono la stessa cosa la cera e la forma della candela.

109/150

Un principio anche minimo in quantità, può essere grandissimo nella potenza, e, quindi, negli effetti.

110/150

Un tutto è ciò che è ha avuto un inizio, una metà e una fine.

111/150

Un'assurdità plausibile è sempre migliore di una possibilità che non convince.

112/150

Uno Stato è governato meglio da un uomo ottimo che da una ottima legge.

113/150

La bellezza è il dono di Dio.

114/150

Dei primi filosofi, i più hanno pensato che vi siano solo principi materiali delle cose. Ciò da cui le cosa hanno il loro essere e da cui si originano e in cui corrompendosi si risolvono poiché la sostanza permane pur mutando negli accidenti dicono sia l'elemento primordiale e, essa sostanza, il principio delle cose; per questo sto pensano che niente si generi o perisca in assoluto, dato che tale sostanza permane in eterno.

115/150

Secondo è l'argomento [di Zenone di Elea] detto Achille. Questo sostiene che il più lento non sarà mai raggiunto nella sua corsa dal più veloce. Infatti è necessario che chi insegue giunga in precedenza là di dove si mosse chi fugge, di modo che necessariamente il più lento avrà sempre un qualche vantaggio. Questo ragionamento è lo stesso della dicotomia, ma ne differisce per il fatto che la grandezza successivamente assunta non viene divisa per due. Dunque il ragionamento ha per conseguenza che il più lento non viene raggiunto ed ha lo stesso fondamento della dicotomia (nell'un ragionamento e nell'altro infatti la conseguenza è che non si arriva al termine, divisa che si sia in qualche modo la grandezza data; ma c'è di più nel secondo che la cosa non può essere realizzata neppure dal più veloce corridore immaginato drammaticamente nell'inseguimento del più lento), di modo che la soluzione sarà, per forza, la stessa.

116/150

E' dunque chiaro che ciascuno è soprattutto intelletto e che la persona moralmente conveniente ama soprattutto se stesso.

117/150

L'arte è un certo stato abituale, unito a ragione in modo veritiero - La saggezza è uno stato abituale veritiero, unito a ragionamento, pratico che riguarda ciò che è bene e male per l'uomo - La saggezza è uno stato abituale unito a ragionamento vero, relativo ai beni umani, pratico.

118/150

I piaceri che derivano dal contemplare e dall'apprendere fanno sì che si contempli e si apprenda ancor di più.

119/150

L'artista ama la sua opera perché ama la sua stessa esistenza. Questo è naturale, dato che, in atto, l'opera esprime ciò che noi siamo in potenza.

120/150

La massa e le persone più volgari giudicano che il bene e la felicità consistono nel piacere, e perciò amano la vita dissoluta.

121/150

Noi siamo quello che facciamo ripetutamente. Perciò l'eccellenza non è un'azione, ma un'abitudine.

122/150

La paura è il dolore provocato dalla rappresentazione di un male imminente.

123/150

Il medico cura, la natura guarisce.

124/150

La virtù sta nel mezzo.

125/150

In medio stat virtus.

126/150

La natura non fa nulla inutilmente, non viene meno nelle cose necessarie e non abbonda nelle superflue.

127/150

Natura nihil facit frustra, non deficit in necessariis, nec abundat in superfluis.

128/150

Prima bisogna vivere e poi filosofare.

129/150

Primum vivere, deinde philosophari.

130/150

La riqueza consiste mucho más en el disfrute que en la posesión.

131/150

La ricchezza consiste molto più nel godimento che nel possesso.

132/150

Lo mejor es salir de la vida como de una fiesta, ni sediento ni bebido.

133/150

La cosa migliore è lasciare la vita come si esce da una festa, né assetati né ubriachi.

134/150

Chi conosce il suo limite non teme il destino.

135/150

Colui quindi che si adira per ciò che deve e con chi deve, e inoltre come, quando e per quanto tempo si deve, può essere lodato!

136/150

Non c'è amicizia salda senza fiducia: e non c'è fiducia senza far passare un certo tempo.

137/150

La poesia è più filosofica e di più alto valore che la storia.

138/150

Gli inferiori si ribellano per poter essere eguali e gli eguali per poter essere superiori. È questo lo stato d'animo da cui nascono le rivoluzioni.

139/150

La speranza è un sogno fatto da svegli.

140/150

Per la bellezza è indispensabile un'alta statura; le persone piccole possono avere grazia ed eleganza, ma non bellezza.

141/150

Un tutto è ciò che ha principio, mezzo e fine.

142/150

Il maschio è per natura superiore, la donna inferiore, l'uno comanda, l'altra è comandata, perché le virtù essendo equamente distribuite, nell'uno vi è il coraggio della deliberazione, nell'altra quello della subordinazione.

143/150

Un'impossibilità verosimile è sempre preferibile a una possibilità che non convince.

144/150

La famiglia è l'associazione istituita dalla natura per provvedere alle quotidiane necessità dell'uomo.

145/150

I giovani non sono sospettosi perché di male non ne hanno ancora visto molto; sono fiduciosi perché non hanno avuto ancora il tempo di essere ingannati.

146/150

Che cosa invecchia presto? La gratitudine.

147/150

Nelle condizioni migliori, l'uomo è il più nobile degli animali; separato da legge e giustizia è il peggiore di tutti.

148/150

Anche quando le leggi sono scritte, non dovrebbero mai rimanere immutate.

149/150

Ingiustamente espierete le colpe dei vostri padri.

150/150

E questa semplicità che rende gli oratori incolti più efficaci dei colti nel rivolgersi a un pubblico popolare.


Biografia di Aristotele