Frasi di Aristotele

101/135

Primo: vivere. Dopo: filosofare.

102/135

Quale vantaggio hanno i bugiardi? Che quando dicono la verità non sono creduti.

103/135

Sbagliare è possibile in molti modi, ma riuscire è possibile in un modo solo.

104/135

Se c'è una soluzione perché ti preoccupi? Se non c'è una soluzione perché ti preoccupi?

105/135

Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere, anche se avesse tutti gli altri beni.

106/135

Senza causa o principio è impossibile che alcuna cosa esista o sia fatta.

107/135

Si dovrebbero sperimentare le cose prima di impararle, infatti si impara dall'esperienza.

108/135

Tra corpo e anima vige un rapporto materia-forma, come se l'anima fosse la vera forma del corpo. Chiedersi se corpo e anima siano la stessa cosa è una domanda priva di senso: è come domandarsi se sono la stessa cosa la cera e la forma della candela.

109/135

Un principio anche minimo in quantità, può essere grandissimo nella potenza, e, quindi, negli effetti.

110/135

Un tutto è ciò che è ha avuto un inizio, una metà e una fine.

111/135

Un'assurdità plausibile è sempre migliore di una possibilità che non convince.

112/135

Uno Stato è governato meglio da un uomo ottimo che da una ottima legge.

113/135

La bellezza è il dono di Dio.

114/135

Dei primi filosofi, i più hanno pensato che vi siano solo principi materiali delle cose. Ciò da cui le cosa hanno il loro essere e da cui si originano e in cui corrompendosi si risolvono poiché la sostanza permane pur mutando negli accidenti dicono sia l'elemento primordiale e, essa sostanza, il principio delle cose; per questo sto pensano che niente si generi o perisca in assoluto, dato che tale sostanza permane in eterno.

115/135

Secondo è l'argomento [di Zenone di Elea] detto Achille. Questo sostiene che il più lento non sarà mai raggiunto nella sua corsa dal più veloce. Infatti è necessario che chi insegue giunga in precedenza là di dove si mosse chi fugge, di modo che necessariamente il più lento avrà sempre un qualche vantaggio. Questo ragionamento è lo stesso della dicotomia, ma ne differisce per il fatto che la grandezza successivamente assunta non viene divisa per due. Dunque il ragionamento ha per conseguenza che il più lento non viene raggiunto ed ha lo stesso fondamento della dicotomia (nell'un ragionamento e nell'altro infatti la conseguenza è che non si arriva al termine, divisa che si sia in qualche modo la grandezza data; ma c'è di più nel secondo che la cosa non può essere realizzata neppure dal più veloce corridore immaginato drammaticamente nell'inseguimento del più lento), di modo che la soluzione sarà, per forza, la stessa.

116/135

E' dunque chiaro che ciascuno è soprattutto intelletto e che la persona moralmente conveniente ama soprattutto se stesso.

117/135

L'arte è un certo stato abituale, unito a ragione in modo veritiero - La saggezza è uno stato abituale veritiero, unito a ragionamento, pratico che riguarda ciò che è bene e male per l'uomo - La saggezza è uno stato abituale unito a ragionamento vero, relativo ai beni umani, pratico.

118/135

I piaceri che derivano dal contemplare e dall'apprendere fanno sì che si contempli e si apprenda ancor di più.

119/135

L'artista ama la sua opera perché ama la sua stessa esistenza. Questo è naturale, dato che, in atto, l'opera esprime ciò che noi siamo in potenza.

120/135

La massa e le persone più volgari giudicano che il bene e la felicità consistono nel piacere, e perciò amano la vita dissoluta.

121/135

Noi siamo quello che facciamo ripetutamente. Perciò l'eccellenza non è un'azione, ma un'abitudine.

122/135

La paura è il dolore provocato dalla rappresentazione di un male imminente.

123/135

Il medico cura, la natura guarisce.

124/135

La virtù sta nel mezzo.

125/135

In medio stat virtus.

126/135

La natura non fa nulla inutilmente, non viene meno nelle cose necessarie e non abbonda nelle superflue.

127/135

Natura nihil facit frustra, non deficit in necessariis, nec abundat in superfluis.

128/135

Prima bisogna vivere e poi filosofare.

129/135

Primum vivere, deinde philosophari.

130/135

La riqueza consiste mucho más en el disfrute que en la posesión.

131/135

La ricchezza consiste molto più nel godimento che nel possesso.

132/135

Lo mejor es salir de la vida como de una fiesta, ni sediento ni bebido.

133/135

La cosa migliore è lasciare la vita come si esce da una festa, né assetati né ubriachi.

134/135

Chi conosce il suo limite non teme il destino.

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Colui quindi che si adira per ciò che deve e con chi deve, e inoltre come, quando e per quanto tempo si deve, può essere lodato!


Biografia di Aristotele