Biografia di Giovanni Vannucci
Nazione: Italia
Giovanni Maria Vannucci nacque a Pistoia il 26 dicembre 1913 e morì a Bagno a Ripoli (FI) il 18 giugno 1984. Fu presbitero e teologo.
Nacque in una modesta famiglia operaia come terzo di sette figli, crescendo tra Savona e Mestre prima di tornare nella città natale a sette anni, immerso in un ambiente di povertà e devozione popolare che ne forgiò la sensibilità verso i più umili e l'assoluto divino.
Fin dalla giovinezza manifestò una vocazione religiosa profonda, entrando nel convento dei Servi di Maria a Firenze per gli studi medio-ginnasiali, emettendo i primi voti a Monte Senario nel 1930 e pronunciando i solenni nel 1936 dopo il quadriennio teologico a Roma al Collegio Internazionale S. Alessio Falconieri. Lì ottenne la licenza in sacra Scrittura nel 1943 e, successivamente, quella in teologia nel 1948 all'Angelicum, mentre veniva ordinato sacerdote il 22 maggio 1937.
Negli anni '30 e '40 insegnò come maestro dei professi teologi alla Santissima Annunziata di Firenze e fu invitato dal priore generale per missioni in Swaziland, ma il suo sogno di una vita comunitaria monastica più essenziale fu ostacolato inizialmente, portandolo a una breve esperienza nel 1951 a Nomadelfia con don Zeno Saltini, prima di rientrare nell'Ordine.
Tornato a Firenze nel 1952, dal 1954 animò con il confratello David Maria Turoldo iniziative culturali e caritative rivoluzionarie, come la Messa della Carità che assisteva oltre seicento famiglie povere, suscitando un rinascimento religioso nella città tra predicazioni profetiche e impegno sociale che lo resero una voce incontenibile del cattolicesimo fiorentino.
Trasferitosi a Pistoia nel 1962, dove ebbe modo di incontrare Ermes Ronchi, che divenne suo seguace, realizzò finalmente il suo ideale fondando il 27 giugno 1967 l'Eremo di San Pietro alle Stinche nel Chianti, con il sostegno del padre Raffaello M. Taucci e altri confratelli, inaugurando una vita monastica postconciliare centrata su preghiera contemplativa, Bibbia e lavoro manuale, modello che influenzò l'Ordine dei Servi di Maria.
Tra le sue opere principali spiccano commenti biblici come La divina avventura e Il Dio contro, meditazioni poetiche sul Vangelo che uniscono esegesi profonda a linguaggio lirico e umanistico, Lettere a un giovane credente per guidare spiriti in ricerca, e raccolte di predicazioni sull'unità tra mistica e impegno terreno, mentre partecipò come esperto al Capitolo generale di Majadahonda nel 1968 scrivendo l'Epilogo delle nuove Costituzioni.
Mantenendo stretti legami con Turoldo, Saltini e figure ecclesiali come Martini, visse da "pellegrino dell'assoluto" predicando ritiri e convegni fino alla morte avvenuta il 18 giugno 1984 a Bagno a Ripoli, presso l'Eremo, lasciando un'eredità di teologo-poeta che ha illuminato generazioni nella ricerca di Dio nel cuore umano.
Nacque in una modesta famiglia operaia come terzo di sette figli, crescendo tra Savona e Mestre prima di tornare nella città natale a sette anni, immerso in un ambiente di povertà e devozione popolare che ne forgiò la sensibilità verso i più umili e l'assoluto divino.
Fin dalla giovinezza manifestò una vocazione religiosa profonda, entrando nel convento dei Servi di Maria a Firenze per gli studi medio-ginnasiali, emettendo i primi voti a Monte Senario nel 1930 e pronunciando i solenni nel 1936 dopo il quadriennio teologico a Roma al Collegio Internazionale S. Alessio Falconieri. Lì ottenne la licenza in sacra Scrittura nel 1943 e, successivamente, quella in teologia nel 1948 all'Angelicum, mentre veniva ordinato sacerdote il 22 maggio 1937.
Negli anni '30 e '40 insegnò come maestro dei professi teologi alla Santissima Annunziata di Firenze e fu invitato dal priore generale per missioni in Swaziland, ma il suo sogno di una vita comunitaria monastica più essenziale fu ostacolato inizialmente, portandolo a una breve esperienza nel 1951 a Nomadelfia con don Zeno Saltini, prima di rientrare nell'Ordine.
Tornato a Firenze nel 1952, dal 1954 animò con il confratello David Maria Turoldo iniziative culturali e caritative rivoluzionarie, come la Messa della Carità che assisteva oltre seicento famiglie povere, suscitando un rinascimento religioso nella città tra predicazioni profetiche e impegno sociale che lo resero una voce incontenibile del cattolicesimo fiorentino.
Trasferitosi a Pistoia nel 1962, dove ebbe modo di incontrare Ermes Ronchi, che divenne suo seguace, realizzò finalmente il suo ideale fondando il 27 giugno 1967 l'Eremo di San Pietro alle Stinche nel Chianti, con il sostegno del padre Raffaello M. Taucci e altri confratelli, inaugurando una vita monastica postconciliare centrata su preghiera contemplativa, Bibbia e lavoro manuale, modello che influenzò l'Ordine dei Servi di Maria.
Tra le sue opere principali spiccano commenti biblici come La divina avventura e Il Dio contro, meditazioni poetiche sul Vangelo che uniscono esegesi profonda a linguaggio lirico e umanistico, Lettere a un giovane credente per guidare spiriti in ricerca, e raccolte di predicazioni sull'unità tra mistica e impegno terreno, mentre partecipò come esperto al Capitolo generale di Majadahonda nel 1968 scrivendo l'Epilogo delle nuove Costituzioni.
Mantenendo stretti legami con Turoldo, Saltini e figure ecclesiali come Martini, visse da "pellegrino dell'assoluto" predicando ritiri e convegni fino alla morte avvenuta il 18 giugno 1984 a Bagno a Ripoli, presso l'Eremo, lasciando un'eredità di teologo-poeta che ha illuminato generazioni nella ricerca di Dio nel cuore umano.
Frasi di Giovanni Vannucci
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La sapienza non riguarda ciò che sai, ma ciò che sei.
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