Biografia di Tristan Tzara

Tristan Tzara
Nazione: Romania    
Samuel Rosenstock nacque a Moinești, Romania il 16 aprile 1896 e morì a Parigi il 25 dicembre 1963. Fu poeta e saggista.

Nacque in una famiglia ebraica della piccola borghesia locale, e trascorse l'infanzia e l'adolescenza tra Moinești e Bucarest, dove completò gli studi liceali mostrando fin da giovanissimo un vivo interesse per la letteratura e la poesia, che coltivò partecipando attivamente agli ambienti simbolisti e alle riviste letterarie d'avanguardia della capitale romena, pubblicando i primi versi ancora sotto il proprio vero nome insieme all'amico Ion Vinea e al pittore Marcel Iancu, con i quali fondò nel 1912 la rivista Simbolul.

Fu proprio in quegli anni giovanili che il futuro poeta adottò lo pseudonimo con cui sarebbe diventato celebre in tutto il mondo, Tristan Tzara, una scelta che secondo diverse interpretazioni giocava sull'assonanza con l'espressione rumena trist în țară ("triste in patria"), quasi a voler esprimere fin dall'inizio un senso di insofferenza verso il proprio paese d'origine e i rigidi ambienti culturali borghesi che lo circondavano.

Nel 1915, allo scoppio della Prima guerra mondiale, si trasferì a Zurigo, in Svizzera, paese neutrale che in quegli anni si trasformò in un crocevia di intellettuali, artisti e disertori provenienti da tutta Europa, e si iscrisse all'università locale per seguire corsi di filosofia e letteratura, senza tuttavia portare mai a termine gli studi, poiché ben presto la sua attenzione si concentrò interamente sull'attività artistica e culturale che stava fiorendo in quel contesto irripetibile.

Infatti fu proprio a Zurigo che, nel 1916, insieme a un gruppo di artisti e scrittori provenienti da diversi paesi europei, tra cui il poeta tedesco Hugo Ball e la compagna Emmy Hennings, il pittore alsaziano Hans Arp e i pittori romeni Marcel e Georges Janco, diede vita al movimento Dada.

Il dadaismo nacque dunque, simbolicamente, all'interno del celebre Cabaret Voltaire, un locale che divenne il palcoscenico di serate memorabili fatte di poesie simultanee, performance provocatorie e manifesti dirompenti contro ogni convenzione artistica, letteraria e sociale, in aperta reazione all'assurdità e alla violenza della guerra allora in corso in Europa.

All'interno del movimento, Tzara si distinse ben presto come il più instancabile organizzatore e teorico, redigendo numerosi manifesti dadaisti, tra cui il celebre Manifeste Dada 1918, pubblicato sulla rivista Dada da lui stesso fondata e diretta, un testo dal tono dirompente e paradossale che divenne un punto di riferimento fondamentale per la diffusione internazionale del movimento, capace di raggiungere e influenzare artisti in tutta Europa proprio grazie all'instancabile attività epistolare e organizzativa di Tzara.

Terminata la guerra, nel 1919 si trasferì a Parigi, dove strinse rapporti intensi con i giovani scrittori e artisti che avrebbero in seguito dato vita al Surrealismo, in particolare André Breton, Louis Aragon, Philippe Soupault e Paul Éluard, oltre a stringere un sodalizio duraturo con Francis Picabia, insieme al quale organizzò alcune delle più clamorose e scandalose manifestazioni pubbliche del Dada parigino tra il 1920 e il 1922, spettacoli fatti apposta per provocare il pubblico e mettere in crisi ogni aspettativa convenzionale legata alla fruizione artistica e teatrale.

Con il progressivo esaurirsi della spinta dadaista, tuttavia, i rapporti tra Tzara e Breton si incrinarono profondamente, sfociando in un'aperta rottura nel 1922, in particolare in occasione del fallito progetto di un Congresso di Parigi che avrebbe dovuto ridefinire l'orientamento delle avanguardie, e questo dissidio segnò l'inizio del declino del movimento Dada in quanto tale, sostituito negli anni successivi proprio dal Surrealismo di Breton.

Nonostante l'iniziale distanza, Tzara si avvicinò negli anni successivi, sia pure con un ruolo meno centrale rispetto ai tempi eroici del Dada, anche alle posizioni e alle pubblicazioni surrealiste, mantenendo comunque sempre una propria autonomia intellettuale e proseguendo la propria attività poetica con opere di crescente complessità formale, tra cui va ricordata la raccolta L'homme approximatif, composta tra il 1925 e il 1930, considerata uno dei suoi lavori poetici più maturi e significativi.

Negli anni Trenta Tzara maturò un deciso impegno politico di orientamento comunista, che lo portò a partecipare attivamente, dalla seconda metà del decennio, alla guerra civile spagnola al fianco delle forze repubblicane, e successivamente, durante la Seconda guerra mondiale, a prendere parte alla Resistenza francese contro l'occupazione nazista, un impegno civile che caratterizzò profondamente anche la sua produzione poetica del periodo.

Nel dopoguerra continuò la propria attività letteraria e critica, ottenendo la cittadinanza francese nel 1947 e dedicandosi anche a studi eruditi, tra cui una discussa interpretazione crittografica dei versi di François Villon, senza mai abbandonare completamente l'impegno politico all'interno del Partito Comunista Francese, sebbene con crescenti distanze critiche negli anni successivi, in particolare dopo la repressione sovietica dell'insurrezione ungherese del 1956.

Tristan Tzara morì a Parigi il giorno di Natale del 1963, lasciando un segno indelebile nella storia della letteratura e dell'arte del Novecento come uno dei fondatori e principali animatori del movimento Dada, la cui carica dirompente e provocatoria avrebbe continuato a influenzare, direttamente o indirettamente, gran parte delle avanguardie artistiche successive.


Frasi di Tristan Tzara

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

L'opera d'arte non deve rappresentare la bellezza.


Leggi le frasi di Tristan Tzara