Frasi di Giuseppe Tomasi di Lampedusa



1/13

L'amore. Certo, l'amore. Fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta.

2/13

Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.

3/13

Finché c'è morte c'è speranza,

4/13

Se la Sicilia è ancora come ai tempi miei, immagino che non vi succede mai niente di buono, come da tremila anni.

5/13

Perché a tutti succede così: si muore con una maschera sul volto.

6/13

In Sicilia non importa far male o far bene: il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di 'fare'.

7/13

Gente per la quale obbedire, imitare e soprattutto non far pena a chi stimano di levatura sociale superiore alla loro, è legge suprema di vita: lo snob, infatti, è il contrario dell'invidioso.

8/13

Uomo non mediocre com'era, trasferiva subito le proprie pene effimere nel mondo durevole della storia.

9/13

Morfina, questo rozzo sostituto chimico dello stoicismo antico, della rassegnazione cristiana.

10/13

Si ricordò di ciò che diceva don Fabrizio: ogni volta che s'incontra un parente, s'incontra una spina.

11/13

Don Ciccio tuonava ancora: "Per voi, signori, è un'altra cosa. Si può essere ingrati per un feudo in più, per un pezzo di pane la riconoscenza è un obbligo".

12/13

Queste fantasie del primo mattino erano quanto di peggio potesse capitare a un uomo di mezza età; e il Principe ne soffriva acutamente perché era ormai abbastanza esperto per capire che esse lasciavano in fondo all'animo un sedimento di lutto che, accumulatosi ogni giorno, avrebbe finito con l'essere la vera causa della morte.

13/13

Perché morire per qualcheduno o per qualche cosa, va bene, è nell'ordine; occorre però sapere o, per lo meno, esser certi che qualcuno sappia per chi o per che si è morti.




Biografia di Giuseppe Tomasi di Lampedusa