Biografia di Lorenzo Stecchetti
Nazione: Italia
Olindo Guerrini nacque a Forlì il 4 ottobre 1845 e morì a Bologna il 21 ottobre 1916. Fu poeta, scrittore e gastronomo.
Cresciuto in Romagna, studiò dapprima a Ravenna e poi a Torino, dove si trasferì per proseguire gli studi dopo un percorso scolastico non facile e segnato da un carattere poco docile.
In seguito si iscrisse a Giurisprudenza all'Università di Bologna, dove si laureò, ma non esercitò mai davvero la professione forense. Entrato nell'ambiente universitario e bibliotecario bolognese, lavorò alla Biblioteca Universitaria e si impose come erudito attento alla letteratura italiana, alla filologia e alla vita culturale contemporanea.
La sua fama letteraria esplose nel 1877 con la raccolta Postuma, pubblicata sotto il nome fittizio di Lorenzo Stecchetti: nella prefazione Guerrini presentava i versi come se fossero di un cugino morto di tisi, espediente che gli permise di dare alle stampe poesie dal tono più audace, realistico e anticlericale rispetto alla sua immagine pubblica.
Da quel momento Stecchetti divenne il volto più noto di una poetica ironica, anticonformista e spesso pungente, vicina al clima carducciano ma più scanzonata, con una forte attenzione al quotidiano, al corpo, al desiderio e alla satira sociale.
Accanto a questo filone, Guerrini coltivò anche una produzione più varia, firmandola con altri pseudonimi come Argìa Sbolenfi, Mercutio, Bepi, Pulinera e Marco Balossardi, segno di una personalità letteraria molteplice e teatrale. Fu autore di poesie in lingua e in dialetto romagnolo e veneziano, di testi satirici, di interventi giornalistici e di scritti di costume.
Collaborò con numerose riviste, ne fondò anche lui una nel 1874, Il Matto, e frequentò i cenacoli più vivaci di Bologna, dove si fece notare anche per le sue burle e per il gusto dell'ironia intellettuale.
Guerrini ebbe anche un ruolo pubblico: fu consigliere comunale a Ravenna e a Bologna, e si interessò con passione alla fotografia, alla bicicletta e alla cucina, tre ambiti che raccontano bene la sua curiosità concreta e modernissima. In ambito culturale e civile promosse inoltre iniziative di mutuo soccorso intellettuale, come la creazione di una biblioteca popolare, mostrando un'idea della cultura come strumento di emancipazione e di condivisione.
Negli ultimi decenni della sua vita continuò a essere una figura autorevole e discusssa della vita letteraria italiana, rispettato come studioso e amato come autore brillante e irriverente. Morì a Bologna nel 1916, lasciando un'eredità che unisce erudizione, sarcasmo, passione civile e invenzione poetica, e che fa di Lorenzo Stecchetti uno dei nomi più singolari della poesia italiana fin de siècle.
Cresciuto in Romagna, studiò dapprima a Ravenna e poi a Torino, dove si trasferì per proseguire gli studi dopo un percorso scolastico non facile e segnato da un carattere poco docile.
In seguito si iscrisse a Giurisprudenza all'Università di Bologna, dove si laureò, ma non esercitò mai davvero la professione forense. Entrato nell'ambiente universitario e bibliotecario bolognese, lavorò alla Biblioteca Universitaria e si impose come erudito attento alla letteratura italiana, alla filologia e alla vita culturale contemporanea.
La sua fama letteraria esplose nel 1877 con la raccolta Postuma, pubblicata sotto il nome fittizio di Lorenzo Stecchetti: nella prefazione Guerrini presentava i versi come se fossero di un cugino morto di tisi, espediente che gli permise di dare alle stampe poesie dal tono più audace, realistico e anticlericale rispetto alla sua immagine pubblica.
Da quel momento Stecchetti divenne il volto più noto di una poetica ironica, anticonformista e spesso pungente, vicina al clima carducciano ma più scanzonata, con una forte attenzione al quotidiano, al corpo, al desiderio e alla satira sociale.
Accanto a questo filone, Guerrini coltivò anche una produzione più varia, firmandola con altri pseudonimi come Argìa Sbolenfi, Mercutio, Bepi, Pulinera e Marco Balossardi, segno di una personalità letteraria molteplice e teatrale. Fu autore di poesie in lingua e in dialetto romagnolo e veneziano, di testi satirici, di interventi giornalistici e di scritti di costume.
Collaborò con numerose riviste, ne fondò anche lui una nel 1874, Il Matto, e frequentò i cenacoli più vivaci di Bologna, dove si fece notare anche per le sue burle e per il gusto dell'ironia intellettuale.
Guerrini ebbe anche un ruolo pubblico: fu consigliere comunale a Ravenna e a Bologna, e si interessò con passione alla fotografia, alla bicicletta e alla cucina, tre ambiti che raccontano bene la sua curiosità concreta e modernissima. In ambito culturale e civile promosse inoltre iniziative di mutuo soccorso intellettuale, come la creazione di una biblioteca popolare, mostrando un'idea della cultura come strumento di emancipazione e di condivisione.
Negli ultimi decenni della sua vita continuò a essere una figura autorevole e discusssa della vita letteraria italiana, rispettato come studioso e amato come autore brillante e irriverente. Morì a Bologna nel 1916, lasciando un'eredità che unisce erudizione, sarcasmo, passione civile e invenzione poetica, e che fa di Lorenzo Stecchetti uno dei nomi più singolari della poesia italiana fin de siècle.
Frasi di Lorenzo Stecchetti
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Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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La verità non è di questo mondo,
è un imbecille chi non sa mentir!
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