Frasi di Pietro Aretino



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Asini degli altrui libri, i quali, poiché hanno assassinato i morti e con le lor fatiche imparato a gracchiare, non riposano fino a tanto che non crocifiggano i vivi.

2/18

O turba errante, io ti dico e ridico che la poesia è un ghiribizzo de la natura ne le sue allegrezze, il qual si sta nel furor proprio, e mancandone il cantar poetico, diventa un cimbalo senza sonagli e un campanile senza campane.

3/18

Puossi giocar senza peccato, ma puttaneggiar non miga.

4/18

I vecchi sono eunuchi del tempo.

5/18

Non ci sono le più false pazzie, che quelle che talor fanno i savi.

6/18

Chi non dubita de le promesse de i principi non sa ciò che sia dubbio.

7/18

La prodigalità somiglia la ficaia posta in una rupe, i cui frutti son più tosto mangiati dai ladri che dagli uomini.

8/18

In fine, retorica è ne la lingua di chi ama, di chi inganna e di chi ha bisogno.

9/18

I rispetti non si cavar mai le voglie.

10/18

Dalla culla, e non dalla scuola, deriva l'eccellenza di qualunque ingegno mai fusse.

11/18

Il soverchio degli studi procrea orrore, confusione, malinconia, colera e sazietà.

12/18

Dicovi che mi par che la fama sia matrigna de la morte e l'ambizione sterco de la gloria.

13/18

Chi non sa che la filosofia è simile a uno che favella sognando?

14/18

Mortal nemica dei felici e immortal speranza dei miseri.

15/18

Diamola a gambe, però che è meglio che si dica: "Qui fuggì il Tinca", che: "Quì morì il Tinca".

16/18

Due cose mantengono vive le creature: il letto e il giuoco; peroché l'uno è refrigerio de le fatiche e l'altro ricreazione de i fastidi.

17/18

E ben debbo io osservarvi che il mondo ha molti re e un solo Michelagnolo.

18/18

Il danaio che si spende è sterile e quel che si giuoca fruttifero.




Biografia di Pietro Aretino