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Asini degli altrui libri, i quali, poiché hanno assassinato i morti e con le lor fatiche imparato a gracchiare, non riposano fino a tanto che non crocifiggano i vivi.
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O turba errante, io ti dico e ridico che la poesia è un ghiribizzo de la natura ne le sue allegrezze, il qual si sta nel furor proprio, e mancandone il cantar poetico, diventa un cimbalo senza sonagli e un campanile senza campane.
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Puossi giocar senza peccato, ma puttaneggiar non miga.
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I vecchi sono eunuchi del tempo.
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Non ci sono le più false pazzie, che quelle che talor fanno i savi.
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Chi non dubita de le promesse de i principi non sa ciò che sia dubbio.
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La prodigalità somiglia la ficaia posta in una rupe, i cui frutti son più tosto mangiati dai ladri che dagli uomini.
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In fine, retorica è ne la lingua di chi ama, di chi inganna e di chi ha bisogno.
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I rispetti non si cavar mai le voglie.
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Dalla culla, e non dalla scuola, deriva l'eccellenza di qualunque ingegno mai fusse.
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Il soverchio degli studi procrea orrore, confusione, malinconia, colera e sazietà.
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Dicovi che mi par che la fama sia matrigna de la morte e l'ambizione sterco de la gloria.
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Chi non sa che la filosofia è simile a uno che favella sognando?
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Mortal nemica dei felici e immortal speranza dei miseri.
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Diamola a gambe, però che è meglio che si dica: "Qui fuggì il Tinca", che: "Quì morì il Tinca".
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Due cose mantengono vive le creature: il letto e il giuoco; peroché l'uno è refrigerio de le fatiche e l'altro ricreazione de i fastidi.
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E ben debbo io osservarvi che il mondo ha molti re e un solo Michelagnolo.
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Il danaio che si spende è sterile e quel che si giuoca fruttifero.
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Le parole son l'ombra de le cose,
e le cose il model de le parole.
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L'arte è una nativa considerazione de l'eccellenze de la natura, la quale se ne vien con noi da le fasce.
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Non è il diventar puttana mestiere da sciocche.