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A voi, celeste prole, a voi, concilio
di semidei terreni, altro concesse
Giove benigno.
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Le adulte matrone, a cui segreto
dispetto fanno i pargoletti Amori,
che da la maestà de gli otto lustri
fuggon volando a più scherzosi nidi.
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Dall'alma origin solo
han le lodevol' opre.
Mal giova illustre sangue
ad animo che langue.
Altri le altere cune
lascia, o garzon, che pregi.
Le superbe fortune
del vile anco son fregi.
Chi de la gloria è vago
sol di virtù sia pago.
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Tal del folle mortal, tale è la sorte;
contra ragione or di natura abusa;
or di ragion mal usa
contra natura che i suoi don gli porge.
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Ho scritto sull'amore e non ho mai avuto una donna.
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Che non può un'alma ardita
se in forti membri ha vita?
7/12
Ecco, te pure,
te la toilette attende: ivi i bei pregi
de la natura accrescerai con l'arte; ond'oggi, uscendo, del beante aspetto
beneficar potrai le genti, e grato
ricompensar di sue fatiche il mondo.
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Queste che il fero Allobrogo
note piene d'affanni
inciso col terribile
odiator de' tiranni
pugnale, onde Melpomene
lui fra gl'itali spirti unico armò.
11/12
Volano i giorni rapidi
dal caro vivere mio:
e giunta in sul pendio
precipita l'età.
Le belle, oimè! che al fingere: han lingua così presta,
sol mi ripeton questa
ingrata verità.
Con quelle occhiate mutole,
con quel contegno avaro,
mi dicono assai chiaro:
Noi non siam più per te.
12/12
Fugge la instabil Venere
con la stagion dei fiori;
ma tu, Lieo, ristori,
quando il dicembre uscí.