Biografia di Giovanni Prati
Nazione: Italia
Giovanni Prati naque a Comano Terme (TN) il 27 gennaio 1814 e morì a Roma il 9 maggio 1884. Fu poeta e uomo politico.
Nacque nelle Giudicarie trentine allora parte dell'Impero austro-ungarico, da Carlo Prati, funzionario del fisco, e Francesca Manfroni, in un ambiente modesto ma colto che lo immerse fin dalla giovinezza negli studi classici al ginnasio imperiale di Trento; l'istituto venne poi intitolato a suo nome nel 1919 come Liceo Classico Giovanni Prati.
In quel periodo manifestò un precoce talento poetico e un fervore patriottico influenzato dalle idee risorgimentali. Studiò legge a Padova, laureandosi intorno al 1836 senza esercitare la professione, preferendo dedicarsi alla letteratura e alla cospirazione antiaustriaca.
Esordì con la raccolta Poesie nello stesso anno a Padova, liriche sentimentali e patriottiche che rivelavano uno stile romantico influenzato dai poeti coevi. La morte prematura della moglie nel 1840 lo segnò profondamente, e questo tema ricorre nelle sue opere successive, così come l'affetto per la figlia Adelaide.
Trasferitosi a Milano nel 1841, entrò nei circoli letterari lombardi conoscendo Alessandro Manzoni, che ammirò pur divergendo nelle poetiche, e pubblicò Edmenegarda, novella in endecasillabi sciolti su un triangolo adulterino ispirato a fatti reali che scandalizzò la critica manzoniana per il realismo crudo ma ottenne un enorme successo popolare. Fecero seguito raccolte come Canti del Risorgimento (1848) che lo imposero come voce del patriottismo romantico.
Negli anni Quaranta visse tra Venezia, Firenze e Torino; venne arrestato nel 1848 per dimostrazioni antiaustriache e coinvolto in polemiche letterarie con Felice Romani, frequentando al Caffè Fiorio figure chiave del Risorgimento come Camillo Benso, Urbano Rattazzi, Massimo D'Azeglio e Cesare Balbo, con cui discuteva le sorti dell'Italia unita aderendo inizialmente al neoguelfismo e poi al movimento sabaudo.
Nominato storiografo della Corona da Vittorio Emanuele II nel 1861, fu eletto deputato nel Parlamento italiano sotto Cavour, trasferendosi a Firenze capitale nel 1865 dove strinse amicizie con Mario Rapisardi, Niccolò Tommaseo, Atto Vannucci, Francesco Dall'Ongaro e Terenzio Mamiani.
Produsse opere come Cronaca del Regno di Carlo Alberto e poemetti patriottici mentre assumeva incarichi al Ministero della Pubblica Istruzione dopo il 1871 a Roma, e divenne senatore nel 1878.
Negli ultimi anni compose liriche intime come Per profundo miracolo d'amore, che riflettevano su temi di perdita e fede. Morì a Roma dopo una vita di fervore politico-letterario che lo rese celebre come "poeta del Risorgimento" popolare, ponte tra romanticismo visivo e impegno civile dell'Italia nascente.
Nacque nelle Giudicarie trentine allora parte dell'Impero austro-ungarico, da Carlo Prati, funzionario del fisco, e Francesca Manfroni, in un ambiente modesto ma colto che lo immerse fin dalla giovinezza negli studi classici al ginnasio imperiale di Trento; l'istituto venne poi intitolato a suo nome nel 1919 come Liceo Classico Giovanni Prati.
In quel periodo manifestò un precoce talento poetico e un fervore patriottico influenzato dalle idee risorgimentali. Studiò legge a Padova, laureandosi intorno al 1836 senza esercitare la professione, preferendo dedicarsi alla letteratura e alla cospirazione antiaustriaca.
Esordì con la raccolta Poesie nello stesso anno a Padova, liriche sentimentali e patriottiche che rivelavano uno stile romantico influenzato dai poeti coevi. La morte prematura della moglie nel 1840 lo segnò profondamente, e questo tema ricorre nelle sue opere successive, così come l'affetto per la figlia Adelaide.
Trasferitosi a Milano nel 1841, entrò nei circoli letterari lombardi conoscendo Alessandro Manzoni, che ammirò pur divergendo nelle poetiche, e pubblicò Edmenegarda, novella in endecasillabi sciolti su un triangolo adulterino ispirato a fatti reali che scandalizzò la critica manzoniana per il realismo crudo ma ottenne un enorme successo popolare. Fecero seguito raccolte come Canti del Risorgimento (1848) che lo imposero come voce del patriottismo romantico.
Negli anni Quaranta visse tra Venezia, Firenze e Torino; venne arrestato nel 1848 per dimostrazioni antiaustriache e coinvolto in polemiche letterarie con Felice Romani, frequentando al Caffè Fiorio figure chiave del Risorgimento come Camillo Benso, Urbano Rattazzi, Massimo D'Azeglio e Cesare Balbo, con cui discuteva le sorti dell'Italia unita aderendo inizialmente al neoguelfismo e poi al movimento sabaudo.
Nominato storiografo della Corona da Vittorio Emanuele II nel 1861, fu eletto deputato nel Parlamento italiano sotto Cavour, trasferendosi a Firenze capitale nel 1865 dove strinse amicizie con Mario Rapisardi, Niccolò Tommaseo, Atto Vannucci, Francesco Dall'Ongaro e Terenzio Mamiani.
Produsse opere come Cronaca del Regno di Carlo Alberto e poemetti patriottici mentre assumeva incarichi al Ministero della Pubblica Istruzione dopo il 1871 a Roma, e divenne senatore nel 1878.
Negli ultimi anni compose liriche intime come Per profundo miracolo d'amore, che riflettevano su temi di perdita e fede. Morì a Roma dopo una vita di fervore politico-letterario che lo rese celebre come "poeta del Risorgimento" popolare, ponte tra romanticismo visivo e impegno civile dell'Italia nascente.
Frasi di Giovanni Prati
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Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Quello ch'è storia non cangia mai.
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