Biografia di Osho

 Osho
Nazione: India    
Chandra Mohan Jain nacque a Kuchwada, India il giorno 11 dicembre 1931 e morì a Pune, India il 19 gennaio 1990. Fu mistico e maestro spirituale.

Nacque in una famiglia di fede giainista che egli stesso, fin dall'infanzia, non sentì mai come propria. Era il maggiore di undici figli e, dopo la morte dei genitori, fu cresciuto dai nonni materni, un periodo che in seguito avrebbe descritto come uno dei più sereni della sua vita per la libertà e l'assenza di costrizioni che vi aveva sperimentato.

Durante l'infanzia attraversò momenti difficili sul piano della salute, poiché soffrì sia di vaiolo sia di asma, disturbi che rischiarono di essergli fatali; a questo si aggiunse un trauma emotivo importante, dato che quando aveva circa cinque anni perse una sorella minore, evento che lo colpì profondamente al punto da rifiutare il cibo e da vestirsi come un monaco giainista, portando con sé una ciotola per l'elemosina.

Fu un bambino descritto in modi contrastanti, da alcuni come viziato, da altri come particolarmente dotato, e pochi anni dopo, quando aveva circa sette anni, perse anche il nonno, colpito da un ictus.

Proseguendo gli studi, entrò all'università a diciannove anni, ma il rapporto con l'istituzione fu burrascoso: il preside gli chiese di lasciare il college a causa del suo atteggiamento anticonformista, e il giovane Chandra Mohan si trasferì al D.N. Jain College, dove completò la laurea in filosofia.

Successivamente conseguì un master in filosofia presso l'Università Dr. Hari Singh Gour di Sagar. Fu proprio in quegli anni giovanili, il 21 marzo 1953, quando aveva ventun anni, che egli affermò di aver vissuto un'esperienza mistica di illuminazione, un episodio che considerò la vera svolta della propria esistenza e a cui avrebbe fatto costante riferimento in seguito.

Negli anni successivi insegnò filosofia come professore universitario, incarico che mantenne fino al 1966, quando decise di abbandonare la carriera accademica per dedicarsi interamente alla vita di maestro spirituale itinerante. Già a partire dalla fine degli anni Cinquanta e per tutto il decennio successivo viaggiò in lungo e in largo per l'India tenendo conferenze pubbliche e partecipando a dibattiti, con platee sempre più numerose, guadagnandosi il nome di Acharya Rajneesh ("acharya" significa maestro). Le sue posizioni, spesso critiche verso il conformismo religioso indù, il gandhismo e le convenzioni sociali del tempo, suscitarono già allora reazioni controverse.

Nel 1971 iniziò a farsi chiamare Bhagwan, termine che in sanscrito significa "il beato" o "il divino", segnando l'inizio della fase più nota della sua vita pubblica, quella di Bhagwan Shree Rajneesh, che sarebbe durata per tutti gli anni Settanta e Ottanta. In quel periodo iniziò a iniziare formalmente discepoli, i cosiddetti neo-sannyasin, ai quali non chiedeva l'ascetismo tradizionale ma piuttosto un distacco interiore unito alla piena partecipazione alla vita, incluse la sessualità e la ricerca del piacere, temi che resero il suo insegnamento particolarmente attraente per molti occidentali ma anche oggetto di scandalo.

Nel 1974 fondò il proprio quartier generale a Pune, dove nacque un ashram che divenne un importante centro internazionale di meditazione e terapie psicologiche di ispirazione occidentale, elaborando tecniche originali come la Meditazione Dinamica. In quegli anni commentò estesamente gli scritti di figure religiose e filosofiche di ogni tradizione, tra cui Buddha, Mahavira, Gesù e Krishna, oltre a poeti mistici e pensatori di diverse culture, componendo un corpus di migliaia di discorsi che sarebbero poi confluiti in centinaia di libri pubblicati con il suo nome.

Tra le persone che ebbero un ruolo determinante nella sua vicenda pubblica vi fu Ma Anand Sheela, che divenne la sua segretaria personale e una delle figure più influenti e controverse del movimento, soprattutto nella fase successiva, quella americana. Nel 1981, infatti, Rajneesh si trasferì negli Stati Uniti e la comunità, guidata in gran parte proprio da Sheela, fondò Rajneeshpuram, un insediamento comunitario nello stato dell'Oregon costruito su un ampio ranch acquistato dal movimento.

La comunità crebbe rapidamente, accumulando ingenti risorse economiche attraverso diverse attività, ma entrò presto in conflitto con gli abitanti e le autorità locali a causa delle sue pratiche non convenzionali e delle tensioni politiche legate al controllo del territorio.

Questo scontro raggiunse il culmine nel 1984, quando alcuni membri di spicco del movimento, tra cui la stessa Sheela, organizzarono un attacco bioterroristico contaminando con salmonella i banchi delle insalate di diversi ristoranti della zona, nel tentativo di influenzare l'esito di elezioni locali. L'episodio, denunciato alle autorità dallo stesso Rajneesh, insieme ad altre accuse relative a frodi sull'immigrazione, portò a indagini federali, alla condanna di diversi membri di alto rango della comunità e, nel 1985, all'arresto e alla successiva espulsione dello stesso Rajneesh dagli Stati Uniti.

Nel 1985 gli fu inoltre negato l'ingresso in ventuno paesi, dopo la sua deportazione dagli Stati Uniti per un reato legato all'immigrazione. Rajneeshpuram si svuotò rapidamente, trasformandosi in una città fantasma, mentre Rajneesh fece ritorno in India per ricostruire la propria comunità a Pune, il cui ashram tornò a crescere negli anni successivi.

Negli ultimi anni della sua vita, il 7 gennaio 1989, annunciò la volontà di cambiare nome, adottando dapprima quello di Osho Rajneesh, poi ridotto semplicemente a Osho, termine ispirato alla parola inglese "oceanic" e scelto anche perché l'appellativo Bhagwan, per troppe persone, continuava a evocare un'idea di divinità che egli non voleva più rivendicare per sé.

Con questo nome continuò a tenere discorsi pubblici fino alla morte, sopraggiunta nel 1990 a Pune, in Maharashtra, all'età di cinquantotto anni. Dopo la sua scomparsa, la popolarità dei suoi libri conobbe un nuovo incremento, e la comunità da lui fondata a Pune continua tuttora a operare come centro internazionale di meditazione, oggi noto come Osho International Meditation Resort, mantenendo vivo un insegnamento che univa meditazione, psicologia e ricerca della libertà individuale, e che resta ancora oggi oggetto di giudizi fortemente contrastanti, tra chi lo considera un ciarlatano e chi un profeta spirituale del nostro tempo.


Frasi di Osho

Per ora abbiamo un totale di 56 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Qualunque cosa distrugga la libertà, non è amore, deve trattarsi di altro, perchè amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali di uno stesso gabbiano.


Le trovi comunque tutte qui di seguito.

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