Frasi di Orazio

1/264

Pulvis et umbra sumus.

2/264

Carpe diem.

3/264

Cogli l'attimo.

4/264

Siamo polvere e ombra.

5/264

Il cane che guastò la pelle unta d'olio non se ne astiene più.

6/264

Canis a corio numquam absterrebitur uncto.

7/264

Cenava... con ciò che sarebbe stato sufficiente a tre orsi.

8/264

Cenabat... tribus ursis quod satis esset.

9/264

Chi ha cominciato ha compiuto metà dell'opera.

10/264

Dimidium facti qui coepit habet.

11/264

Trasporta l'uditorio nel mezzo della narrazione come se le premesse fossero note.

12/264

Et in medias res non secusa ac notas auditorem rapit.

13/264

Tacete!

14/264

Favete linguis!

15/264

Uno stomaco raramente digiuno disprezza i cibi volgari.

16/264

Ieiunus raro stomachus vulgaria temnit.

17/264

La morte raggiunge anche l'uomo che fugge.

18/264

Mors et fugacem persequitur virum.

19/264

La parola detta non può tornare indietro.

20/264

Nescit vox missa revertit.

21/264

O uomini forti, che spesso avete affrontato con me mali ancora maggiori, scacciate col vino le preoccupazioni.

22/264

O fortes peioraque passi mecum saepe viri, nunc vino pellite curas.

23/264

La pallida morte bussa allo stesso modo ai tuguri dei poveri e ai palazzi dei re.

24/264

Pallida mors aequo pulsat pede pauperum tabernas regumque turres.

25/264

La capretta degli altri ha la mammella più gonfia.

26/264

Aliena capella gerat distentius uber.

27/264

Beato chi lontano dagli affari,
come l'antica generazione dei mortli,
lavora i campi paterni coi suoi buoi,
privo di debiti.

28/264

Beatus ille qui procul negotiis
ut prisca gens mortalium
paterna rura bobus exercet suis
solutus omni foenore.

29/264

Mi sforzo di essere conciso, divento oscuro.

30/264

Brevis esse laboro, obscurus fio.

31/264

Facile come la cera a volgere verso il vizio.

32/264

Cereus in vitium flecti.

33/264

La punizione incalza la colpa.

34/264

Culpam poena premit comes.

35/264

Una lettura che sia piaciuta, piacerà anche se ripetuta dieci volte.

36/264

Lectio quae placuit semel, decies repetita placebit.

37/264

La morte è l'estremo limite delle cose.

38/264

Mors ultima linea rerum est.

39/264

Mi adopero non di servire alle cose, ma di farle mie serve.

40/264

Mihi res, non me rebus subiungere conor.

41/264

Nuoterai senza sughero.

42/264

Nabis sine cortice.

43/264

Non è concesso di sapere tutto.

44/264

Nec scire fas est omnia.

45/264

Non era il momento.

46/264

Non erat hic locus.

47/264

Imitatori, gregge di servi!

48/264

O imitatores, servum pecus!

49/264

Oh, campi, quando vi rivedrò!

50/264

O rus, quando ego te adspiciam!


Biografia di Orazio