5/259
Il cane che guastò la pelle unta d'olio non se ne astiene più.
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Canis a corio numquam absterrebitur uncto.
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Cenava... con ciò che sarebbe stato sufficiente a tre orsi.
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Cenabat... tribus ursis quod satis esset.
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Chi ha cominciato ha compiuto metà dell'opera.
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Dimidium facti qui coepit habet.
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Trasporta l'uditorio nel mezzo della narrazione come se le premesse fossero note.
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Et in medias res non secusa ac notas auditorem rapit.
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Uno stomaco raramente digiuno disprezza i cibi volgari.
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Ieiunus raro stomachus vulgaria temnit.
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La morte raggiunge anche l'uomo che fugge.
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Mors et fugacem persequitur virum.
19/259
La parola detta non può tornare indietro.
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Nescit vox missa revertit.
21/259
O uomini forti, che spesso avete affrontato con me mali ancora maggiori, scacciate col vino le preoccupazioni.
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O fortes peioraque passi mecum saepe viri, nunc vino pellite curas.
23/259
La pallida morte bussa allo stesso modo ai tuguri dei poveri e ai palazzi dei re.
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Pallida mors aequo pulsat pede pauperum tabernas regumque turres.
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La capretta degli altri ha la mammella più gonfia.
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Aliena capella gerat distentius uber.
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Beato chi lontano dagli affari,
come l'antica generazione dei mortli,
lavora i campi paterni coi suoi buoi,
privo di debiti.
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Beatus ille qui procul negotiis
ut prisca gens mortalium
paterna rura bobus exercet suis
solutus omni foenore.
29/259
Mi sforzo di essere conciso, divento oscuro.
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Brevis esse laboro, obscurus fio.
31/259
Facile come la cera a volgere verso il vizio.
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La punizione incalza la colpa.
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Culpam poena premit comes.
35/259
Una lettura che sia piaciuta, piacerà anche se ripetuta dieci volte.
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Lectio quae placuit semel, decies repetita placebit.
37/259
La morte è l'estremo limite delle cose.
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Mors ultima linea rerum est.
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Mi adopero non di servire alle cose, ma di farle mie serve.
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Mihi res, non me rebus subiungere conor.
43/259
Non è concesso di sapere tutto.
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Imitatori, gregge di servi!
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O imitatores, servum pecus!
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Oh, campi, quando vi rivedrò!
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O rus, quando ego te adspiciam!