Frasi di Orazio

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Pulvis et umbra sumus.

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Carpe diem.

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Cogli l'attimo.

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Siamo polvere e ombra.

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Il cane che guastò la pelle unta d'olio non se ne astiene più.

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Canis a corio numquam absterrebitur uncto.

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Cenava... con ciò che sarebbe stato sufficiente a tre orsi.

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Cenabat... tribus ursis quod satis esset.

9/268

Chi ha cominciato ha compiuto metà dell'opera.

10/268

Dimidium facti qui coepit habet.

11/268

Trasporta l'uditorio nel mezzo della narrazione come se le premesse fossero note.

12/268

Et in medias res non secusa ac notas auditorem rapit.

13/268

Tacete!

14/268

Favete linguis!

15/268

Uno stomaco raramente digiuno disprezza i cibi volgari.

16/268

Ieiunus raro stomachus vulgaria temnit.

17/268

La morte raggiunge anche l'uomo che fugge.

18/268

Mors et fugacem persequitur virum.

19/268

La parola detta non può tornare indietro.

20/268

Nescit vox missa revertit.

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O uomini forti, che spesso avete affrontato con me mali ancora maggiori, scacciate col vino le preoccupazioni.

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O fortes peioraque passi mecum saepe viri, nunc vino pellite curas.

23/268

La pallida morte bussa allo stesso modo ai tuguri dei poveri e ai palazzi dei re.

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Pallida mors aequo pulsat pede pauperum tabernas regumque turres.

25/268

La capretta degli altri ha la mammella più gonfia.

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Aliena capella gerat distentius uber.

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Beato chi lontano dagli affari,
come l'antica generazione dei mortli,
lavora i campi paterni coi suoi buoi,
privo di debiti.

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Beatus ille qui procul negotiis
ut prisca gens mortalium
paterna rura bobus exercet suis
solutus omni foenore.

29/268

Mi sforzo di essere conciso, divento oscuro.

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Brevis esse laboro, obscurus fio.

31/268

Facile come la cera a volgere verso il vizio.

32/268

Cereus in vitium flecti.

33/268

La punizione incalza la colpa.

34/268

Culpam poena premit comes.

35/268

Una lettura che sia piaciuta, piacerà anche se ripetuta dieci volte.

36/268

Lectio quae placuit semel, decies repetita placebit.

37/268

La morte è l'estremo limite delle cose.

38/268

Mors ultima linea rerum est.

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Mi adopero non di servire alle cose, ma di farle mie serve.

40/268

Mihi res, non me rebus subiungere conor.

41/268

Nuoterai senza sughero.

42/268

Nabis sine cortice.

43/268

Non è concesso di sapere tutto.

44/268

Nec scire fas est omnia.

45/268

Non era il momento.

46/268

Non erat hic locus.

47/268

Imitatori, gregge di servi!

48/268

O imitatores, servum pecus!

49/268

Oh, campi, quando vi rivedrò!

50/268

O rus, quando ego te adspiciam!


Biografia di Orazio