Frasi di Orazio

1/257

Pulvis et umbra sumus.

2/257

Carpe diem.

3/257

Cogli l'attimo.

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Siamo polvere e ombra.

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Il cane che guastò la pelle unta d'olio non se ne astiene più.

6/257

Canis a corio numquam absterrebitur uncto.

7/257

Cenava... con ciò che sarebbe stato sufficiente a tre orsi.

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Cenabat... tribus ursis quod satis esset.

9/257

Chi ha cominciato ha compiuto metà dell'opera.

10/257

Dimidium facti qui coepit habet.

11/257

Trasporta l'uditorio nel mezzo della narrazione come se le premesse fossero note.

12/257

Et in medias res non secusa ac notas auditorem rapit.

13/257

Tacete!

14/257

Favete linguis!

15/257

Uno stomaco raramente digiuno disprezza i cibi volgari.

16/257

Ieiunus raro stomachus vulgaria temnit.

17/257

La morte raggiunge anche l'uomo che fugge.

18/257

Mors et fugacem persequitur virum.

19/257

La parola detta non può tornare indietro.

20/257

Nescit vox missa revertit.

21/257

O uomini forti, che spesso avete affrontato con me mali ancora maggiori, scacciate col vino le preoccupazioni.

22/257

O fortes peioraque passi mecum saepe viri, nunc vino pellite curas.

23/257

La pallida morte bussa allo stesso modo ai tuguri dei poveri e ai palazzi dei re.

24/257

Pallida mors aequo pulsat pede pauperum tabernas regumque turres.

25/257

La capretta degli altri ha la mammella più gonfia.

26/257

Aliena capella gerat distentius uber.

27/257

Beato chi lontano dagli affari,
come l'antica generazione dei mortli,
lavora i campi paterni coi suoi buoi,
privo di debiti.

28/257

Beatus ille qui procul negotiis
ut prisca gens mortalium
paterna rura bobus exercet suis
solutus omni foenore.

29/257

Mi sforzo di essere conciso, divento oscuro.

30/257

Brevis esse laboro, obscurus fio.

31/257

Facile come la cera a volgere verso il vizio.

32/257

Cereus in vitium flecti.

33/257

La punizione incalza la colpa.

34/257

Culpam poena premit comes.

35/257

Una lettura che sia piaciuta, piacerà anche se ripetuta dieci volte.

36/257

Lectio quae placuit semel, decies repetita placebit.

37/257

La morte è l'estremo limite delle cose.

38/257

Mors ultima linea rerum est.

39/257

Mi adopero non di servire alle cose, ma di farle mie serve.

40/257

Mihi res, non me rebus subiungere conor.

41/257

Nuoterai senza sughero.

42/257

Nabis sine cortice.

43/257

Non è concesso di sapere tutto.

44/257

Nec scire fas est omnia.

45/257

Non era il momento.

46/257

Non erat hic locus.

47/257

Imitatori, gregge di servi!

48/257

O imitatores, servum pecus!

49/257

Oh, campi, quando vi rivedrò!

50/257

O rus, quando ego te adspiciam!


Biografia di Orazio