Frasi di Orazio

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Pulvis et umbra sumus.

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Carpe diem.

3/286

Cogli l'attimo.

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Siamo polvere e ombra.

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Il cane che guastò la pelle unta d'olio non se ne astiene più.

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Canis a corio numquam absterrebitur uncto.

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Cenava... con ciò che sarebbe stato sufficiente a tre orsi.

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Cenabat... tribus ursis quod satis esset.

9/286

Chi ha cominciato ha compiuto metà dell'opera.

10/286

Dimidium facti qui coepit habet.

11/286

Trasporta l'uditorio nel mezzo della narrazione come se le premesse fossero note.

12/286

Et in medias res non secusa ac notas auditorem rapit.

13/286

Tacete!

14/286

Favete linguis!

15/286

Uno stomaco raramente digiuno disprezza i cibi volgari.

16/286

Ieiunus raro stomachus vulgaria temnit.

17/286

La morte raggiunge anche l'uomo che fugge.

18/286

Mors et fugacem persequitur virum.

19/286

La parola detta non può tornare indietro.

20/286

Nescit vox missa revertit.

21/286

O uomini forti, che spesso avete affrontato con me mali ancora maggiori, scacciate col vino le preoccupazioni.

22/286

O fortes peioraque passi mecum saepe viri, nunc vino pellite curas.

23/286

La pallida morte bussa allo stesso modo ai tuguri dei poveri e ai palazzi dei re.

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Pallida mors aequo pulsat pede pauperum tabernas regumque turres.

25/286

La capretta degli altri ha la mammella più gonfia.

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Aliena capella gerat distentius uber.

27/286

Beato chi lontano dagli affari,
come l'antica generazione dei mortli,
lavora i campi paterni coi suoi buoi,
privo di debiti.

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Beatus ille qui procul negotiis
ut prisca gens mortalium
paterna rura bobus exercet suis
solutus omni foenore.

29/286

Mi sforzo di essere conciso, divento oscuro.

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Brevis esse laboro, obscurus fio.

31/286

Facile come la cera a volgere verso il vizio.

32/286

Cereus in vitium flecti.

33/286

La punizione incalza la colpa.

34/286

Culpam poena premit comes.

35/286

Una lettura che sia piaciuta, piacerà anche se ripetuta dieci volte.

36/286

Lectio quae placuit semel, decies repetita placebit.

37/286

La morte è l'estremo limite delle cose.

38/286

Mors ultima linea rerum est.

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Mi adopero non di servire alle cose, ma di farle mie serve.

40/286

Mihi res, non me rebus subiungere conor.

41/286

Nuoterai senza sughero.

42/286

Nabis sine cortice.

43/286

Non è concesso di sapere tutto.

44/286

Nec scire fas est omnia.

45/286

Non era il momento.

46/286

Non erat hic locus.

47/286

Imitatori, gregge di servi!

48/286

O imitatores, servum pecus!

49/286

Oh, campi, quando vi rivedrò!

50/286

O rus, quando ego te adspiciam!


Biografia di Orazio