Frasi di Orazio

1/277

Pulvis et umbra sumus.

2/277

Carpe diem.

3/277

Cogli l'attimo.

4/277

Siamo polvere e ombra.

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Il cane che guastò la pelle unta d'olio non se ne astiene più.

6/277

Canis a corio numquam absterrebitur uncto.

7/277

Cenava... con ciò che sarebbe stato sufficiente a tre orsi.

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Cenabat... tribus ursis quod satis esset.

9/277

Chi ha cominciato ha compiuto metà dell'opera.

10/277

Dimidium facti qui coepit habet.

11/277

Trasporta l'uditorio nel mezzo della narrazione come se le premesse fossero note.

12/277

Et in medias res non secusa ac notas auditorem rapit.

13/277

Tacete!

14/277

Favete linguis!

15/277

Uno stomaco raramente digiuno disprezza i cibi volgari.

16/277

Ieiunus raro stomachus vulgaria temnit.

17/277

La morte raggiunge anche l'uomo che fugge.

18/277

Mors et fugacem persequitur virum.

19/277

La parola detta non può tornare indietro.

20/277

Nescit vox missa revertit.

21/277

O uomini forti, che spesso avete affrontato con me mali ancora maggiori, scacciate col vino le preoccupazioni.

22/277

O fortes peioraque passi mecum saepe viri, nunc vino pellite curas.

23/277

La pallida morte bussa allo stesso modo ai tuguri dei poveri e ai palazzi dei re.

24/277

Pallida mors aequo pulsat pede pauperum tabernas regumque turres.

25/277

La capretta degli altri ha la mammella più gonfia.

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Aliena capella gerat distentius uber.

27/277

Beato chi lontano dagli affari,
come l'antica generazione dei mortli,
lavora i campi paterni coi suoi buoi,
privo di debiti.

28/277

Beatus ille qui procul negotiis
ut prisca gens mortalium
paterna rura bobus exercet suis
solutus omni foenore.

29/277

Mi sforzo di essere conciso, divento oscuro.

30/277

Brevis esse laboro, obscurus fio.

31/277

Facile come la cera a volgere verso il vizio.

32/277

Cereus in vitium flecti.

33/277

La punizione incalza la colpa.

34/277

Culpam poena premit comes.

35/277

Una lettura che sia piaciuta, piacerà anche se ripetuta dieci volte.

36/277

Lectio quae placuit semel, decies repetita placebit.

37/277

La morte è l'estremo limite delle cose.

38/277

Mors ultima linea rerum est.

39/277

Mi adopero non di servire alle cose, ma di farle mie serve.

40/277

Mihi res, non me rebus subiungere conor.

41/277

Nuoterai senza sughero.

42/277

Nabis sine cortice.

43/277

Non è concesso di sapere tutto.

44/277

Nec scire fas est omnia.

45/277

Non era il momento.

46/277

Non erat hic locus.

47/277

Imitatori, gregge di servi!

48/277

O imitatores, servum pecus!

49/277

Oh, campi, quando vi rivedrò!

50/277

O rus, quando ego te adspiciam!


Biografia di Orazio