Frasi di Omero



1/30

È leggero il compito quando molti si dividono la fatica.

2/30

Arriverà l'estate anche per te,
è solo una questione di stagioni e di tempo.
O di persone.

3/30

Il cuore dei forti sa cedere al momento opportuno.

4/30

A volte sazio il cuore di pianto, altre volte
smetto ché del gelido pianto viene in fretta stanchezza.

5/30

Quando il potente col minor s'adira,
reprime ei, sì, del suo rancor la vampa
per alcun tempo, ma nel cuor la cova,
finché prorompa alla vendetta.

6/30

The journey is its own reward.

7/30

Ma tutti,
tutti ad un tempo non comparte Giove
i suoi doni
al mortal.

8/30

Ai numi è caro
che de' numi al voler piega la fronte.

9/30

Dei nostri affanni tristi godiamo a vicenda,
riandandoli; ché anche dei mali, passato il tempo, si gode,
chi molto ha dovuto soffrire e molto vagare.

10/30

Ospite, i sogni sono vani, inspiegabili:
non tutti si avverano, purtroppo, per gli uomini.
Due son le porte dei sogni inconsistenti:
una ha i battenti di corno, l'altra d'avorio:
quelli che vengon fuori dal candido avorio,
avvolgon d'inganni la mente, parole vane portando;
quelli invece che escon fuori dal lucido corno,
verità li incorona, se un mortale li vede.

11/30

Se due ne vanno di conserva, l'uno
fa l'altro accorto del miglior partito.
Ma d'un solo, sebben veggente e prode,
tardo è il coraggio e debole consiglio.

12/30

Quale delle foglie,
tale è la stirpe degli umani. Il vento
brumal le sparge a terra e la ricrea
la germogliante selva a primavera.
Così l'uom nasce, così muor.

13/30

Il vino mi spinge,
il vino folle, che fa cantare anche l'uomo più saggio
e lo fa ridere mollemente e lo costringe a danzare,
e tira fuori parola, che sta meglio non detta.

14/30

Oltre sua possa,
benché abbondi il voler, nessuno è forte.

15/30

Non si può certo nascondere il ventre affamato,
funesto, che tante pene dà agli uomini,
per lui s'allestiscono le navi buoni scalmi
sul mare mai stanco, a portar mali ai nemici.

16/30

Né disfare il fatto
lo stesso tonator Giove potrebbe.

17/30

E voi tutti, o Celesti, ah! Concedete
che di me degno un dì questo mio figlio
sia splendor della patria, e de' Troiani
forte e possente regnator. Deh! Fate,
che il veggendo tornar dalla battaglia,
dell'armi onusto de' nemici uccisi,
dica talun: Non fu sì forte il padre:
e il cor materno nell'udirlo esulti.

18/30

Alme più forti non nudrìa la terra;
e forti essendo, combattean co' forti.

19/30

Umano core
presto si sazia di conflitti in cui
molto miete l'acciar, poco raccoglie
il mietitor.

20/30

La fatica è la sorte di tutti e il dolore amaro è il destino di molti.

21/30

Perché sono stupidi, ecco perché. Ecco perché tutti fanno tutto.

22/30

La difficoltà non è tanto morire per un amico, quanto trovare un amico per cui valga la pena morire.

23/30

Si rivolga adesso
alla mensa il pensier; ch'anco l'afflitta
Niobe del cibo ricordossi il giorno
che dodici figliuol morti le fûro.

24/30

Odio, al par delle porte atre di Pluto,
colui ch'altro ha sul labbro, altro nel core.

25/30

Non lodarmi la morte, splendido Odisseo.
Vorrei esser bifolco, servire un padrone,
un diseredato, che non avesse ricchezza,
piuttosto che dominare su tutte l'ombre consunte.

26/30

Non parlarmi d'accordi, abbominato
nemico, ripigliò torvo il Pelide;
nessun patto tra l'uomo ed il lione,
nessuna pace tra l'eterna guerra
dell'agnello e del lupo, e tra noi due
né giuramento né amistà nessuna.

27/30

Quel canto più lodano gli uomini,
che agli uditori suona intorno più nuovo.

28/30

Perché niente è più dolce della patria e dei padri,
anche se uno, lontano, in una casa ricchissima
vive, ma in terra straniera, lontano dai padri.

29/30

Sii sia uno che parla che uno che fa.

30/30

Odioso per me come le porte dell'Ade è colui,
che alla miseria cedendo, spaccia menzogne.




Biografia di Omero