Biografia di Henri Matisse
Nazione: Francia
Henri Émile Benoît Matisse nacque a Le Cateau-Cambrésis, Francia il 31 dicembre 1869 e morì a Nizza, Francia il 3 novembre 1954. Fu pittore, disegnatore e scultore.
Crebbe a Bohain-en-Vermandois, una cittadina di tessitori nella regione della Piccardia. Suo padre, Émile Hippolyte Matisse, era un commerciante di granaglie e ferramenta, mentre la madre, Anna Gérard, si occupava di cappelli e decorava ceramiche.
Il giovane Henri era destinato a una carriera pratica: studiò diritto a Parigi, ottenne la licenza nel 1889 e tornò a Saint-Quentin per lavorare come praticante presso uno studio legale. Nulla nella sua infanzia lasciava pensare a una vocazione artistica, e la famiglia non aveva legami con il mondo della pittura.
La svolta arrivò nel 1889, quando una crisi di appendicite lo costrinse a una lunga convalescenza. Per ingannare il tempo la madre gli regalò una scatola di colori, e Matisse scoprì la pittura con un entusiasmo che raccontò più volte come una sorta di paradiso ritrovato. Nel 1891 convinse, non senza difficoltà e con la delusione del padre, la famiglia a lasciarlo partire per Parigi.
Si iscrisse all'Académie Julian, poi frequentò l'École des Beaux-Arts nello studio di Gustave Moreau, un maestro insolitamente aperto che incoraggiò gli allievi a seguire la propria sensibilità. Lì conobbe Georges Rouault, Albert Marquet, Henri Manguin e Charles Camoin, che sarebbero rimasti amici e compagni di strada.
Negli anni Novanta dell'Ottocento Matisse formò il proprio linguaggio attraverso lo studio dei maestri antichi al Louvre e l'osservazione dell'Impressionismo e di Cézanne. Nel 1898 sposò Amélie Parayre, che per decenni gli fu accanto, posando spesso come modella e gestendo la vita familiare; dalla coppia nacquero Jean e Pierre, mentre una figlia, Marguerite, era nata nel 1894 da una relazione precedente con Caroline Joblau e fu da lui accolta in famiglia.
Pur con scarse risorse, nel 1899 acquistò le Tre bagnanti di Cézanne, un dipinto che tenne con sé per quasi quarant'anni e che considerò un sostegno nei momenti di dubbio. Frequentò anche Camille Pissarro, e nel 1904 trascorse l'estate a Saint-Tropez con Paul Signac, sperimentando il divisionismo in Lusso, calma e voluttà. Fu un periodo di forte incertezza economica e interiore.
Il momento decisivo fu l'estate del 1905, trascorsa a Collioure con André Derain. Sperimentando colori puri, accesi e non descrittivi, Matisse realizzò dipinti che al Salon d'Autunno di quell'anno, nella stessa sala con Derain, Vlaminck, Marquet e altri, fecero parlare di scandalo. Il critico Louis Vauxcelles definì quegli artisti "fauves", cioè belve, e il nome rimase per indicare il movimento.
Il ritratto della moglie noto come Donna con cappello fu acquistato da Leo e Gertrude Stein, che aprirono a Matisse il loro salotto parigino. Lì incontrò Pablo Picasso, con il quale nacque un'amicizia competitiva e una rivalità creativa durata tutta la vita.
Dopo il 1906 Matisse consolidò la sua fama a livello internazionale. Il collezionista russo Sergej ŠÄ¨ukin gli commissionò nel 1909-1910 i grandi pannelli La danza e La musica, e acquistò anche opere come La stanza rossa, in cui lo spazio e la superficie si fondono in un'unica distesa di colore. Un altro collezionista russo, Ivan Morozov, acquisì a sua volta dipinti di Matisse.
Dal 1908 al 1911 tenne anche una scuola a Parigi, l'Académie Matisse, frequentata da giovani artisti di molti paesi. I viaggi in Marocco del 1912-1913, dove dipinse fra l'altro Zorah sulla terrazza, ampliarono il suo interesse per la decorazione e per le superfici piatte e colorate.
Durante la prima guerra mondiale la sua pittura divenne più severa, come mostrano Le lezioni di piano e La finestra azzurra, e dal 1917 Matisse cominciò a trascorrere lunghi periodi a Nizza, dove infine si stabilì. Gli anni Venti furono dominati da interni luminosi, finestre sul mare e dalle "odalische", figure femminili circondate da tappeti e stoffe che attingevano all'immaginario orientale.
Lavorò inoltre per i Balletti russi di Sergej Djagilev, disegnando scene e costumi per Il canto dell'usignolo nel 1920. Nel 1930-1933 realizzò per Albert Barnes, collezionista americano, un grande murale sul tema della danza per la fondazione di Merion, in Pennsylvania, un lavoro che segnò il suo ritorno a un'idea monumentale di pittura.
Nel 1932 prese al suo servizio Lydia Delectorskaya, una giovane russa che divenne assistente, modella e figura centrale della sua vita, mentre il matrimonio con Amélie si chiuse con la separazione nel 1939. Nel 1941, dopo un grave intervento per un tumore all'intestino a Lione, Matisse rimase a lungo infermo e spesso costretto a lavorare a letto o in carrozzina.
Durante l'occupazione tedesca restò in Francia e si trasferì sulle colline di Vence, a Villa Le Rêve, mentre la moglie e la figlia Marguerite parteciparono alla Resistenza e furono arrestate nel 1944, con Marguerite sottoposta a torture dalla Gestapo, un episodio che lo colpì profondamente. Guerra e malattia lo portarono a una nuova fase, in cui ridusse la pittura e sviluppò la tecnica dei "papiers découpés", fogli di carta dipinti a guazzo e poi ritagliati con le forbici, che definì un disegnare direttamente nel colore.
Con i ritagli di carta realizzò il libro "Jazz", pubblicato nel 1947 dall'editore Tériade, e molte delle opere degli ultimi anni, tra cui La tristezza del re, Nudo azzurro e La lumaca. In questi lavori il colore e la forma, ridotti ai minimi termini, raggiunsero un equilibrio che molti critici considerano il vertice della sua arte. Lo scrittore Louis Aragon, che frequentò a lungo Matisse, gli dedicò un libro, Henri Matisse, roman, mentre la cerchia dei suoi ammiratori comprendeva ormai artisti di tutte le generazioni.
Tra il 1948 e il 1951 Matisse ideò, dalla progettazione architettonica alle vetrate, ai paramenti e ai murali, la Cappella del Rosario a Vence, per un convento domenicano. L'idea nacque dall'incontro con Monique Bourgeois, che lo aveva assistito come infermiera e modella e che divenne suor Jacques-Marie. Matisse considerò la cappella il coronamento del suo lavoro, nonostante non fosse credente in senso tradizionale.
Morì a Nizza nel 1954 e fu sepolto nel cimitero di Cimiez, dove riposa tuttora; nel 1952 era stato inaugurato a Le Cateau-Cambrésis il museo a lui dedicato, e a Nizza ne esiste un altro. Con Picasso è considerato uno dei due giganti della pittura del Novecento.
Crebbe a Bohain-en-Vermandois, una cittadina di tessitori nella regione della Piccardia. Suo padre, Émile Hippolyte Matisse, era un commerciante di granaglie e ferramenta, mentre la madre, Anna Gérard, si occupava di cappelli e decorava ceramiche.
Il giovane Henri era destinato a una carriera pratica: studiò diritto a Parigi, ottenne la licenza nel 1889 e tornò a Saint-Quentin per lavorare come praticante presso uno studio legale. Nulla nella sua infanzia lasciava pensare a una vocazione artistica, e la famiglia non aveva legami con il mondo della pittura.
La svolta arrivò nel 1889, quando una crisi di appendicite lo costrinse a una lunga convalescenza. Per ingannare il tempo la madre gli regalò una scatola di colori, e Matisse scoprì la pittura con un entusiasmo che raccontò più volte come una sorta di paradiso ritrovato. Nel 1891 convinse, non senza difficoltà e con la delusione del padre, la famiglia a lasciarlo partire per Parigi.
Si iscrisse all'Académie Julian, poi frequentò l'École des Beaux-Arts nello studio di Gustave Moreau, un maestro insolitamente aperto che incoraggiò gli allievi a seguire la propria sensibilità. Lì conobbe Georges Rouault, Albert Marquet, Henri Manguin e Charles Camoin, che sarebbero rimasti amici e compagni di strada.
Negli anni Novanta dell'Ottocento Matisse formò il proprio linguaggio attraverso lo studio dei maestri antichi al Louvre e l'osservazione dell'Impressionismo e di Cézanne. Nel 1898 sposò Amélie Parayre, che per decenni gli fu accanto, posando spesso come modella e gestendo la vita familiare; dalla coppia nacquero Jean e Pierre, mentre una figlia, Marguerite, era nata nel 1894 da una relazione precedente con Caroline Joblau e fu da lui accolta in famiglia.
Pur con scarse risorse, nel 1899 acquistò le Tre bagnanti di Cézanne, un dipinto che tenne con sé per quasi quarant'anni e che considerò un sostegno nei momenti di dubbio. Frequentò anche Camille Pissarro, e nel 1904 trascorse l'estate a Saint-Tropez con Paul Signac, sperimentando il divisionismo in Lusso, calma e voluttà. Fu un periodo di forte incertezza economica e interiore.
Il momento decisivo fu l'estate del 1905, trascorsa a Collioure con André Derain. Sperimentando colori puri, accesi e non descrittivi, Matisse realizzò dipinti che al Salon d'Autunno di quell'anno, nella stessa sala con Derain, Vlaminck, Marquet e altri, fecero parlare di scandalo. Il critico Louis Vauxcelles definì quegli artisti "fauves", cioè belve, e il nome rimase per indicare il movimento.
Il ritratto della moglie noto come Donna con cappello fu acquistato da Leo e Gertrude Stein, che aprirono a Matisse il loro salotto parigino. Lì incontrò Pablo Picasso, con il quale nacque un'amicizia competitiva e una rivalità creativa durata tutta la vita.
Dopo il 1906 Matisse consolidò la sua fama a livello internazionale. Il collezionista russo Sergej ŠÄ¨ukin gli commissionò nel 1909-1910 i grandi pannelli La danza e La musica, e acquistò anche opere come La stanza rossa, in cui lo spazio e la superficie si fondono in un'unica distesa di colore. Un altro collezionista russo, Ivan Morozov, acquisì a sua volta dipinti di Matisse.
Dal 1908 al 1911 tenne anche una scuola a Parigi, l'Académie Matisse, frequentata da giovani artisti di molti paesi. I viaggi in Marocco del 1912-1913, dove dipinse fra l'altro Zorah sulla terrazza, ampliarono il suo interesse per la decorazione e per le superfici piatte e colorate.
Durante la prima guerra mondiale la sua pittura divenne più severa, come mostrano Le lezioni di piano e La finestra azzurra, e dal 1917 Matisse cominciò a trascorrere lunghi periodi a Nizza, dove infine si stabilì. Gli anni Venti furono dominati da interni luminosi, finestre sul mare e dalle "odalische", figure femminili circondate da tappeti e stoffe che attingevano all'immaginario orientale.
Lavorò inoltre per i Balletti russi di Sergej Djagilev, disegnando scene e costumi per Il canto dell'usignolo nel 1920. Nel 1930-1933 realizzò per Albert Barnes, collezionista americano, un grande murale sul tema della danza per la fondazione di Merion, in Pennsylvania, un lavoro che segnò il suo ritorno a un'idea monumentale di pittura.
Nel 1932 prese al suo servizio Lydia Delectorskaya, una giovane russa che divenne assistente, modella e figura centrale della sua vita, mentre il matrimonio con Amélie si chiuse con la separazione nel 1939. Nel 1941, dopo un grave intervento per un tumore all'intestino a Lione, Matisse rimase a lungo infermo e spesso costretto a lavorare a letto o in carrozzina.
Durante l'occupazione tedesca restò in Francia e si trasferì sulle colline di Vence, a Villa Le Rêve, mentre la moglie e la figlia Marguerite parteciparono alla Resistenza e furono arrestate nel 1944, con Marguerite sottoposta a torture dalla Gestapo, un episodio che lo colpì profondamente. Guerra e malattia lo portarono a una nuova fase, in cui ridusse la pittura e sviluppò la tecnica dei "papiers découpés", fogli di carta dipinti a guazzo e poi ritagliati con le forbici, che definì un disegnare direttamente nel colore.
Con i ritagli di carta realizzò il libro "Jazz", pubblicato nel 1947 dall'editore Tériade, e molte delle opere degli ultimi anni, tra cui La tristezza del re, Nudo azzurro e La lumaca. In questi lavori il colore e la forma, ridotti ai minimi termini, raggiunsero un equilibrio che molti critici considerano il vertice della sua arte. Lo scrittore Louis Aragon, che frequentò a lungo Matisse, gli dedicò un libro, Henri Matisse, roman, mentre la cerchia dei suoi ammiratori comprendeva ormai artisti di tutte le generazioni.
Tra il 1948 e il 1951 Matisse ideò, dalla progettazione architettonica alle vetrate, ai paramenti e ai murali, la Cappella del Rosario a Vence, per un convento domenicano. L'idea nacque dall'incontro con Monique Bourgeois, che lo aveva assistito come infermiera e modella e che divenne suor Jacques-Marie. Matisse considerò la cappella il coronamento del suo lavoro, nonostante non fosse credente in senso tradizionale.
Morì a Nizza nel 1954 e fu sepolto nel cimitero di Cimiez, dove riposa tuttora; nel 1952 era stato inaugurato a Le Cateau-Cambrésis il museo a lui dedicato, e a Nizza ne esiste un altro. Con Picasso è considerato uno dei due giganti della pittura del Novecento.
Frasi di Henri Matisse
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Creare è proprio dell'artista; dove non c'è creazione, l'arte non esiste.
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