Biografia di Carlo Maggi

Carlo Maggi
Nazione: Italia    
Carlo Maria Maggi nacque a Milano il 3 maggio 1630 e morì sempre a Milano il 22 aprile 1699. Fu scrittore e commediografo.

Carlo Maria Maggi nacque a Milano il 3 maggio 1630, figlio unico di Giovan Battista Maggi, agiato mercante di ori e di sete, e di Angela Riva, e venne alla luce nella casa avita di Porta Romana, di fronte al monastero del Lentasio.

Dopo aver ricevuto una solida educazione nella città natale, si recò a Bologna per completare gli studi universitari, conseguendo nel 1649 la laurea in utroque, cioè sia in diritto civile sia in diritto canonico, e in quel periodo ebbe modo di viaggiare in diverse parti d'Italia prima di stabilirsi definitivamente in patria.

Tornato a Milano, tra il 1656 e il 1661 si dedicò con passione allo studio delle lettere e alla poesia, componendo madrigali, ottave, idilli, tragedie, canzoni e sonetti di argomento patriottico, tra cui va annoverato il celebre Giace l'Italia abbandonata in questa..., componimento di forte afflato civile nel quale il poeta dà voce all'immagine di una patria italiana umiliata e trascurata, e che si inserisce in quel filone di poesia politico-patriottica che percorre parte della sua produzione più impegnata.

In quegli stessi anni frequentò assiduamente i più insigni letterati della capitale del Ducato lombardo e le accademie che si tenevano nelle sale private dei nobili milanesi, facendosi apprezzare tanto per la cultura quanto per la modestia e la dolcezza del carattere.

Il 14 settembre 1656 sposò Anna Maria Monticelli, dalla quale ebbe undici figli, e la sua vita si divise da quel momento tra l'attività letteraria e importanti incarichi pubblici, tra cui quello di segretario del Senato di Milano dal 1666 al 1674, di curatore dei confini, di professore di latino e greco presso le scuole palatine e di soprintendente all'università di Pavia.

Fu inoltre membro dell'Accademia della Crusca e dell'Arcadia, un riconoscimento che testimonia il prestigio di cui godette in vita: fu considerato ai suoi tempi un poeta sommo, sebbene la critica successiva abbia ridimensionato questo giudizio definendolo un poeta corretto, capace tuttavia, soprattutto nelle opere della maturità, di allontanarsi con notevole finezza dal gusto barocco e in particolare dal marinismo allora dominante, contro il quale condusse proprio attraverso le proprie liriche un'acuta opera di erosione stilistica.

Accanto alla produzione in lingua italiana e ai numerosi componimenti in latino e in greco, comprendenti melodrammi, drammi sacri, tragedie e orazioni, la parte più duratura della sua opera resta legata alla produzione dialettale, in particolare alle poesie burlesche e alle celebri commedie in lingua milanese, tra le quali spicca il Concorso de' Meneghini, grazie alle quali Maggi è considerato ancora oggi il padre della letteratura milanese moderna, avendo dato vita al personaggio di Meneghino, maschera divenuta simbolo dell'identità e del carattere popolare della città.

Il suo prestigio intellettuale gli valse anche l'amicizia e la stima di Lodovico Antonio Muratori, che gli fu vicino come amico e mecenate e che, dopo la sua morte, ne tracciò un ritratto vivace e documentato in una biografia dedicata al suo percorso artistico e ai suoi ideali.

Morì nel 1699 nella Milano in cui era nato, circondato dalla stima dei suoi concittadini. lasciando un contributo al patrimonio culturale che avrebbe continuato a nutrire per secoli la tradizione letteraria e teatrale milanese.


Frasi di Carlo Maggi

Per ora abbiamo un totale di 2 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Italia, Italia mia, questo è il mio duolo;
allor siam giunti a disperar salute,
quando pensa ciascun di campar solo.


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