Frasi di Alessandro Manzoni



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È men male l'agitarsi nel dubbio, che il riposar nell'errore.

2/45

Il raziocinio è un lume che uno può accendere quando vuole obbligar gli altri a vedere, e può soffiarci sopra, quando non vuol più veder lui.

3/45

L'uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova su un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sè altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena sta accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire, qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo insomma, a un di presso, alla storia di prima.

4/45

La collera aspira a punire: e, come osservò acutamente, a questo stesso proposito, un uomo d'ingegno, le piace più d'attribuire i mali a una perversità umana, contro cui possa far le sue vendette, che di riconoscerli da una causa, con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi.

5/45

La ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto che ogni parte abbia soltanto dell'uno e dell'altra.

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Non si può spiegare quanto sia grande l'autorità di un dotto di professione, allorché vuol dimostrare agli altri le cose di cui sono già persuasi.

7/45

Que' prudenti che s'adombrano delle virtù come de' vizi, predicano sempre che la perfezione sta nel mezzo; e il mezzo lo fissan giusto in quel punto dov'essi sono arrivati, e ci stanno comodi.

8/45

Volete aver molti in aiuto? Cercate di non averne bisogno.

9/45

Si dovrebbe pensare più a far bene che a stare bene: e così si finirebbe anche per star meglio.

10/45

La legge l'hanno fatta loro, come gli è piaciuto; e noi poverelli non possiamo capir tutto.

11/45

Il vero male non è quello che si soffre, ma quello che si fa.

12/45

Uno dei benefici dell'amicizia è avere qualcuno cui confidare un segreto.

13/45

One of the benefits of friendship is having someone we can trust with a secret.

14/45

La poesia o la letteratura in genere debbe proporsi l'utile per iscopo, il vero per soggetto e l'interessante per mezzo.

15/45

I provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi.

16/45

Non sempre ciò che vien dopo è progresso.

17/45

L'operare senza regole è il più faticoso e difficile mestiere di questo mondo.

18/45

Una risposta trionfante, di quelle risposte che, non dico risolvon le questioni, ma le mutano.

19/45

Ché non è sola lode esser sincero,
né rischio è bello senza nobil fine.

20/45

Solo nel focolare si potevan vedere i segni d'un vasto saccheggio accozzati insieme, come molte idee sottintese, in un periodo steso da un uomo di garbo.

21/45

Ahi sventura! sventura! sventura!

22/45

O tementi dell'ira ventura.

23/45

S'ode a destra uno squillo di tromba;
a sinistra risponde uno squillo:
d'ambo i lati calpesto rimbomba
da cavalli e da fanti il terren.

24/45

"Va', va', povero untorello," rispose colui: "non sarai tu quello che spianti Milano."

25/45

Torna in pianto dell'empio il gioir.
Ben talor nel superbo viaggio
non l'abbatte l'eterna vendetta;
ma lo segna; ma veglia ed aspetta;
ma lo coglie all'estremo sospir.

26/45

Tanto importava il prender Casale! Tanto par bella la lode del vincere, indipendentemente dalla cagione, dallo scopo per cui si combatta!

27/45

Beata fu mai
gente alcuna per sangue ed oltraggio?
Solo al vinto non toccano i guai;
torna in pianto dell'empio il gioir.

28/45

Per grazia del cielo, accade talvolta anche nel male quella cosa troppo frequente nel bene, che i fautori più ardenti divengano un impedimento.

29/45

Due volte nella polvere,
due volte sull'altar.

30/45

I fratelli hanno ucciso i fratelli:
questa orrenda novella vi do.

31/45

Siam fratelli; siam stretti ad un patto:
maledetto colui che l'infrange,
che s'innalza sul fianco che piange,
che contrista uno spirto immortal!

32/45

Lo sposo se n'andò, col cuore in tempesta, ripetendo sempre quelle strane parole: "a questo mondo c'è giustizia, finalmente!" Tant'è vero che un uomo sopraffatto dal dolore non sa più quel che si dica.

33/45

Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza.

34/45

Gola e vanità, due passioni che crescono con gli anni.

35/45

Con l'idee donna Prassede si regolava come dicono che si deve far con gli amici: n'aveva poche; ma a quelle poche era molto affezionata. Tra le poche, ce n'era per disgrazia molte delle storte; e non erano quelle che le fossero meno care.

36/45

Gli uomini, generalmente parlando, quando l'indegnazione non si possa sfogare senza grave pericolo, non solo dimostran meno, o tengono affatto in sé quella che sentono, ma ne senton meno in effetti.

37/45

L'ingegno imprime una forma durevole anche alle cose che non avrebbero per sé la ragion di durare.

38/45

Le parole dell'iniquo che è forte, penetrano e sfuggono. Può adirarsi che tu mostri sospetto di lui, e, nello stesso tempo, farti sentire che quello di che tu sospetti è certo: può insultare e chiamarsi offeso, schernire e chieder ragione, atterrire e lagnarsi, essere sfacciato e irreprensibile.

39/45

L'uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova sur un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s'è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire, qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo insomma, a un di presso, alla storia di prima.

40/45

Questa terra di sangue ora intrisa,
che natura dall'altre ha divisa,
e ricinta con l'alpe e col mar.

41/45

Liberi non sarem se non siam uni.

42/45

Il delitto è un padrone rigido e inflessibile, contro cui non divien forte se non chi se ne ribella interamente.

43/45

"Or bene," gli disse il bravo, all'orecchio, ma in tono solenne di comando, "questo matrimonio non s'ha da fare, né domani, né mai."

44/45

Non sapevate che, se l'uomo promette troppo spesso più che non sia per mantenere, minaccia anche non di rado, più che non s'attenti poi di commettere? Non sapevate che l'iniquità non si fonda soltanto sulle sue forze, ma anche sulla credulità e sullo spavento altrui?

45/45

Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari.




Biografia di Alessandro Manzoni