Biografia di Abraham Maslow
Nazione: Stati Uniti d'America
Abraham Harold Maslow nacque a New York il giorno 1 aprile 1908 e morì a Menlo Park, California il giorno 8 giugno 1970. Fu uno psicologo.
Era il primo di sette figli di una famiglia ebrea di immigrati originari di Kiev, in Ucraina. Il padre, Samuel, era un bottaio che con il tempo riuscì a migliorare la propria condizione economica, mentre la madre, Rose, era una donna dura e autoritaria, con la quale Abraham ebbe sempre un rapporto conflittuale.
Crebbe in un quartiere in cui era uno dei pochi ragazzi ebrei, e visse un'infanzia solitaria e infelice, segnata dalla timidezza e da un senso di inadeguatezza fisica. Trovò rifugio nei libri e passò molto tempo nelle biblioteche pubbliche, dove sviluppò una forte passione per lo studio. Frequentò la Boys High School di Brooklyn, dove si distinse per i risultati scolastici.
Nel 1926 si iscrisse al City College di New York, spinto dal padre a studiare giurisprudenza, ma ne rimase presto deluso e abbandonò il progetto. Dopo un breve periodo alla Cornell University si trasferì all'Università del Wisconsin a Madison, dove si dedicò alla psicologia.
Nel 1928 sposò la cugina Bertha Goodman, a cui era legato da tempo e con la quale ebbe due figlie. Il matrimonio ebbe un grande valore per lui: più tardi avrebbe detto che la sua vita era davvero cominciata solo dopo averla conosciuta. A Madison lavorò con Harry Harlow, un pioniere dello studio sul comportamento dei primati, e si laureò nel 1930, ottenendo il master nel 1931 e il dottorato nel 1934 con una ricerca sul dominio e sul comportamento sessuale nelle scimmie.
Dopo il dottorato tornò a New York e lavorò alla Columbia University come assistente di Edward Thorndike, uno dei protagonisti della psicologia dell'apprendimento. Nel 1937 ottenne un posto di docente al Brooklyn College, dove rimase fino al 1951. A New York conobbe molti intellettuali europei emigrati, fra cui Alfred Adler ed Erich Fromm, e soprattutto due maestri che ebbero un'enorme influenza su di lui: l'antropologa Ruth Benedict e lo psicologo della Gestalt Max Wertheimer.
Maslow ammirava entrambi per la loro profondità umana, e cominciò a prendere appunti su di loro, con l'idea di capire che cosa li rendesse persone fuori dall'ordinario. Da questo lavoro nacque il suo interesse per quelle che chiamò "persone autorealizzate".
Lo scoppio della seconda guerra mondiale lo colpì profondamente e lo spinse a interrogarsi sulle condizioni che permettono agli esseri umani di vivere in pace e di sviluppare le proprie potenzialità. In questo periodo, nel 1943, pubblicò sulla rivista Psychological Review l'articolo A theory of human motivation, in cui espose la teoria della gerarchia dei bisogni.
Secondo questa teoria, l'essere umano è mosso da bisogni disposti per livelli: dai bisogni fisiologici alla sicurezza, poi all'appartenenza e all'amore, quindi alla stima e infine all'autorealizzazione. Solo soddisfacendo i livelli inferiori l'individuo può dedicarsi a quelli superiori. Maslow non disegnò la celebre piramide con cui la teoria viene oggi rappresentata, che è un'elaborazione successiva. Sul concetto di autorealizzazione fu influenzato anche dal neurologo Kurt Goldstein.
Nel 1951 passò alla Brandeis University, nel Massachusetts, appena fondata, dove diresse il dipartimento di psicologia fino al 1969. Qui sviluppò le sue idee più note e le raccolse nel libro Motivation and personality (1954), che descrive anche le caratteristiche delle persone autorealizzate, come l'accettazione di sé, la spontaneità, la creatività e la capacità di vivere esperienze culminanti, le cosiddette peak experiences. Il libro ebbe un largo seguito, anche fuori dall'ambiente accademico. Maslow criticò sia il comportamentismo, che a suo avviso riduceva l'uomo a un insieme di risposte a stimoli, sia la psicoanalisi, perché concentrata sulla patologia e poco attenta alla salute psicologica.
Insieme ad Anthony Sutich e ad altri colleghi diede forma a quella che definì la "terza forza" della psicologia, la psicologia umanistica. Nel 1961 contribuì a fondare il Journal of Humanistic Psychology e, l'anno seguente, l'Association for Humanistic Psychology. Ebbe stretti rapporti con Carl Rogers, che condivideva molte delle sue posizioni, e in quegli anni pubblicò Toward a psychology of being (1962) e Religions, values and peak-experiences (1964), nei quali approfondì il rapporto fra psicologia, valori e spiritualità.
Nel 1962 trascorse un periodo in California presso un'azienda, la Non-Linear Systems di Andrew Kay, e da quell'esperienza trasse Eupsychian management (1965), poi ripubblicato come Maslow on management, in cui applicò le sue idee all'organizzazione del lavoro. Questo ne fece uno dei punti di riferimento della teoria del management. Nel 1966 pubblicò The psychology of science.
Nel 1967 ebbe un grave attacco di cuore, che lo costrinse a rallentare i ritmi. Nel 1968 fu eletto presidente dell'American Psychological Association, il riconoscimento più prestigioso della sua carriera. Negli ultimi anni rivide in parte la propria teoria e aggiunse un livello ulteriore all'autorealizzazione, l'autotrascendenza, legata a valori che superano l'individuo, come la bellezza e la verità. Nel 1969 lasciò Brandeis per trasferirsi a Menlo Park, in California, dove la Laughlin Charitable Foundation gli offrì la possibilità di dedicarsi interamente allo studio e alla scrittura.
Morì nel 1970 a Menlo Park, per un infarto, mentre faceva jogging. Dopo la sua morte furono pubblicati altri scritti, fra cui The farther reaches of human nature (1971). Le sue idee ebbero un'influenza enorme sulla psicologia, sull'educazione, sul management e sulla cultura popolare, e la gerarchia dei bisogni è ancora oggi uno dei modelli più citati delle scienze sociali.
Gli studiosi lo hanno però anche criticato: la teoria si baserebbe su un numero limitato di casi, soprattutto uomini occidentali di alto livello culturale, e la sequenza dei bisogni non è stata confermata con regolarità dalle ricerche empiriche successive.
Era il primo di sette figli di una famiglia ebrea di immigrati originari di Kiev, in Ucraina. Il padre, Samuel, era un bottaio che con il tempo riuscì a migliorare la propria condizione economica, mentre la madre, Rose, era una donna dura e autoritaria, con la quale Abraham ebbe sempre un rapporto conflittuale.
Crebbe in un quartiere in cui era uno dei pochi ragazzi ebrei, e visse un'infanzia solitaria e infelice, segnata dalla timidezza e da un senso di inadeguatezza fisica. Trovò rifugio nei libri e passò molto tempo nelle biblioteche pubbliche, dove sviluppò una forte passione per lo studio. Frequentò la Boys High School di Brooklyn, dove si distinse per i risultati scolastici.
Nel 1926 si iscrisse al City College di New York, spinto dal padre a studiare giurisprudenza, ma ne rimase presto deluso e abbandonò il progetto. Dopo un breve periodo alla Cornell University si trasferì all'Università del Wisconsin a Madison, dove si dedicò alla psicologia.
Nel 1928 sposò la cugina Bertha Goodman, a cui era legato da tempo e con la quale ebbe due figlie. Il matrimonio ebbe un grande valore per lui: più tardi avrebbe detto che la sua vita era davvero cominciata solo dopo averla conosciuta. A Madison lavorò con Harry Harlow, un pioniere dello studio sul comportamento dei primati, e si laureò nel 1930, ottenendo il master nel 1931 e il dottorato nel 1934 con una ricerca sul dominio e sul comportamento sessuale nelle scimmie.
Dopo il dottorato tornò a New York e lavorò alla Columbia University come assistente di Edward Thorndike, uno dei protagonisti della psicologia dell'apprendimento. Nel 1937 ottenne un posto di docente al Brooklyn College, dove rimase fino al 1951. A New York conobbe molti intellettuali europei emigrati, fra cui Alfred Adler ed Erich Fromm, e soprattutto due maestri che ebbero un'enorme influenza su di lui: l'antropologa Ruth Benedict e lo psicologo della Gestalt Max Wertheimer.
Maslow ammirava entrambi per la loro profondità umana, e cominciò a prendere appunti su di loro, con l'idea di capire che cosa li rendesse persone fuori dall'ordinario. Da questo lavoro nacque il suo interesse per quelle che chiamò "persone autorealizzate".
Lo scoppio della seconda guerra mondiale lo colpì profondamente e lo spinse a interrogarsi sulle condizioni che permettono agli esseri umani di vivere in pace e di sviluppare le proprie potenzialità. In questo periodo, nel 1943, pubblicò sulla rivista Psychological Review l'articolo A theory of human motivation, in cui espose la teoria della gerarchia dei bisogni.
Secondo questa teoria, l'essere umano è mosso da bisogni disposti per livelli: dai bisogni fisiologici alla sicurezza, poi all'appartenenza e all'amore, quindi alla stima e infine all'autorealizzazione. Solo soddisfacendo i livelli inferiori l'individuo può dedicarsi a quelli superiori. Maslow non disegnò la celebre piramide con cui la teoria viene oggi rappresentata, che è un'elaborazione successiva. Sul concetto di autorealizzazione fu influenzato anche dal neurologo Kurt Goldstein.
Nel 1951 passò alla Brandeis University, nel Massachusetts, appena fondata, dove diresse il dipartimento di psicologia fino al 1969. Qui sviluppò le sue idee più note e le raccolse nel libro Motivation and personality (1954), che descrive anche le caratteristiche delle persone autorealizzate, come l'accettazione di sé, la spontaneità, la creatività e la capacità di vivere esperienze culminanti, le cosiddette peak experiences. Il libro ebbe un largo seguito, anche fuori dall'ambiente accademico. Maslow criticò sia il comportamentismo, che a suo avviso riduceva l'uomo a un insieme di risposte a stimoli, sia la psicoanalisi, perché concentrata sulla patologia e poco attenta alla salute psicologica.
Insieme ad Anthony Sutich e ad altri colleghi diede forma a quella che definì la "terza forza" della psicologia, la psicologia umanistica. Nel 1961 contribuì a fondare il Journal of Humanistic Psychology e, l'anno seguente, l'Association for Humanistic Psychology. Ebbe stretti rapporti con Carl Rogers, che condivideva molte delle sue posizioni, e in quegli anni pubblicò Toward a psychology of being (1962) e Religions, values and peak-experiences (1964), nei quali approfondì il rapporto fra psicologia, valori e spiritualità.
Nel 1962 trascorse un periodo in California presso un'azienda, la Non-Linear Systems di Andrew Kay, e da quell'esperienza trasse Eupsychian management (1965), poi ripubblicato come Maslow on management, in cui applicò le sue idee all'organizzazione del lavoro. Questo ne fece uno dei punti di riferimento della teoria del management. Nel 1966 pubblicò The psychology of science.
Nel 1967 ebbe un grave attacco di cuore, che lo costrinse a rallentare i ritmi. Nel 1968 fu eletto presidente dell'American Psychological Association, il riconoscimento più prestigioso della sua carriera. Negli ultimi anni rivide in parte la propria teoria e aggiunse un livello ulteriore all'autorealizzazione, l'autotrascendenza, legata a valori che superano l'individuo, come la bellezza e la verità. Nel 1969 lasciò Brandeis per trasferirsi a Menlo Park, in California, dove la Laughlin Charitable Foundation gli offrì la possibilità di dedicarsi interamente allo studio e alla scrittura.
Morì nel 1970 a Menlo Park, per un infarto, mentre faceva jogging. Dopo la sua morte furono pubblicati altri scritti, fra cui The farther reaches of human nature (1971). Le sue idee ebbero un'influenza enorme sulla psicologia, sull'educazione, sul management e sulla cultura popolare, e la gerarchia dei bisogni è ancora oggi uno dei modelli più citati delle scienze sociali.
Gli studiosi lo hanno però anche criticato: la teoria si baserebbe su un numero limitato di casi, soprattutto uomini occidentali di alto livello culturale, e la sequenza dei bisogni non è stata confermata con regolarità dalle ricerche empiriche successive.
Frasi di Abraham Maslow
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Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
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Il bisogno che ha l'uomo di essere amato e rispettato è altrettanto sacro che il suo bisogno di verità.
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