Frasi di Stanisław Jerzy Lec

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In cima ad ogni vetta si è sull'orlo di un abisso.

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Ad alcuni per essere felici manca davvero soltanto la felicità.

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Anche se a una mucca dai da bere del cacao non ne mungerai cioccolata.

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Aveva la coscienza pulita. Mai usata.

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Chi porta il paraocchi, si ricordi che del completo fanno parte il morso e la sferza.

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Ci saranno sempre degli esquimesi pronti a dettare le norme su come devono comportarsi gli abitanti del Congo durante la calura.

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Gli uomini hanno i riflessi lenti; in genere capiscono solo nelle generazioni successive.

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Chi tiene l'acqua in bocca abbia almeno la creanza di non sputarla poi sugli altri.

9/174

Il gallo canta persino la mattina in cui finisce in pentola.

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Al momento del confronto il cadavere non ha saputo riconoscere il proprio assassino.

11/174

Anche il male vuol solo il nostro bene.

12/174

Anche quando viene chiusa la bocca, la domanda resta aperta.

13/174

C'è chi vorrebbe capire ciò in cui crede, e chi vorrebbe credere in ciò che capisce.

14/174

Che l'uomo sia lacerato dal cielo e dalla terra, pazienza, ma il peggio è che alla fine del cielo vuole il brandello che è stato strappato dall'inferno, e l'inferno è affamato di quello conquistato dal cielo.

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Chissà che cosa avrebbe scoperto Colombo se l'America non gli avesse sbarrato la strada.

16/174

Ci si può sputare addosso senza aprire la bocca.

17/174

Dimmi con chi dormi e ti dirò chi sogni.

18/174

È facile dire: "Eccomi!" Bisogna anche esserci.

19/174

È forse per scontare il fatto che non credo nell'anima, che ne sono privo?

20/174

È una croce mettere d'accordo due coordinate.

21/174

Frequentare i nani deforma la spina dorsale.

22/174

Ho avuto un incubo: l'ipertrofia della burocrazia in uno Stato che ha appena liquidato l'analfabetismo.

23/174

Ho sognato la realtà. Che sollievo, svegliarsi!

24/174

I poeti sono come i bambini: quando siedono a una scrivania, non toccano terra coi piedi.

25/174

Il gambero arrossisce dopo la morte. Che finezza esemplare, in una vittima!

26/174

Il momento in cui si riconosce la propria mancanza di talento è un lampo di genio.

27/174

Il peggior sporco è quello morale: istiga a un bagno di sangue.

28/174

Il condannato non è mai all'altezza della forca.

29/174

In principio era il Verbo – e alla fine le chiacchiere.

30/174

L'uomo aumenta di prezzo, che è lui stesso a pagare.

31/174

L'uomo: persona non grata.

32/174

La prima condizione dell'immortalità è la morte.

33/174

La Rivoluzione francese ha dimostrato che restano sconfitti coloro che perdono la testa.

34/174

La verità viene sempre a galla. Per questo deve subito prendere il largo.

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Le stupidaggini di una data epoca per la scienza delle epoche successive sono importanti quanto le sue saggezze.

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Molti che avevano preceduto il proprio tempo, hanno poi dovuto aspettarlo in locali piuttosto scomodi.

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Non butti i guanti chi ha le mani sporche.

38/174

Non chiedere a Dio la via per il cielo; ti indicherà la più difficile.

39/174

Non siate crudeli, non raddolcite la vita ai masochisti!

40/174

Orribile è il bavaglio spalmato di miele.

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Produrre uomini è conveniente? Bisognerebbe sapere quale percentuale sarà vendibile!

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Quando il nemico si strofina le mani, è il momento buono. Abbi libere le tue.

43/174

Quello? È di un'ignoranza enciclopedica!

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Se abbattete i monumenti, risparmiate i piedistalli. Potranno sempre servire.

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Se si potesse scontare la morte dormendola a rate!

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Si può chiudere un occhio sulla realtà, ma non sui ricordi.

47/174

Si può seguire coerentemente uno scopo per tutta una vita, se quello si sposta di continuo.

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Sono molti a starsene con le dita nel naso mentre la nazione vive i suoi momenti storici. E per lo più questi signori provengono da famiglie nelle quali il mettere le dita nel naso è considerato una cosa orribile.

49/174

Tra un amore e l'altro, ci vuole una quarantena con un terzo.

50/174

Tutto è illusione. Compresa la frase precedente.


Biografia di Stanisław Jerzy Lec