Biografia di Jacques Lacan
Nazione: Francia
Jacques Lacan nacque a Parigi il 13 aprile 1901 e morì sempre a Parigi il 9 settembre 1981. Fu psicoanalista e psichiatra.
Nacque in una famiglia cattolica borghese di origini conservatrici, figlio di Alfred Lacan, commerciante di olio e aceto, e di Émilie Bahy-Lacane, in un contesto che lo immerse presto in un ambiente intellettuale nonostante le radici provinciali dei genitori.
Fin dalla giovinezza mostrò un'intelligenza vivace e ribelle, studiando dapprima al Collège Stanislas, un istituto gesuita, dove entrò in contatto con la filosofia e la letteratura, per poi iscriversi alla Facoltà di Medicina nel 1920, orientandosi verso la psichiatria sotto l'influenza di figure come Gaëtan de Clérambault, internista presso la polizia parigina dal 1928 al 1929, che lo introdusse all'analisi dei neologismi psicotici e all'automatismo mentale.
Nel 1932 sostenne la sua tesi di dottorato De la psychose paranoïaque dans ses rapports avec la personnalité, basata sul caso clinico di Aimée, una donna paranoica che aveva tentato di uccidere una rivale, un lavoro che integrava psichiatria, surrealismo e prime intuizioni psicoanalitiche influenzate da Freud, segnando il passaggio dalla pratica medica convenzionale alla psicoanalisi.
Negli anni '30, dopo un'analisi personale con Rudolph Loewenstein, entrò nella Société Psychanalytique de Paris (SPP) nel 1934, diventando membro titolare nel 1938 con una conferenza sul concetto di "impulso". Nel frattempo frequentava circoli surrealisti e hegeliani, incrociando intellettuali come Georges Bataille e Alexandre Kojève nei suoi corsi al King College, e sviluppando l'idea di un inconscio strutturato come un linguaggio alla luce della linguistica saussuriana.
Nel 1936 presentò al Congresso Internazionale di Marienbad lo scritto Lo stadio dello specchio, concetto chiave che descrive la formazione dell'io tra i 6 e i 18 mesi attraverso l'identificazione con l'immagine speculare, inaugurando la nozione di "io frammentato" e ponendo le basi per i suoi Tre Ordini, Immaginario, Simbolico e Reale, opponendosi al narcisismo dell'ego freudiano.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, intensificò le sue lezioni settimanali a Parigi, attirando discepoli come François Dolto e Daniel Lagache, ma nel 1953, espulso dalla SPP per i suoi metodi non ortodossi e le sessioni brevi, fondò con loro la Société Française de Psychanalyse (SFP), rompendo anche con l'International Psychoanalytical Association.
Negli anni '50 e '60, Lacan rielaborò Freud attraverso strutturalismo, topologia e matematica, insegnando seminari privati presso la Clinique Henri Ey e poi al Sainte-Anne dal 1953 al 1964, dove elaborò concetti come il Nome-del-Padre e il significante dell'Altro, collaborando con linguisti come Roman Jakobson e filosofi come Louis Althusser.
Nel 1964 dissolse la SFP e fondò l'École Freudienne de Paris, di cui fu l'unico analysant, organizzando sedute di "cartello" collettive, mentre nel 1971 dibatté pubblicamente con Michel Foucault alla Catholic University of Louvain su natura umana e istituzioni.
Tra le sue opere principali spiccano i Seminari annuali trascritti (come il Seminario XI I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi del 1964 e il XX Ancora del 1972-1973 sul femminile e il godimento), oltre a Écrits pubblicato nel 1966, raccolta di saggi che sintetizza la sua "rivoluzione copernicana" del soggetto come barrato e decentrato dal linguaggio. Sciolse l'École nel 1980 con la celebre lettera Ainsi soit-il, e morì il 9 settembre 1981 a Parigi per un tumore, lasciando un'eredità controversa che influenzò filosofia post-strutturalista, critica letteraria e teoria politica.
Nacque in una famiglia cattolica borghese di origini conservatrici, figlio di Alfred Lacan, commerciante di olio e aceto, e di Émilie Bahy-Lacane, in un contesto che lo immerse presto in un ambiente intellettuale nonostante le radici provinciali dei genitori.
Fin dalla giovinezza mostrò un'intelligenza vivace e ribelle, studiando dapprima al Collège Stanislas, un istituto gesuita, dove entrò in contatto con la filosofia e la letteratura, per poi iscriversi alla Facoltà di Medicina nel 1920, orientandosi verso la psichiatria sotto l'influenza di figure come Gaëtan de Clérambault, internista presso la polizia parigina dal 1928 al 1929, che lo introdusse all'analisi dei neologismi psicotici e all'automatismo mentale.
Nel 1932 sostenne la sua tesi di dottorato De la psychose paranoïaque dans ses rapports avec la personnalité, basata sul caso clinico di Aimée, una donna paranoica che aveva tentato di uccidere una rivale, un lavoro che integrava psichiatria, surrealismo e prime intuizioni psicoanalitiche influenzate da Freud, segnando il passaggio dalla pratica medica convenzionale alla psicoanalisi.
Negli anni '30, dopo un'analisi personale con Rudolph Loewenstein, entrò nella Société Psychanalytique de Paris (SPP) nel 1934, diventando membro titolare nel 1938 con una conferenza sul concetto di "impulso". Nel frattempo frequentava circoli surrealisti e hegeliani, incrociando intellettuali come Georges Bataille e Alexandre Kojève nei suoi corsi al King College, e sviluppando l'idea di un inconscio strutturato come un linguaggio alla luce della linguistica saussuriana.
Nel 1936 presentò al Congresso Internazionale di Marienbad lo scritto Lo stadio dello specchio, concetto chiave che descrive la formazione dell'io tra i 6 e i 18 mesi attraverso l'identificazione con l'immagine speculare, inaugurando la nozione di "io frammentato" e ponendo le basi per i suoi Tre Ordini, Immaginario, Simbolico e Reale, opponendosi al narcisismo dell'ego freudiano.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, intensificò le sue lezioni settimanali a Parigi, attirando discepoli come François Dolto e Daniel Lagache, ma nel 1953, espulso dalla SPP per i suoi metodi non ortodossi e le sessioni brevi, fondò con loro la Société Française de Psychanalyse (SFP), rompendo anche con l'International Psychoanalytical Association.
Negli anni '50 e '60, Lacan rielaborò Freud attraverso strutturalismo, topologia e matematica, insegnando seminari privati presso la Clinique Henri Ey e poi al Sainte-Anne dal 1953 al 1964, dove elaborò concetti come il Nome-del-Padre e il significante dell'Altro, collaborando con linguisti come Roman Jakobson e filosofi come Louis Althusser.
Nel 1964 dissolse la SFP e fondò l'École Freudienne de Paris, di cui fu l'unico analysant, organizzando sedute di "cartello" collettive, mentre nel 1971 dibatté pubblicamente con Michel Foucault alla Catholic University of Louvain su natura umana e istituzioni.
Tra le sue opere principali spiccano i Seminari annuali trascritti (come il Seminario XI I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi del 1964 e il XX Ancora del 1972-1973 sul femminile e il godimento), oltre a Écrits pubblicato nel 1966, raccolta di saggi che sintetizza la sua "rivoluzione copernicana" del soggetto come barrato e decentrato dal linguaggio. Sciolse l'École nel 1980 con la celebre lettera Ainsi soit-il, e morì il 9 settembre 1981 a Parigi per un tumore, lasciando un'eredità controversa che influenzò filosofia post-strutturalista, critica letteraria e teoria politica.
Frasi di Jacques Lacan
Per ora abbiamo un totale di 2 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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L'amore è donare quello che non si ha a qualcuno che non lo vuole.
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