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Da un legno così storto com'è quello di cui è fatto l'uomo non si può ricavare nulla di perfettamente dritto.
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Il bello è il simbolo del bene morale.
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La mancanza di capacità di giudizio è ciò che viene chiamato stupidità, e per una tale mancanza non vi è niente che possa aiutare.
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La moralità non è propriamente la dottrina del come renderci felici, ma di come dovremo diventare degni di possedere la felicità.
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È esattamente conoscendo i propri limiti che la filosofia esiste.
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Opera in modo che la massima della tua volontà possa sempre valere in ogni tempo come principio di una legislazione universale.
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La ragione scorge soltanto ciò che essa stessa produce secondo il suo disegno.
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Agisci dunque in modo da trattare l'umanità, così nella tua persona come nella persona di ogni altro, sempre nello stesso tempo come un fine, e mai semplicemente come un mezzo.
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L'autonomia della volontà è il principio unico di tutte le leggi morali e dei doveri che vi sono conformi.
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Una volontà libera e una volontà sottomessa a leggi morali, sono una sola e stessa cosa.
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Di tutto ciò che è possibile concepire nel mondo, e persino in generale fuori del mondo, non v'è nulla che possa essere considerato buono senza restrizioni, tranne soltanto la buona volontà.
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Assicurare la propria felicità è un dovere, perché il fatto di non essere contenti del proprio stato, potrebbe facilmente diventare una grande tentazione di mancare ai propri doveri.
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Il vero infinito non può essere carpito nell'esperienza.
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L'errore non è mai ritenuto più utile della verità; ma spesso l'incertezza sì.
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Tutte le azioni relative al diritto altrui la cui massima non sia suscettibile di esser resa pubblica sono ingiuste.
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L'uomo va trattato sempre come un fine e mai come un mezzo.
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Pazienta per un poco: le calunnie non vivono a lungo. La verità è figlia del tempo: tra non molto essa apparirà per vendicare i tuoi torti.
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La ragion pura è di per se stessa pratica e dà all'uomo una legge universale, che noi chiamiamo legge morale.
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Un prodotto organizzato della natura è un prodotto dove tutto è reciprocamente fine e mezzo; in esso, nulla d'inutile, privo di scopo, o dovuto a un cieco meccanismo naturale.
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L'etica non è esattamente la dottrina che ci insegna come essere felici, ma quella che ci insegna come possiamo fare per renderci degni della felicità.
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V'è un unico imperativo categorico, ed è questo: agisci come se la massima della tua azione dovesse essere eretta dalla tua volontà a legge universale.
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L'uomo non può essere partecipe della felicità o dell'infelicità altrui fin tanto che non si sente egli stesso soddisfatto.
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Non consideriamo mai obbligatorie le nostre azioni perché sono ordinate da Dio; al contrario, ci sembrano ordinate da Dio perché ci sono imposte da una nostra legge interiore.