Biografia di Ben Jonson
Nazione: Regno Unito
Benjamin Jonson nacque a Londra il giorno 11 giugno 1572 e morì sempre a Londra il 6 agosto 1637. Fu attore teatrale, drammaturgo e poeta.
Figlio postumo di un ministro scozzese, fu educato dal padrastro muratore che lo avviò al mestiere di apprendista prima che ottenesse una borsa di studio alla Westminster School sotto William Camden, dove apprese classici latini e greci che segnarono il suo stile neoclassico.
Fin dalla giovinezza mostrò un temperamento ribelle e colto, arruolandosi volontario nell'esercito olandese contro gli spagnoli intorno al 1591, dove uccise in duello un nobile turco, esperienza che infuse realismo nelle sue opere drammatiche.
Tornato a Londra nel 1597, esordì come attore e drammaturgo con The Isle of Dogs in collaborazione con Thomas Nashe, che gli valse l'arresto per satira politica, e poco dopo uccise un attore rivale in duello, sfuggendo alla pena capitale grazie al beneficio del clero ma marchiandosi con la "T" di ladro sul pollice.
Nel 1598 ottenne il primo trionfo con Every man in his humour, commedia degli "umori" rappresentata dalla compagnia di Shakespeare al Globe Theatre, dove lo stesso Shakespeare recitò. Nel 1601 scrisse Poetaster contro i rivali teatrali e la tragedia Sejanus his fall (1603) con Chapman e Shakespeare, per la quale venne imprigionato brevemente per irriverenza storica.
Protetto da re Giacomo I che lo nominò poeta laureato nel 1616 e gli concesse una pensione, Jonson raggiunse l'apice con le grandi commedie satiriche Volpone (1606), capolavoro morale su avidità e corruzione, Epicoene, or the silent woman (1609), farsa sui falsi puritani, The alchemist (1610), satira dell'alchimia e della credulità londinese, e Bartholomew Fair (1614), affresco popolare della fiera.
Frequentò la Mermaid Tavern con il "Tribune di Apollo", circolo di intellettuali che includeva Shakespeare, con cui ebbe rapporti ambivalenti di ammirazione e rivalità, dedicandosi anche a mascherate di corte come The masque of blackness (1605) con Inigo Jones e poesie come To Penshurst (1612), celebrazione della vita di campagna.
Colpito da paralisi dopo un grave incendio nel 1623 che distrusse il suo studio, visse in povertà scrivendo The staple of news (1626) e The magnetic lady (1632), mentre compilava il Folio delle sue opere nel 1616. Alla sua morte fu sepolto nella Poets' Corner dell'abbazia di Westminster con l'epitaffio "O rare Ben Jonson" pagato dagli amici.
Figlio postumo di un ministro scozzese, fu educato dal padrastro muratore che lo avviò al mestiere di apprendista prima che ottenesse una borsa di studio alla Westminster School sotto William Camden, dove apprese classici latini e greci che segnarono il suo stile neoclassico.
Fin dalla giovinezza mostrò un temperamento ribelle e colto, arruolandosi volontario nell'esercito olandese contro gli spagnoli intorno al 1591, dove uccise in duello un nobile turco, esperienza che infuse realismo nelle sue opere drammatiche.
Tornato a Londra nel 1597, esordì come attore e drammaturgo con The Isle of Dogs in collaborazione con Thomas Nashe, che gli valse l'arresto per satira politica, e poco dopo uccise un attore rivale in duello, sfuggendo alla pena capitale grazie al beneficio del clero ma marchiandosi con la "T" di ladro sul pollice.
Nel 1598 ottenne il primo trionfo con Every man in his humour, commedia degli "umori" rappresentata dalla compagnia di Shakespeare al Globe Theatre, dove lo stesso Shakespeare recitò. Nel 1601 scrisse Poetaster contro i rivali teatrali e la tragedia Sejanus his fall (1603) con Chapman e Shakespeare, per la quale venne imprigionato brevemente per irriverenza storica.
Protetto da re Giacomo I che lo nominò poeta laureato nel 1616 e gli concesse una pensione, Jonson raggiunse l'apice con le grandi commedie satiriche Volpone (1606), capolavoro morale su avidità e corruzione, Epicoene, or the silent woman (1609), farsa sui falsi puritani, The alchemist (1610), satira dell'alchimia e della credulità londinese, e Bartholomew Fair (1614), affresco popolare della fiera.
Frequentò la Mermaid Tavern con il "Tribune di Apollo", circolo di intellettuali che includeva Shakespeare, con cui ebbe rapporti ambivalenti di ammirazione e rivalità, dedicandosi anche a mascherate di corte come The masque of blackness (1605) con Inigo Jones e poesie come To Penshurst (1612), celebrazione della vita di campagna.
Colpito da paralisi dopo un grave incendio nel 1623 che distrusse il suo studio, visse in povertà scrivendo The staple of news (1626) e The magnetic lady (1632), mentre compilava il Folio delle sue opere nel 1616. Alla sua morte fu sepolto nella Poets' Corner dell'abbazia di Westminster con l'epitaffio "O rare Ben Jonson" pagato dagli amici.
Frasi di Ben Jonson
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Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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L'Arte ha una nemica chiamata Ignoranza.
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