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Scrivere consente di mettere il proprio pensiero come in aspettativa, a disposizione di coloro, donne e uomini, che oggi o domani potranno ascoltarlo.
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Non basta guardare insieme nelle stessa direzione, occorre farlo in un modo che non abolisca le differenze ma le renda alleate.
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Se andiamo per la strada dell'abolizione della differenza sessuale, non ci sarà un futuro per l'umanità.
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L'attrazione sessuale è ciò che ci può facilitare il passaggio dai bisogni individuali legati alla sopravvivenza a una condivisione con l'altro.
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La prostituzione partecipa della sorte riservata alla sessualità nella nostra cultura: esiste a patto che non si sappia, che non si manifesti in quanto tale.
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Questo è il paradosso legato alla prostituzione: esiste a condizione che non si sappia e che non si veda che esiste.
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Per promuovere un mondo nuovo, c'è bisogno di pensiero.
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La politica, per non dire la democrazia, dovrebbe essere un affare di convivenza civile fra le persone prima di essere un affare di rivalità per il possesso, il potere, la poltrona.
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La differenza sessuale si colloca alla confluenza tra natura e cultura. Ma le civiltà patriarcali hanno a tal punto ridotto il valore del femminile che la loro realtà e la loro descrizione del mondo sono inesatte. Così, invece di restare un genere differente, il femminile è diventato, nelle nostre lingue, il non maschile, ossia una realtà astratta inesistente.
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Coltivare la felicità per noi e tra noi: è il nostro primo dovere democratico.
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La perdita di vita proviene da un'assenza di coltivazione della vita stessa.
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È necessario coltivare e sviluppare identità e soggettività femminili, senza rinunciare a se stesse.
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Anche se è per natura pubblica, la prostituzione dovrebbe allora rimanere invisibile.