Biografia di Shih Hu

Shih Hu
Nazione: Cina    
Hu Shih nacque a Shanghai, Cina il 17 dicembre 1891 e morì a Taipei, Taiwan il 24 febbraio 1962. Fu scrittore e diplomatico.

Il padre, un letterato originario dell'Anhui, prestava servizio come funzionario governativo, e morì quando Hu Shih aveva appena quattro anni, ma il bambino era già un prodigio precoce, capace a quell'età di riconoscere circa mille caratteri cinesi. Fu affidato per l'istruzione allo zio e a un cugino nel villaggio natale della famiglia, dove ricevette un'educazione classica tradizionale, studiando i testi confuciani e leggendo con passione anche la narrativa popolare in lingua vernacolare, una passione che avrebbe influenzato profondamente le sue future battaglie culturali.

Nel 1904 si trasferì a Shanghai in cerca di un'istruzione più moderna, dedicando alcuni anni allo studio dell'inglese, della matematica e delle scienze accanto alle materie tradizionali. Nel 1910, all'età di diciannove anni, vinse per concorso una borsa di studio governativa cinese che gli permise di recarsi negli Stati Uniti.

Fu ammesso alla Cornell University, dapprima come studente di agraria, disciplina scelta perché ritenuta utile alla "salvezza" tecnica della Cina, ma già nel 1912 passò alla facoltà di Arti e Scienze, dedicandosi alla filosofia e alla letteratura.

Alla Cornell fu eletto membro della Phi Beta Kappa nel 1913, si laureò nel 1914 e fu anche presidente del Cosmopolitan Club, l'associazione internazionale degli studenti stranieri; in quel periodo iniziò inoltre a promuovere l'uso della lingua vernacolare scritta cinese, contribuendo anche alla nascita delle collezioni di testi dell'Asia orientale della biblioteca dell'ateneo.

Durante il primo anno di studi filosofici post-laurea alla Cornell Hu Shih scoprì gli scritti di John Dewey sull'esperimentalismo, un incontro intellettuale che ne avrebbe segnato per sempre il pensiero. Nel 1915 si trasferì alla Columbia University per studiare direttamente sotto la guida di Dewey, discutendo nel 1917 la tesi di dottorato The development of the logical method in ancient China, nella quale rintracciava tendenze pragmatiche già nel pensiero cinese antico.

Il legame con Dewey non fu solo accademico: Hu Shih ne divenne l'interprete personale quando il filosofo americano si recò in Cina, e fu proprio lui a organizzare l'invito che portò Dewey a tenere un ciclo di conferenze nel paese, seguito poi da analoghi inviti rivolti ad altri intellettuali di fama internazionale come Bertrand Russell e Rabindranath Tagore.

Negli anni americani Hu Shih strinse anche un legame sentimentale con l'artista Edith Clifford Williams, pioniera dell'astrattismo americano, con la quale mantenne una fitta corrispondenza; nel dicembre del 1917, tornato in patria, sposò invece Jiang Dongxiu, una donna analfabeta e dai piedi fasciati scelta anni prima dalla famiglia secondo la tradizione, un matrimonio combinato che, sorprendentemente, sarebbe durato tutta la vita.

Una volta rientrato in Cina, si unì attivamente al movimento della Nuova Cultura, collaborando con la rivista Nuova gioventù ("Xin Qingnian"), attorno alla quale si riunivano gli intellettuali progressisti cinesi che criticavano aspramente la letteratura classica e il vecchio sistema educativo e sociale del paese. Già dal 1916 aveva lanciato quella che sarebbe passata alla storia come la "Rivoluzione letteraria", sostenendo con forza l'adozione della lingua parlata, il baihua, al posto del cinese classico per la scrittura letteraria e scientifica.

Nonostante una strenua opposizione, questa battaglia ebbe successo e contribuì in maniera decisiva a liberare la letteratura cinese moderna dai vincoli della lingua classica. Divenne così una delle figure guida del Movimento del Quattro Maggio del 1919, l'anno in cui scrisse anche il dramma Il grande evento della vita, opera pionieristica ispirata ai modelli del teatro occidentale.

Nel 1923 fondò la "Società della Luna Crescente", un circolo letterario e culturale che riuniva scrittori e intellettuali di orientamento liberale. Negli anni successivi si affermò come il principale esponente del liberalismo politico nella Cina repubblicana, applicando la metodologia pragmatica di Dewey alla rivalutazione critica dell'intero patrimonio culturale cinese, e fu tra i primi a impiegare metodi scientifici occidentali nello studio filologico della letteratura tradizionale cinese, incoraggiando i colleghi a formulare ipotesi audaci ma a sostenerle sempre con prove rigorose.

Nel 1938, con la Cina già impegnata nella guerra contro il Giappone, fu nominato ambasciatore cinese negli Stati Uniti, incarico che ricoprì fino al 1942, contribuendo a rafforzare i legami diplomatici tra i due paesi durante uno dei periodi più drammatici della storia cinese moderna. Terminata la guerra, nel 1945 fu nominato rettore della National Peking University, incarico che mantenne fino al 1948, prima che la vittoria comunista nella guerra civile lo costringesse, come molti altri intellettuali legati al governo nazionalista, a lasciare la Cina continentale.

Negli ultimi anni della sua vita Hu Shih si stabilì infine a Taiwan, dove nel 1957 fu nominato presidente dell'Academia Sinica, la più prestigiosa istituzione accademica cinese, carica che mantenne fino alla morte.

Nel corso della sua vita fu insignito di numerosi dottorati onorari da università di tutto il mondo, tra cui quello dell'Università di Hong Kong nel 1935, a riconoscimento di una carriera in cui aveva saputo essere al tempo stesso pensatore, educatore, riformatore linguistico e diplomatico, sempre fedele a un ideale di libertà di pensiero, razionalità e dignità umana, e sostenitore instancabile della libertà politica e della democrazia da una posizione indipendente e non partigiana. Morì a Taipei all'età di settant'anni.


Frasi di Shih Hu

Per ora abbiamo un totale di 6 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Solo quando ci rendiamo conto che non esistono verità eterne, immutevoli o assolute, possiamo destare in noi stessi il senso di una responsabilità intellettuale.


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