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Un eroe non può essere eroe se non in un mondo eroico.
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Non dobbiamo parlar sempre nella piazza del mercato di ciò che ci accade nel bosco.
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Un male fatto, simboleggiato da qualcosa o no, diventa una maledizione.
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L'onta risiede nella consumazione del peccato, non nella sua confessione.
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La vita è fatta di marmo e di fango.
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Nessuno può indossare troppo a lungo una faccia in privato e un'altra davanti alla gente senza trovarsi alla fine a non sapere più quale è quella vera.
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Ovunque ci siano un cuore e una mente, i malanni del corpo si tingono delle loro particolarità.
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Sii sincero! Sii sincero! Mostra liberamente al mondo, se non il tuo aspetto peggiore, per lo meno qualche tratto da cui si possa dedurre il peggio.
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Questa massima fra le consolazioni mortali, che deriviamo dalla transitorietà di tutte le cose, dal diritto di dire in ogni situazione: "Anche questo passerà."
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In gioventù gli uomini sono portati a scrivere cose più sagge di quelle che veramente sanno o sentono; e potrebbero impiegare non oziosamente il resto della vita a rendersi conto e convincersi della saggezza di ciò che dissero tanto tempo innanzi.
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L'esattezza è sorella gemella dell'onestà.
L'inesattezza della disonestà.
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Quale altro carcere è scuro come il nostro cuore! Quale carceriere così inesorabile come il nostro io!
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Dovunque vi siano un cuore e un intelletto, le malattie del corpo che li ospita riflettono le loro peculiarità.
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Nessuno può, per un periodo che non sia brevissimo, "portare" una faccia da mostrare a se stesso e un'altra da mostrare alla folla, senza alla fine trovarsi nella condizione di non capire più quale possa essere la vera.
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Fra tutti gli eventi che costituiscono la biografia di una persona, non ce n'è uno con cui il mondo si riconcili così facilmente come la sua morte.
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Nessuno, penso, dovrebbe leggere poesie, o guardare quadri o statue, se non vi sa trovare molto di più di quanto il poeta o l'artista vi abbiano effettivamente espresso.