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Tutta la coscienza è coscienza di qualcosa.
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L'unico modo di investigare il senso di ciò che si manifesta è considerarlo come correlato di coscienza, come oggetto di intenzione.
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L'esperienza in sé non è scienza.
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L'uomo che ha gustato una volta i frutti della filosofia, che ha imparato a conoscere i suoi sistemi, e che allora, immancabilmente, li ha ammirati come i beni più alti della cultura, non può più rinunciare alla filosofia e al filosofare.
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La coscienza desta, la vita desta, è un vivere andando incontro, un vivere che dall'"ora", va incontro al nuovo "ora". Il tempo è la forma ineliminabile delle realtà individuali.
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Il tempo è la forma ineliminabile delle realtà individuali.
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Nessun filosofo del passato infatti ha contribuito in modo così decisivo al senso della fenomenologia come il maggior pensatore francese, Renato Cartesio. È lui che la fenomenologia deve onorare come suo patriarca.
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Siamo completamente sprovvisti di una scienza razionale sull'uomo e sulla comunità umana.
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Il termine Europa allude evidentemente all'unità di una vita, di un'azione, di un lavoro spirituale.
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Le idee, queste nuove e meravigliose formazioni di senso prodotte da singole persone, nascondono dentro di sé infinità intenzionali.
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La nozione di Dio subisce per così dire una logicizzazione, diventa cioè un rappresentante del logos assoluto.