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Lo Stato non professa un'etica, ma esercita un'azione politica.
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La storia insegna la fecondità del sacrificio, celebra il trionfo della spiritualità, si serve di tutti gli egoismi per affermare una integrità sociale.
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La storia è sempre più complessa dei programmi.
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Senza conservatori e senza rivoluzionari, l'Italia è diventata la patria naturale del costume demagogico.
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La tribù preoccupa più del capo.
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Bisogna pure che ci sia chi si sacrifica, chi insegue, con avido amore, il suo ideale etico.
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Il fascismo ha vinto le democrazie senza combatterle.
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Sola la vittoria tramuta a posteriori l'utopia in realismo.
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Nessun cambiamento può avvenire se non parte dal basso, mai concesso né elargito, se non nasce nelle coscienze come autonoma e creatrice volontà di rinnovarsi e di rinnovare.
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In regime di stampa imbavagliata il vero articolista è il lettore: egli deve leggere tra le righe.
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Ammiro l'intolleranza e odio il settarismo.
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Non può essere morale chi è indifferente. L'onestà consiste nell'avere idee e crederci e farne centro e scopo di se stessi.
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In pratica le cose in Italia non cambiano mai, cambiano i nomi e le occasioni della storia, ma, in definitiva, i nostri mali e i nostri vizi rimangono sempre desolatamente uguali.
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Chi sa combattere è degno di libertà.