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Ogni civiltà è un dialogo con la morte.
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Ogni nuova generazione accusa le generazioni precedenti di non aver redento l'uomo. Ma l'abiezione con cui la nuova generazione si adatta al mondo, dopo il fallimento di turno, è proporzionale alla veemenza delle sue accuse.
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Ogni scrittore glossa all'infinito il suo breve testo originale.
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Ogni verità è tensione tra evidenze contrarie che esigono simultaneo rispetto.
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Ogni verità va dalla carne alla carne.
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Pensare come i nostri contemporanei è la ricetta della prosperità e della stupidità.
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Per Dio non ci sono che individui.
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Per il lettore che sa leggere tutta la letteratura è contemporanea.
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Per sfidare Dio l'uomo gonfia il proprio vuoto.
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Più che ragioni per credere, ci sono ragioni per dubitare del dubbio.
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Pochi uomini sopporterebbero la propria vita se non si sentissero vittime della sorte.
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Predicano le verità in cui credono o le verità in cui credono di dover credere?