Frasi di Nicolás Gómez Dávila



1/35

I libri seri non istruiscono, interrogano.

2/35

Civiltà è tutto quello che l'università non può insegnare.

3/35

La stampa non si propone di informare il lettore, bensì di persuaderlo del fatto di essere informato.

4/35

Al volgo non interessa essere libero, ma credersi tale.

5/35

Chi scrive per convincere mente sempre.

6/35

L'idea del "libero sviluppo della personalità" sembra degna di ammirazione finché non incappa in individui la cui personalità si è sviluppata liberamente.

7/35

La forma sublime del disprezzo è il perdono.

8/35

Chi vede diffondersi le proprie idee deve sospettare che siano traditrici.

9/35

Immaginare è percepire ciò che sfugge alla percezione ordinaria.

10/35

L'intelligenza si inventa coerenze per dormire sonni tranquilli. Fin quando non irrompe l'assurdo.

11/35

Lascia stare le tue dimostrazioni. Non ascolto la tua predica, ma la tua voce.

12/35

Ogni soddisfazione è una forma di oblio.

13/35

Lo stile è un ordine cui l'uomo sottomette il caos.

14/35

Il nome con cui siamo conosciuti è solo il più noto dei nostri pseudonimi.

15/35

Le vere opere d'arte stanno alle spalle del proprio tempo, come proiettili dimenticati in un campo di battaglia.

16/35

Vorremmo che certi dipinti ci invitassero dentro il quadro per partecipare al loro modo di essere.

17/35

Rifiutare di stupirsi è il contrassegno della bestia.

18/35

Le celebrità del nostro tempo sono impregnate dell'odore dei laboratori pubblicitari che le fabbricano.

19/35

Il mito emenda la precisione del concetto.

20/35

Non vorremmo limitarci ad accarezzare il corpo amato, ma essere la carezza stessa.

21/35

Il mondo non è un argomento del poeta, ma il dizionario delle sue metafore.

22/35

Autentico scrittore non è chi, in un incontro casuale, ci tiene una concione con voce esotica da commensale stravagante, ma chi ci interpella con la stessa voce con cui parliamo a noi stessi nella nostra solitudine.

23/35

Il pensiero è indefinito in entrambe le direzioni: non conosce conclusioni ultime, né princìpi primi.

24/35

Tutti si sentono superiori a quello che fanno perché si credono superiori a quello che sono. Nessuno crede di essere quel poco che è in realtà.

25/35

Nell'intimità della lettura il grande scrittore non sembra limitarci, ma completarci.

26/35

"Riconciliazione dell'uomo con sé stesso": la più sicura definizione della stupidità.

27/35

Il politico, in una democrazia, si muta in buffone del popolo sovrano.

28/35

Arte classica è quella in cui il sostantivo si leva con l'autorità di una statua.

29/35

Un libro che non abbia Dio, o l'assenza di Dio, come protagonista clandestino, è privo d'interesse.

30/35

L'amore per la povertà è da cristiani, ma l'adulazione del povero è mera tecnica di reclutamento elettorale.

31/35

Ciò che è reale non è razionale e ciò che è razionale non è reale.

32/35

Nietzsche sarebbe l'unico abitante nobile di un mondo derelitto. Solo la sua scelta potrebbe esporsi senza vergogna alla resurrezione di Dio.

33/35

Nessuno sa esattamente cosa vuole finché il suo avversario non glielo spiega.

34/35

Non appena le norme che ci rendono civili si allentano, il popolo servile, che grugnisce in ciascuno di noi, scatena i suoi torvi appetiti.

35/35

Non c'è cosa più deprimente dell'appartenere a una moltitudine nello spazio. Né più esaltante dell'appartenere a una moltitudine nel tempo.




Biografia di Nicolás Gómez Dávila