Frasi di Nicolás Gómez Dávila



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I libri seri non istruiscono, interrogano.

2/33

Civiltà è tutto quello che l'università non può insegnare.

3/33

La stampa non si propone di informare il lettore, bensì di persuaderlo del fatto di essere informato.

4/33

Al volgo non interessa essere libero, ma credersi tale.

5/33

Chi scrive per convincere mente sempre.

6/33

L'idea del "libero sviluppo della personalità" sembra degna di ammirazione finché non incappa in individui la cui personalità si è sviluppata liberamente.

7/33

La forma sublime del disprezzo è il perdono.

8/33

Chi vede diffondersi le proprie idee deve sospettare che siano traditrici.

9/33

Immaginare è percepire ciò che sfugge alla percezione ordinaria.

10/33

L'intelligenza si inventa coerenze per dormire sonni tranquilli. Fin quando non irrompe l'assurdo.

11/33

Lascia stare le tue dimostrazioni. Non ascolto la tua predica, ma la tua voce.

12/33

Ogni soddisfazione è una forma di oblio.

13/33

Lo stile è un ordine cui l'uomo sottomette il caos.

14/33

Il nome con cui siamo conosciuti è solo il più noto dei nostri pseudonimi.

15/33

Le vere opere d'arte stanno alle spalle del proprio tempo, come proiettili dimenticati in un campo di battaglia.

16/33

Vorremmo che certi dipinti ci invitassero dentro il quadro per partecipare al loro modo di essere.

17/33

Rifiutare di stupirsi è il contrassegno della bestia.

18/33

Le celebrità del nostro tempo sono impregnate dell'odore dei laboratori pubblicitari che le fabbricano.

19/33

Il mito emenda la precisione del concetto.

20/33

Non vorremmo limitarci ad accarezzare il corpo amato, ma essere la carezza stessa.

21/33

Il mondo non è un argomento del poeta, ma il dizionario delle sue metafore.

22/33

Autentico scrittore non è chi, in un incontro casuale, ci tiene una concione con voce esotica da commensale stravagante, ma chi ci interpella con la stessa voce con cui parliamo a noi stessi nella nostra solitudine.

23/33

Il pensiero è indefinito in entrambe le direzioni: non conosce conclusioni ultime, né princìpi primi.

24/33

Tutti si sentono superiori a quello che fanno perché si credono superiori a quello che sono. Nessuno crede di essere quel poco che è in realtà.

25/33

Nell'intimità della lettura il grande scrittore non sembra limitarci, ma completarci.

26/33

"Riconciliazione dell'uomo con sé stesso": la più sicura definizione della stupidità.

27/33

Il politico, in una democrazia, si muta in buffone del popolo sovrano.

28/33

Arte classica è quella in cui il sostantivo si leva con l'autorità di una statua.

29/33

Un libro che non abbia Dio, o l'assenza di Dio, come protagonista clandestino, è privo d'interesse.

30/33

L'amore per la povertà è da cristiani, ma l'adulazione del povero è mera tecnica di reclutamento elettorale.

31/33

Ciò che è reale non è razionale e ciò che è razionale non è reale.

32/33

Nietzsche sarebbe l'unico abitante nobile di un mondo derelitto. Solo la sua scelta potrebbe esporsi senza vergogna alla resurrezione di Dio.

33/33

Nessuno sa esattamente cosa vuole finché il suo avversario non glielo spiega.




Biografia di Nicolás Gómez Dávila