Frasi di Nicolás Gómez Dávila



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I libri seri non istruiscono, interrogano.

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Civiltà è tutto quello che l'università non può insegnare.

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La stampa non si propone di informare il lettore, bensì di persuaderlo del fatto di essere informato.

4/36

Al volgo non interessa essere libero, ma credersi tale.

5/36

Chi scrive per convincere mente sempre.

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L'idea del "libero sviluppo della personalità" sembra degna di ammirazione finché non incappa in individui la cui personalità si è sviluppata liberamente.

7/36

La forma sublime del disprezzo è il perdono.

8/36

Chi vede diffondersi le proprie idee deve sospettare che siano traditrici.

9/36

Immaginare è percepire ciò che sfugge alla percezione ordinaria.

10/36

L'intelligenza si inventa coerenze per dormire sonni tranquilli. Fin quando non irrompe l'assurdo.

11/36

Lascia stare le tue dimostrazioni. Non ascolto la tua predica, ma la tua voce.

12/36

Ogni soddisfazione è una forma di oblio.

13/36

Lo stile è un ordine cui l'uomo sottomette il caos.

14/36

Il nome con cui siamo conosciuti è solo il più noto dei nostri pseudonimi.

15/36

Le vere opere d'arte stanno alle spalle del proprio tempo, come proiettili dimenticati in un campo di battaglia.

16/36

Vorremmo che certi dipinti ci invitassero dentro il quadro per partecipare al loro modo di essere.

17/36

Rifiutare di stupirsi è il contrassegno della bestia.

18/36

Le celebrità del nostro tempo sono impregnate dell'odore dei laboratori pubblicitari che le fabbricano.

19/36

Il mito emenda la precisione del concetto.

20/36

Non vorremmo limitarci ad accarezzare il corpo amato, ma essere la carezza stessa.

21/36

Il mondo non è un argomento del poeta, ma il dizionario delle sue metafore.

22/36

Autentico scrittore non è chi, in un incontro casuale, ci tiene una concione con voce esotica da commensale stravagante, ma chi ci interpella con la stessa voce con cui parliamo a noi stessi nella nostra solitudine.

23/36

Il pensiero è indefinito in entrambe le direzioni: non conosce conclusioni ultime, né princìpi primi.

24/36

Tutti si sentono superiori a quello che fanno perché si credono superiori a quello che sono. Nessuno crede di essere quel poco che è in realtà.

25/36

Nell'intimità della lettura il grande scrittore non sembra limitarci, ma completarci.

26/36

"Riconciliazione dell'uomo con sé stesso": la più sicura definizione della stupidità.

27/36

Il politico, in una democrazia, si muta in buffone del popolo sovrano.

28/36

Arte classica è quella in cui il sostantivo si leva con l'autorità di una statua.

29/36

Un libro che non abbia Dio, o l'assenza di Dio, come protagonista clandestino, è privo d'interesse.

30/36

L'amore per la povertà è da cristiani, ma l'adulazione del povero è mera tecnica di reclutamento elettorale.

31/36

Ciò che è reale non è razionale e ciò che è razionale non è reale.

32/36

Nietzsche sarebbe l'unico abitante nobile di un mondo derelitto. Solo la sua scelta potrebbe esporsi senza vergogna alla resurrezione di Dio.

33/36

Nessuno sa esattamente cosa vuole finché il suo avversario non glielo spiega.

34/36

Non appena le norme che ci rendono civili si allentano, il popolo servile, che grugnisce in ciascuno di noi, scatena i suoi torvi appetiti.

35/36

Non c'è cosa più deprimente dell'appartenere a una moltitudine nello spazio. Né più esaltante dell'appartenere a una moltitudine nel tempo.

36/36

Non c'è fraternità politica che valga un odio condiviso.




Biografia di Nicolás Gómez Dávila