Biografia di Kenneth Grahame
Nazione: Regno Unito
Kenneth Grahame nacque a Edimburgo, Scozia il giorno 8 marzo 1859 e morì a Pangbourne, Inghilterra il 6 luglio 1932. Fu uno scrittore.
Era il terzo di quattro figli di un avvocato scozzese. Quando aveva poco più di un anno il padre ottenne l'incarico di sceriffo sostituto ad Inveraray, sul Loch Fyne, e la famiglia si trasferì in quella regione, dove il piccolo Kenneth sviluppò un amore precoce per il mare e per la vita all'aperto.
La sua infanzia, tuttavia, fu segnata da un lutto precocissimo: quando aveva appena cinque anni la madre morì di scarlattina, e il padre, che soffriva di problemi di alcolismo, affidò lui e i fratelli, Helen, Willie e il piccolo Roland appena nato, alle cure della nonna materna, conosciuta in famiglia come "Granny Ingle". Da quel momento il padre uscì quasi del tutto dalla vita dei figli, e Kenneth non lo avrebbe più rivisto se non in un'unica, breve occasione.
I bambini crebbero così nella casa della nonna, "The Mount", a Cookham Dean, nel Berkshire, un'ampia dimora un po' malandata ma immersa in una campagna idilliaca; fu lo zio David Ingles, curato della chiesa locale, a far conoscere ai nipoti le rive del Tamigi e il piacere di andare in barca, un'esperienza che secondo il biografo Peter Green avrebbe fornito l'ambientazione di fondo per il romanzo che lo avrebbe reso celebre decenni più tardi.
All'età di nove anni Kenneth fu mandato in collegio, alla St Edward's School di Oxford, dove si distinse come studente brillante; sperava di poter proseguire gli studi all'Università di Oxford, ma lo zio che si occupava delle sue finanze non fu disposto a sostenerne le spese, e il sogno accademico svanì.
Nel 1879 Grahame entrò così come impiegato alla Banca d'Inghilterra, un'istituzione alla quale sarebbe rimasto legato per tutta la vita lavorativa, fino a diventarne segretario dopo diciannove anni di servizio. Fu proprio in quegli anni, nelle ore serali sottratte al lavoro d'ufficio, che iniziò a scrivere, inviando i propri testi a riviste come il St Edward's Chronicle, il National Observer, la St James Gazette e The Yellow Book; il suo primo racconto pubblicato, By a northern furrow, uscì nel 1888.
Negli anni Novanta dell'Ottocento pubblicò alcuni dei suoi primi volumi, tra cui la raccolta di saggi Pagan papers (1893) e le due raccolte di racconti The golden age (1895) e Dream days (1898), quest'ultima contenente anche il racconto che lo avrebbe reso famoso al di fuori della cerchia dei suoi primi lettori, Il drago riluttante; tutti questi libri, incentrati sull'infanzia e sull'innocenza del mondo dei bambini, ottennero un buon successo sia di pubblico sia di critica.
Nel 1899 Grahame sposò Elspeth Thomson, una donna più anziana di lui, dalla quale ebbe l'anno successivo l'unico figlio, Alastair, nato cieco da un occhio e afflitto per tutta la breve vita da problemi di salute. Fu proprio per intrattenere il figlioletto, soprannominato in famiglia "Mouse", che Grahame iniziò a inventare, come racconti della buonanotte, le storie di animali antropomorfi che vivevano lungo un fiume, storie che negli anni successivi avrebbe messo per iscritto dando vita al proprio capolavoro.
Un episodio drammatico segnò gli ultimi anni della sua carriera bancaria: nel 1903 un uomo, poi rivelatosi affetto da turbe mentali, fece irruzione alla Banca d'Inghilterra armato di rivoltella e sparò alcuni colpi, ferendo Grahame; l'episodio contribuì, insieme ad altri problemi di salute e ad alcuni dissapori con i propri collaboratori, alla decisione di lasciare definitivamente l'incarico nel 1908.
Fu proprio in quell'anno che, dopo che diversi editori avevano rifiutato il manoscritto giudicandolo un seguito troppo debole rispetto ai libri precedenti, uscì finalmente Il vento nei salici, il romanzo per cui Grahame è oggi universalmente ricordato, con i personaggi di Talpa, Ratto, Tasso e il vanitoso Rospo, capace di conquistare tanto i bambini quanto i lettori adulti.
Il libro ottenne un sostegno inaspettato quando l'anno seguente l'ex presidente americano Theodore Roosevelt, che lo aveva letto e riletto fino a considerarne i personaggi vecchi amici, ne convinse l'editore Scribner a pubblicarlo negli Stati Uniti, contribuendo in maniera decisiva al suo successo internazionale.
Ritiratosi con la moglie nella casa della propria infanzia a Blewbury, nel Berkshire, Grahame trascorse quasi un quarto di secolo in una tranquilla vita di campagna, senza però mai scrivere un altro libro dopo Il vento nei salici. Questa esistenza appartata fu duramente colpita nel 1920 dalla morte del figlio Alastair, che, già segnato da una salute cagionevole, da espulsioni da due collegi e da un esaurimento nervoso, e ormai studente a Oxford senza riuscire a starvi al passo, morì investito da un treno all'età di vent'anni, in circostanze che molti biografi hanno considerato un suicidio.
Kenneth Grahame morì a Pangbourne, nel Berkshire, il 6 luglio 1932, lasciando un'unica, indelebile eredità letteraria: un libro nato come favola della buonanotte per un figlio fragile e amatissimo, capace di trasformare in un classico universale la nostalgia per un mondo di rive fluviali, boschi selvaggi e amicizie senza tempo, forse proprio perché lo stesso Grahame, segnato fin da bambino da lutti e abbandoni, non aveva mai smesso di cercare rifugio in quell'infanzia perduta.
Era il terzo di quattro figli di un avvocato scozzese. Quando aveva poco più di un anno il padre ottenne l'incarico di sceriffo sostituto ad Inveraray, sul Loch Fyne, e la famiglia si trasferì in quella regione, dove il piccolo Kenneth sviluppò un amore precoce per il mare e per la vita all'aperto.
La sua infanzia, tuttavia, fu segnata da un lutto precocissimo: quando aveva appena cinque anni la madre morì di scarlattina, e il padre, che soffriva di problemi di alcolismo, affidò lui e i fratelli, Helen, Willie e il piccolo Roland appena nato, alle cure della nonna materna, conosciuta in famiglia come "Granny Ingle". Da quel momento il padre uscì quasi del tutto dalla vita dei figli, e Kenneth non lo avrebbe più rivisto se non in un'unica, breve occasione.
I bambini crebbero così nella casa della nonna, "The Mount", a Cookham Dean, nel Berkshire, un'ampia dimora un po' malandata ma immersa in una campagna idilliaca; fu lo zio David Ingles, curato della chiesa locale, a far conoscere ai nipoti le rive del Tamigi e il piacere di andare in barca, un'esperienza che secondo il biografo Peter Green avrebbe fornito l'ambientazione di fondo per il romanzo che lo avrebbe reso celebre decenni più tardi.
All'età di nove anni Kenneth fu mandato in collegio, alla St Edward's School di Oxford, dove si distinse come studente brillante; sperava di poter proseguire gli studi all'Università di Oxford, ma lo zio che si occupava delle sue finanze non fu disposto a sostenerne le spese, e il sogno accademico svanì.
Nel 1879 Grahame entrò così come impiegato alla Banca d'Inghilterra, un'istituzione alla quale sarebbe rimasto legato per tutta la vita lavorativa, fino a diventarne segretario dopo diciannove anni di servizio. Fu proprio in quegli anni, nelle ore serali sottratte al lavoro d'ufficio, che iniziò a scrivere, inviando i propri testi a riviste come il St Edward's Chronicle, il National Observer, la St James Gazette e The Yellow Book; il suo primo racconto pubblicato, By a northern furrow, uscì nel 1888.
Negli anni Novanta dell'Ottocento pubblicò alcuni dei suoi primi volumi, tra cui la raccolta di saggi Pagan papers (1893) e le due raccolte di racconti The golden age (1895) e Dream days (1898), quest'ultima contenente anche il racconto che lo avrebbe reso famoso al di fuori della cerchia dei suoi primi lettori, Il drago riluttante; tutti questi libri, incentrati sull'infanzia e sull'innocenza del mondo dei bambini, ottennero un buon successo sia di pubblico sia di critica.
Nel 1899 Grahame sposò Elspeth Thomson, una donna più anziana di lui, dalla quale ebbe l'anno successivo l'unico figlio, Alastair, nato cieco da un occhio e afflitto per tutta la breve vita da problemi di salute. Fu proprio per intrattenere il figlioletto, soprannominato in famiglia "Mouse", che Grahame iniziò a inventare, come racconti della buonanotte, le storie di animali antropomorfi che vivevano lungo un fiume, storie che negli anni successivi avrebbe messo per iscritto dando vita al proprio capolavoro.
Un episodio drammatico segnò gli ultimi anni della sua carriera bancaria: nel 1903 un uomo, poi rivelatosi affetto da turbe mentali, fece irruzione alla Banca d'Inghilterra armato di rivoltella e sparò alcuni colpi, ferendo Grahame; l'episodio contribuì, insieme ad altri problemi di salute e ad alcuni dissapori con i propri collaboratori, alla decisione di lasciare definitivamente l'incarico nel 1908.
Fu proprio in quell'anno che, dopo che diversi editori avevano rifiutato il manoscritto giudicandolo un seguito troppo debole rispetto ai libri precedenti, uscì finalmente Il vento nei salici, il romanzo per cui Grahame è oggi universalmente ricordato, con i personaggi di Talpa, Ratto, Tasso e il vanitoso Rospo, capace di conquistare tanto i bambini quanto i lettori adulti.
Il libro ottenne un sostegno inaspettato quando l'anno seguente l'ex presidente americano Theodore Roosevelt, che lo aveva letto e riletto fino a considerarne i personaggi vecchi amici, ne convinse l'editore Scribner a pubblicarlo negli Stati Uniti, contribuendo in maniera decisiva al suo successo internazionale.
Ritiratosi con la moglie nella casa della propria infanzia a Blewbury, nel Berkshire, Grahame trascorse quasi un quarto di secolo in una tranquilla vita di campagna, senza però mai scrivere un altro libro dopo Il vento nei salici. Questa esistenza appartata fu duramente colpita nel 1920 dalla morte del figlio Alastair, che, già segnato da una salute cagionevole, da espulsioni da due collegi e da un esaurimento nervoso, e ormai studente a Oxford senza riuscire a starvi al passo, morì investito da un treno all'età di vent'anni, in circostanze che molti biografi hanno considerato un suicidio.
Kenneth Grahame morì a Pangbourne, nel Berkshire, il 6 luglio 1932, lasciando un'unica, indelebile eredità letteraria: un libro nato come favola della buonanotte per un figlio fragile e amatissimo, capace di trasformare in un classico universale la nostalgia per un mondo di rive fluviali, boschi selvaggi e amicizie senza tempo, forse proprio perché lo stesso Grahame, segnato fin da bambino da lutti e abbandoni, non aveva mai smesso di cercare rifugio in quell'infanzia perduta.
Frasi di Kenneth Grahame
Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Le scimmie, con molto buon senso, si astengono dal parlare, per timore che le costringano a guadagnarsi da vivere.
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