Frasi di Johann Wolfgang von Goethe

51/73

La tolleranza dovrebbe essere una frase transitoria. Deve portare al rispetto. Tollerare è offendere.

52/73

Il vecchio perde una fra le principali prerogative dell'uomo, quella di essere giudicato dai propri pari.

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Un vecchio è sempre un re Lear.

54/73

Il vero è una fiaccola, ma una fiaccola gigantesca; perciò tutti cerchiamo di scivolarle accanto stringendo le palpebre, presi perfino dal timore di bruciarci.

55/73

Chi è nell'errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza.

56/73

Cara, chi oserà
dire: "Io credo in Dio?"
Puoi domandare a preti o a savi
e la risposta sembrerà prendere in giro
chi ha fatto la domanda.

57/73

Tutto è più semplice di quanto pensi ed allo stesso tempo più complesso di quanto immagini.

58/73

Il più sciocco fra tutti gli errori è quando giovani pur intelligenti credono di perdere la loro originalità se riconoscono quelle verità che già da altri sono state riconosciute.

59/73

Se è vero che la giovinezza è un difetto, ce ne correggiamo in fretta.

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Quale governo, si domanda, è il migliore? Quello che c'insegna a governarci da soli!

61/73

Chi crede nell'immortalità si goda la sua felicità in silenzio; non ha nessun motivo di darsi delle arie.

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I fortunati prendono dunque l'infelice per un gladiatore che debba morire con grazia sotto i loro occhi, come esigeva la plebe romana?

63/73

Certo, l'Inferno ha molte gole, molte!
Condizione sociale e dignità comportano
modi diversi d'essere inghiottiti.

64/73

Quel che è detto intelligenza
spesso è piuttosto vanità, limitazione.

65/73

Leggi e diritti si ereditano
come un'eterna malattia. Si strascicano
da una generazione all'altra, si propagano
di luogo in luogo, piano piano.
La ragione diventa assurdità,
il pubblico vantaggio una calamità:
che disgrazia essere un postero!

66/73

La letteratura nazionale non significa più molto, è tempo che si instauri una letteratura mondiale.

67/73

Senti come sussurra questo soffio d'amore. L'unica mia gioia è il tuo volere.

68/73

Una raccolta di aneddoti e massime è per l'uomo di mondo un grande tesoro, se egli sa spargere opportunamente i primi nella conversazione e ricordarsi delle seconde nelle circostanze convenienti.

69/73

La mediocrità non ha consolazione più grande del pensiero che il genio non è immortale

70/73

Solo i poveracci sono modesti.

71/73

Se le scimmie sapessero annoiarsi, potrebbero diventare uomini.

72/73

Dimmi chi frequenti, e ti dirò chi sei, e se so di che cosa ti occupi, saprò che cosa puoi diventare.

73/73

Un'opposizione che non ha limiti diventa insulsa.


Biografia di Johann Wolfgang von Goethe