Frasi di Johann Wolfgang von Goethe

51/86

La tolleranza dovrebbe essere una frase transitoria. Deve portare al rispetto. Tollerare è offendere.

52/86

Il vecchio perde una fra le principali prerogative dell'uomo, quella di essere giudicato dai propri pari.

53/86

Un vecchio è sempre un re Lear.

54/86

Il vero è una fiaccola, ma una fiaccola gigantesca; perciò tutti cerchiamo di scivolarle accanto stringendo le palpebre, presi perfino dal timore di bruciarci.

55/86

Chi è nell'errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza.

56/86

Cara, chi oserà
dire: "Io credo in Dio?"
Puoi domandare a preti o a savi
e la risposta sembrerà prendere in giro
chi ha fatto la domanda.

57/86

Tutto è più semplice di quanto pensi ed allo stesso tempo più complesso di quanto immagini.

58/86

Il più sciocco fra tutti gli errori è quando giovani pur intelligenti credono di perdere la loro originalità se riconoscono quelle verità che già da altri sono state riconosciute.

59/86

Se è vero che la giovinezza è un difetto, ce ne correggiamo in fretta.

60/86

Quale governo, si domanda, è il migliore? Quello che c'insegna a governarci da soli!

61/86

Chi crede nell'immortalità si goda la sua felicità in silenzio; non ha nessun motivo di darsi delle arie.

62/86

I fortunati prendono dunque l'infelice per un gladiatore che debba morire con grazia sotto i loro occhi, come esigeva la plebe romana?

63/86

Certo, l'Inferno ha molte gole, molte!
Condizione sociale e dignità comportano
modi diversi d'essere inghiottiti.

64/86

Quel che è detto intelligenza
spesso è piuttosto vanità, limitazione.

65/86

Leggi e diritti si ereditano
come un'eterna malattia. Si strascicano
da una generazione all'altra, si propagano
di luogo in luogo, piano piano.
La ragione diventa assurdità,
il pubblico vantaggio una calamità:
che disgrazia essere un postero!

66/86

La letteratura nazionale non significa più molto, è tempo che si instauri una letteratura mondiale.

67/86

Senti come sussurra questo soffio d'amore. L'unica mia gioia è il tuo volere.

68/86

Una raccolta di aneddoti e massime è per l'uomo di mondo un grande tesoro, se egli sa spargere opportunamente i primi nella conversazione e ricordarsi delle seconde nelle circostanze convenienti.

69/86

La mediocrità non ha consolazione più grande del pensiero che il genio non è immortale

70/86

Solo i poveracci sono modesti.

71/86

Se le scimmie sapessero annoiarsi, potrebbero diventare uomini.

72/86

Dimmi chi frequenti, e ti dirò chi sei, e se so di che cosa ti occupi, saprò che cosa puoi diventare.

73/86

Un'opposizione che non ha limiti diventa insulsa.

74/86

Gli scrittori più originali dei nostri giorni non sono quelli che portano qualcosa di nuovo, ma quelli che sanno dire cose risapute come se non fossero mai state dette.

75/86

Chi pretende di rimproverare a un autore la sua oscurità farebbe bene a guardare prima dentro di sé per vedere se vi fa ben chiaro. Nella penombra, anche una scrittura chiarissima diventa illeggibile.

76/86

Il papato ha interessi a cose che noi neppure pensiamo, e mezzi di perseguirli dei quali non abbiamo idea.

77/86

Un arcobaleno che dura un quarto d'ora non lo si guarda più.

78/86

Chi non sente amore deve imparare ad adulare, altrimenti non può cavarsela nel mondo.

79/86

Lasciaci vedere come gli dei sono lieti.

80/86

Solo è allegro chi può dare.

81/86

Non si può vivere per tutti, e soprattutto non per quelli con cui non si vorrebbe vivere.

82/86

Gli anni sono come i libri sibillini: più se ne consuma, più diventano preziosi.

83/86

Ho trovato fra le mie carte un foglio in cui definisco l'architettura musica congelata.

84/86

Non c'è via più sicura per evadere dal mondo, che l'arte; ma non c'è legame più sicuro con esso che l'arte.

85/86

Nell'arte, abbastanza buono è l'ottimo.

86/86

Ognuno vede nel mondo
ciò che porta nel cuore.


Biografia di Johann Wolfgang von Goethe