51/70
La tolleranza dovrebbe essere una frase transitoria. Deve portare al rispetto. Tollerare è offendere.
52/70
Il vecchio perde una fra le principali prerogative dell'uomo, quella di essere giudicato dai propri pari.
53/70
Un vecchio è sempre un re Lear.
54/70
Il vero è una fiaccola, ma una fiaccola gigantesca; perciò tutti cerchiamo di scivolarle accanto stringendo le palpebre, presi perfino dal timore di bruciarci.
55/70
Chi è nell'errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza.
56/70
Cara, chi oserà
dire: "Io credo in Dio?"
Puoi domandare a preti o a savi
e la risposta sembrerà prendere in giro
chi ha fatto la domanda.
57/70
Tutto è più semplice di quanto pensi ed allo stesso tempo più complesso di quanto immagini.
58/70
Il più sciocco fra tutti gli errori è quando giovani pur intelligenti credono di perdere la loro originalità se riconoscono quelle verità che già da altri sono state riconosciute.
59/70
Se è vero che la giovinezza è un difetto, ce ne correggiamo in fretta.
60/70
Quale governo, si domanda, è il migliore? Quello che c'insegna a governarci da soli!
61/70
Chi crede nell'immortalità si goda la sua felicità in silenzio; non ha nessun motivo di darsi delle arie.
62/70
I fortunati prendono dunque l'infelice per un gladiatore che debba morire con grazia sotto i loro occhi, come esigeva la plebe romana?
63/70
Certo, l'Inferno ha molte gole, molte!
Condizione sociale e dignità comportano
modi diversi d'essere inghiottiti.
64/70
Quel che è detto intelligenza
spesso è piuttosto vanità, limitazione.
65/70
Leggi e diritti si ereditano
come un'eterna malattia. Si strascicano
da una generazione all'altra, si propagano
di luogo in luogo, piano piano.
La ragione diventa assurdità,
il pubblico vantaggio una calamità:
che disgrazia essere un postero!
66/70
La letteratura nazionale non significa più molto, è tempo che si instauri una letteratura mondiale.
67/70
Senti come sussurra questo soffio d'amore. L'unica mia gioia è il tuo volere.
68/70
Una raccolta di aneddoti e massime è per l'uomo di mondo un grande tesoro, se egli sa spargere opportunamente i primi nella conversazione e ricordarsi delle seconde nelle circostanze convenienti.
69/70
La mediocrità non ha consolazione più grande del pensiero che il genio non è immortale
70/70
Solo i poveracci sono modesti.