1/12
Calò nel suo regno
con molto fracasso;
le teste di legno
fan sempre del chiasso.
2/12
Acqua in bocca, e rammentati il proverbio:
Molto sa chi non sa, se tacer sa.
3/12
Al Re Travicello
piovuto ai ranocchi,
mi levo il cappello
e piego i ginocchi;
lo predico anch'io
cascato da Dio:
oh comodo, oh bello
un Re Travicello.
4/12
I figli, dicono,
non basta farli;
v'è la seccaggine
dell'educarli.
5/12
Io non son della solita vacchetta,
né sono uno stival da contadino;
e se paio tagliato coll'accetta,
chi lavorò non era un ciabattino:
mi fece a doppia suola e alla scudiera,
e per servir da bosco e da riviera.
6/12
Il fare un libro è men che niente
se il libro fatto non rifà la gente.
7/12
Noi valentuomini
siam sempre ritti,
mangiando i frutti
del mal di tutti.
Viva Arlecchini
e burattini,
e gl'indovini;
viva le maschere d'ogni paese,
viva Brighella che ci fa le spese.
8/12
La lingua latina ha il piglio imperioso dei signori del mondo.
9/12
Ah, intendo: il suo cervel, Dio lo riposi,
in tutt'altre faccende affaccendato,
a questa roba è morto e sotterrato.
10/12
Il Buonsenso, che già fu capo-scuola,
ora in parecchie scuole è morto affatto;
la Scienza sua figliuola
l'uccise, per veder com'era fatto.
11/12
Dicasterica peste arciplebea,
che ci rode, ci guasta, ci tormenta
e ci dà della polvere negli occhi,
grazie a' governi degli scarabocchi.
12/12
A battesimo suoni o a funerale,
muore un brigante e nasce un liberale.