Biografia di Corrado Govoni

Nazione: Italia
Corrado Govoni nacque a Tamara, una frazione di Copparo (FE) il 29 ottobre 1884 e morì a Lido dei Pini, Roma il 20 ottobre 1965. Fu un poeta.
Proveniva da una famiglia di agricoltori benestanti, ma non completò gli studi regolari, iniziando presto a lavorare nell'azienda di famiglia. La sua vocazione poetica emerse quand'era ancora giovanissimo e nel 1903 pubblicò a sue spese le raccolte Le fiale e Armonie in grigio e in silenzio, caratterizzate da toni crepuscolari che segnarono l'inizio della sua carriera letteraria.
Govoni fu infatti un pioniere del crepuscolarismo, una corrente poetica che si distingueva per la sua introspezione e il rifiuto del dannunzianesimo dominante all'epoca. Successivamente, si avvicinò al futurismo, collaborando con riviste come Poesia e Lacerba e pubblicando opere come Fuochi d'artificio (1905) e Poesie elettriche (1911), che mostravano un'adesione parziale al movimento. Tuttavia, la sua poesia rimase essenzialmente legata alla natura e alla vita dei sensi, con un approccio personale e intimo.
La vita di Govoni fu segnata da difficoltà economiche e personali. Dopo aver venduto i suoi poderi, si trasferì a Roma, dove lavorò come impiegato e collaborò con diverse riviste. Nel 1943, il figlio Aladino fu ucciso dai nazisti alle Fosse Ardeatine, un evento che influenzò profondamente la sua produzione successiva, come evidente nel poemetto intitolato proprio Aladino del 1946.
Govoni morì al Lido dei Pini, una frazione di Anzio, vicino a Roma. Nonostante le sue opere non abbiano sempre ricevuto il riconoscimento che meritavano, Govoni rimane una figura importante nella letteratura italiana del Novecento, grazie alla sua capacità di innovare e sperimentare con la parola.
Proveniva da una famiglia di agricoltori benestanti, ma non completò gli studi regolari, iniziando presto a lavorare nell'azienda di famiglia. La sua vocazione poetica emerse quand'era ancora giovanissimo e nel 1903 pubblicò a sue spese le raccolte Le fiale e Armonie in grigio e in silenzio, caratterizzate da toni crepuscolari che segnarono l'inizio della sua carriera letteraria.
Govoni fu infatti un pioniere del crepuscolarismo, una corrente poetica che si distingueva per la sua introspezione e il rifiuto del dannunzianesimo dominante all'epoca. Successivamente, si avvicinò al futurismo, collaborando con riviste come Poesia e Lacerba e pubblicando opere come Fuochi d'artificio (1905) e Poesie elettriche (1911), che mostravano un'adesione parziale al movimento. Tuttavia, la sua poesia rimase essenzialmente legata alla natura e alla vita dei sensi, con un approccio personale e intimo.
La vita di Govoni fu segnata da difficoltà economiche e personali. Dopo aver venduto i suoi poderi, si trasferì a Roma, dove lavorò come impiegato e collaborò con diverse riviste. Nel 1943, il figlio Aladino fu ucciso dai nazisti alle Fosse Ardeatine, un evento che influenzò profondamente la sua produzione successiva, come evidente nel poemetto intitolato proprio Aladino del 1946.
Govoni morì al Lido dei Pini, una frazione di Anzio, vicino a Roma. Nonostante le sue opere non abbiano sempre ricevuto il riconoscimento che meritavano, Govoni rimane una figura importante nella letteratura italiana del Novecento, grazie alla sua capacità di innovare e sperimentare con la parola.
Frasi di Corrado Govoni
Abbiamo un totale di 6 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
Leggi le frasi di Corrado Govoni
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La tristezza s'appoggia a una spalliera
mentre le chiese cullano la sera.
mentre le chiese cullano la sera.
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